XV Ospitaletto Whisky Festival

XV Ospitaletto Whisky Festival

Sabato si è tenuto il quindicesimo meeting di Ospitaletto. Dalla prima edizione GPP e Dameris riescono sempre a stupirci con una selezione di imbottigliamenti introvabili.

 

WARMUP, IL PREFESTIVAL

Come di consueto, la sera prima dell’OWF ci siamo ritrovati a cena con Tomislav e gli amici del Whisky Club Croatia, che non si sono risparmiati, presentando degli assaggi super. Indimenticabili quel Port Ellen 26 anni indipendentemente (probabilmente il migliore del lotto, nonostante la gradazione ridotta) e, per l’esperienza, quel rarissimo imbottigliamento privato di Springbank, nero e sporco come la pece, roba d’altri tempi, una sorta di Loch Dhu di mare?!?

È stata anche l’occasione per assaggiare i primi imbottigliamenti Two Oak Nuts di Luigi e Maja, un Linkwood e un Glenlossie in Sherry che speriamo di trovare presto anche sul mercato italiano.

 

 

OSPITALETTO WHISKY FESTIVAL

Questa volta la direzione artistica del festival si è ispirata al film Le Iene (Reservoir Dogs) di Quentin Tarantino (1992).

 

 

La consueta abbuffata di focaccia, salamelle e formaggio è stata annaffiata da qualche dram di Ardbeg Smoketrails 2023 (Bourbon & Côte Rôtie).

 

 

1. THE MACALLAN 12 ANNI, 43%, 70cl

Matured in Sherry Wood
Import Giovinetti & Figli
Imbottigliato primi anni ‘90

Leggi Macallan e Giovinetti e pensi subito alla cruda indole sherrosa del 7 anni. Questa volta abbiamo assaggiato il 12 anni, un raro Macallan che, con quei 43 gradi, ricorda gli imbottigliamenti degli anni ’80, ma che, imbottigliato a 70cl, ci porta dritti all’inizio degli anni ’90.

Uno sherry schietto, non così sulfureo come quello del 7 anni. Elegante, profondo, parte pepato per chiudere su note di panettone.

 

 

2. BRUICHLADDICH TWENTY, 46%

Third Edition
Distillato 1985
Imbottigliato 2005
Bourbon / Malmsey Madeira Hogshead Finish

Dalle vecchie scorte di Bruichladdich, la buona mano di Jim McEwan ha selezionato delle botti che sono state rivitalizzate con finishing che oggi possono sembrare normali, ma che vent’anni fa erano pura avanguardia.

Il terzo rilascio del Twenty ha beneficiato di un maquillage finale in botti di Madeira di uva Malmsey (Malvasia). Un apporto non invasivo, che ha segnato il dram più sulle note dolci di zucchero filato rosa da luna park, che su quelle vinoso.

 

 

3. HIGHLAND PARK 12 ANNI, 43%, 75cl

Dumpy bottle
Import Claretta

Abbiamo assaggiato più volte l’HP 12 della elegante Dumpy Bottle, soprattutto negli anni d’oro delle prime gite sulle Orcadi, 15-20 anni fa.

Molti, pur essendo imbottigliati al 40% ABV, stupivano per complessità e armonia. Sempre più rari sono diventati gli esemplari al 43%, tipicamente – se di provenienza italiana – importati negli anni ’70 e ’80 da Ferraretto.

Questo imbottigliamento è un Highland Park ancora più raro, importato dalla torinese Claretta, databile anni ’80.

Profondo, la torba diventa una sensazione minerale più che affumicata. Bello pieno al palato, con note intense di caramello. Davvero una bella bevuta, a me piace da impazzire, chi lo ha criticato, lo ha giudicato forse un po’ troppo precisino.

 

 

4. CRAGGANMORE 16 ANNI, 58.6%

Cadenhead’s Authentic Collection
Distillato 1989
Imbottigliato Settembre 2005
Butt
No bottiglie 678

La distilleria selezionata da Diageo nei Classic Malts per rappresentare il carattere dello Speyside, ha un seguito di non molti, ma determinati, fan.

Anche questo assaggio ci conferma come l’intenso corpo forgiato dai wormtub della distilleria, nulla abbia a che vedere con lo stile mieloso o sherroso della regione. Una bevuta meravigliosamente sostenuta dalla gradazione alcolica, sicuramente sul podio dei migliori assaggi della giornata.

 

 

7. GLENLIVET 12 ANNI, 45.7%

Imbottigliato 1972-74
Distillato inizio anni ’60
Import Baretto

Un fuori programma, un extra dram offerto da Fabrizio. Se lo Speyside per molti appassionati è rappresentato dal carattere sherroso di Macallan, il suffisso Glenlivet è stato usato per decenni per identificare lo stile del whisky di questa regione. Ma non quello del Glenlivet di oggi, con la sua tenue nota di pera e vaniglia, bensì quello del passato, come ben identificato dall’assaggio di questo ricco dram. Un mix di frutta fresca e biscotti di orzo, che lascia il posto a note piu tropicali e ad un finale mandorlato e molto agrumato. Sbalorditivo.

 

 

5. SPRINGBANK 13 ANNI 1996, 56.6%

The Octave Collection
Duncan Taylor
Distillato 1996
Imbottigliato 2010
Sherry Octave Cask 5650
Import Sagna

Uno Springbank indipendente importato per il mercato italiano da Sagna, è sempre un imbottigliamento che fa parlare di sé. Se poi aggiungiamo la maturazione in Sherry e l’imbottigliamento a gradazione piena, non ci resta che staccare il cervello dalle banalità quotidiane per dedicarci completamente a godere di tutte le meraviglie di questo dram.

Poco espressivo al naso, al punto di non sembrare uno Springbank, ha sprigionato al palato le note marine tipiche di Campbeltown. Interessante il contributo dello Sherry, per nulla sovrastante, nonostante l’uso delle botti piccole.

 

 

6. ARDBEG 24 ANNI, 54.6%

Cadenhead’s Authentic Collection
Distillato 1993
Imbottigliato Estate 2018
Bourbon Hogshead
No bottiglie 138

Avevamo assaggiato la botte gemella, ma imbottigliata dopo il suo 26esimo compleanno, nella whiskytasting di inizio 2025. E ci era piaciuto un sacco, per la sua sopraffina eleganza e per la durata infinita al palato. Un dram mai sfacciato che cancella velocemente ogni special release rilasciata negli ultimi 10/15 anni.

Le stesse impressioni di questo 24 anni, dotato di un buon corpo e di un finale agrumato semplicemente infinito.

 

 

Cosa dire, abbiamo bevuto davvvero molto bene. In passato,  l’introduzione anche Ospitaletto di rilasci dell’ultimo grido aveva quasi sempre deluso. Il ritorno alla sostanza paga sempre.

Un grazie infinito a Dameris e Gianpaolo, per l’ospitalità e per farci sempre sentire a casa.

 

 

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