Il 15 novembre 2024 Diageo ha presentato al mondo quella che è la sua prima distilleria cinese di whisky.
YunTuo si trova nella contea di Eryuan, nella provincia dello Yunnan, non è ancora ufficialmente aperta alle visite, ma – con una buona dose di testardaggine, unita alla ineguagliabile ospitalità cinese – sono riuscito a farmi aprire le porte. La giornata è invernale, con le cime appena innevate, il cielo terso di un blu luminosissimo e le temperature mattutine belle rigide, che progressivamente hanno lasciato il posto a caldi raggi di sole.
Sono ufficialmente il primo visitatore europeo. Ad attendermi Annie, responsabile dell’accoglienza, e il Direttore della Distilleria Jiao Changyi, che ci ha accompagnati per l’intero tour, pronto a rispondere ad ogni mia curiosità.
Siamo a 2.100 metri sul livello del mare, una altitudine in cui la distilleria beneficia comunque del clima temperato dell’eterna primavera dello Yunnan, della sua ricca biodiversità e delle risorse naturali incontaminate, tra cui l’accesso all’acqua di sorgente fresca che alimenta il lago Erhai.
Una sorprendente armonia tra il moderno e la tradizione che qui è millenaria, una bellezza incontaminata che ho potuto apprezzare durante i 90 minuti di taxi che mi hanno permesso di raggiungere la distilleria dal “vicino” antico villaggio turistico di Dali. Il contrasto tra il rosso ruggine delle montagne che si ergono attorno alle acque azzurre del lago e alla verde fertilissima pianura, è da togliere il fiato.
La superstrada a due corsie, che costeggia il lago, lascia progressivamente il posto ad una stradina dissestata che attraversa minuscoli villaggi che vivono orgogliosamente la loro vita rurale. Tante case signorili, per la strada uomini con la zappa in spalla e sorridenti signore con i cesti ricolmi di prodotti della terra.
Diageo inaugura la distilleria di single malt whisky YunTuo
Con un investimento di 120 milioni di dollari distribuito in nove anni, YunTuo è il primo sito di produzione di whisky di Diageo in Cina, il mercato su cui tutte le multinazionali scommettono da anni. Una iniziativa che segue di pochi anni quella di Pernod Ricard, la cui distilleria The Chuan (nel confinante Sichuan) ho visitato un paio di settimane fa.
Il nome “YúnTuò” (云拓) esprime l’ambiente naturale e la visione del marchio; “Yún” (云), che significa “nuvole” ed è sinonimo di “Yunnan”, evoca un altopiano di incomparabile bellezza naturale. “Tuò” (拓), che significa “esplorazione”, cattura lo spirito imprenditoriale e innovativo del marchio, volto a esplorare nuove frontiere nell’arte della produzione del whisky.
Progettata dal pluripremiato studio di architettura OLI, la distilleria all’avanguardia incorpora elementi culturali locali e si fonde perfettamente con l’ambiente circostante, valorizzando la bellezza naturale della zona.
I possenti edifici ospitano un centro visitatori attualmente utilizzato per poche sporadiche visite. Dal 2028, data di previsto lancio del loro primo single malt, immergerà gli amanti cinesi del whisky e i turisti in un’esperienza interattiva dedicata al whisky, che include un tour della produzione e la degustazione nella torre centrale alta 29 metri e addobbata con 1.000 botti di whisky (vuote) provenienti da distillerie di tutto il mondo.
La produzione
Tutto facile, la distilleria produce esclusivamente single malt “alla scozzese”, con malto che per il momento proviene dalla Gran Bretagna, ma che si pensa di poter integrare nei prossimi anni con una parte di cereali di produzione locale.
L’ammostamento avviene in un gigantesco mashtun, la lunga fermentazione – con distiller yeast e tarata sulle 120 ore – in washback di acciaio.
Le due coppie di potstill, con un design abbastanza tozzo, portano la capacità produttiva della distilleria al valore di 1,5 milioni di litri annui.
Il new make, che ho potuto assaggiare a gradazione di distillazione, ha un carattere fruttato (più mela e frutta tropicale, con un pizzico di pepe bianco, che non la classica nota di pera) e un palato bello pieno, ciccio, e – allo stesso tempo – super vellutato.
I magazzini (che verranno presto espansi) ospitano al momento circa 6.000 botti. La produzione ha preso il via a fine 2023, per andare a regime – a test completati – in primavera 2024. Insomma le botti più vecchie non hanno ancora compiuto i 2 anni.
La distilleria YunTuo è al 100% carbon neutral grazie a tecnologie di produzione sostenibili, come caldaie elettriche ad alta efficienza, e all’approvvigionamento di energia verde rinnovabile. Tutta l’acqua di produzione viene riciclata, massimizzando l’efficienza nel suo uso e riducendo gli sprechi.
Una enorme costruzione moderna, circondata da campi coltivati prevalentemente a riso e mais, avrebbe potuto essere interpretata come una cattedrale nel deserto. E invece la connessione con il territorio c’è, grazie alle tre torri che richiamano le Tre Pagode del vicino Tempio dell’Ammirazione Divina, e grazie al forte legame che si è instaurato con la comunità locale Bai.
La degustazione
Tre sono gli spazi previsti per la degustazione. Quello di fine tour, posizionato sotto la torre delle 1000 botti, un secondo bar – più riservato – per i gruppi più esigenti, e una sala al secondo piano in cui vengono ospitati eventi privati e cene.
Oltre al già citato new make, ho potuto assaggiare un campione cask strength di whisky maturato per meno di un anno in una botte di rovere dello Yunnan. Al naso molto sherroso, è seguito un palato super fruttato su note di marmellata speziata di frutti rossi. Una bevuta sorprendente, sia per l’intensità che per la maledetta bevibilità. Insomma avrebbe dovuto essere un dram giovane e scontroso, e invece si è rivelato vellutato, morbido e docile. Le nuove distillerie non possono sbagliare, e questo vale anche per YunTuo.
Abbiamo infine approfondito il concetto di “rovere dello Yunnan“. Non è solo legno locale, come già visto per Laizhou, ma sono anche botti utilizzate per la maturazione di vino rosso premium dello Yunnan (Shangri-La per la precisione), il che spiega tante cose di quell’assaggio. L’angel share non è ancora dichiarabile, è passato troppo poco tempo e il 2025 è stato un anno anomalo, molto piovoso. Ma gli inverni raramente vanno sotto zero e le estati, seppur più calde rispetto a quelle scozzesi, sono caratterizzate da un clima mite.
Attenderemo il primo rilascio del 2028, non solo per l’assaggio delle capacità dello Yunnan, ma soprattutto per tornare a visitare la distilleria.













