Tivan, il whisky del lago di Como

Tivan, il whisky del lago di Como

Insieme alla distillerie che hanno rilasciato propri whisky, la nostra bella penisola si sta popolando di imbottigliamenti presentati da realtà che – pur non producendo – hanno deciso di dare una loro interpretazione della italianità del whisky, molto spesso attraverso l’utilizzo di botti poco esplorate. Il fenomeno, da sempre diffuso in altri mondi come quello della birra o del gin, è meritevole di un nostro approfondimento.

Partiamo da Tivan, il primo whisky del Lago di Como, il progetto presentato da Andrea Bonacina e Tiziana Gerosa proprio durante la Whisky Week Como dello scorso novembre.

 

 

Le bottiglie di Tivan colpiscono subito per l’eleganza, per la grafica e il packaging molto curati – che vestono a pennello la bottiglia lasciando intravedere il colore del liquido – e per il riferimento non pacchiano al lago di Como. Il Tivano (Tivàn in lombardo, dal francese tì-vent) è infatti uno dei due venti termici del Lago di Como, un vento molto regolare nel suo manifestarsi da Nord durante le prime ore del mattino. È la gioia di tutti i velisti che, partendo da Como o da Lecco, affrontano in bolina la risalita verso Bellagio per cambiare direzione a mezzodì, quando il Tivano lascia il posto alla Breva, la termina che soffia da Sud in modo più delicato, variabile e che abbandona il lago di Como con gli ultimi raggi di sole.

Le prime due selezioni sono due single malt e single cask legati a doppia mandata con il territorio. La distillazione è stata fatta in Brianza presso Strada Ferrata, la maturazione è legata alla esperienza fatta dai due birrifici che sono stati le fondamenta per la distilleria, il designer e la tipografia sono locali, tutto a chilometro zero.

Coraggiosa anche la scelta degli stili: nessun salita in corsa sul treno delle maturazioni mainstream. Al posto delle ex bourbon o delle ex sherry, la scelta è andata verso una botte ex birra acida e una botte vergine di acacia. Scopriamole.

 

TIVAN LAGO

Oak / Ex Sour Beer
Botte nr.5 – 369 bottiglie
70cl – 45% Vol.

LAGO è un Single Malt – Single Cask messo a maturare in botti di rovere selezionate che hanno precedentemente contenuto una birra acida realizzata da un birrificio locale.

  • 100% Malto d’orzo
  • Barrique di rovere europeo ex birra acida di un birrificio artigianale locale
  • Inizio affinamento 30.04.2021
  • Gradi in botte 60.1% Vol.
  • Natural Colour / Non Chill Filtered

Colore: oro con riflessi aranciati.

Appena versato nel bicchiere la memoria va subito verso la caramella Rossana. L’olfatto evolve rapidamente verso note dolci di caramella mou, che sono messe in discussione dall’apporto della botte, con la sua essenza di fermentazione, di pasta madre. La frutta gialla matura, mela e tropicale, è contrastata da una leggera acidità sia agrumata che di buccia di pesca non ancora matura. Un naso possente, coraggioso, per nulla scontato. Alcol ben integrato.

Al palato le note dolci crescono di intensità grazie ad una iniezione di miele balsamico e leggermente speziato, un contributo quasi da cucina orientale laccata. La nota sour è più verso la frutta che non verso quella sensazione di lievito che ci aveva accolti al naso.

Un po’ di radice sul finale, via via sempre più piccante (zenzero). Di media lunghezza.

Non un simil-scotch, non un whisky “grapposo” come molte altre interpretazioni italiche, uno stile unico che è certamente in grado di soddisfare i curiosi. Complessivamente una bevuta gratificante, con le sbavature di un whisky di soli tre anni stondate, domate, dal contributo del legno.

 

 

TIVAN SERA

Virgin Acacia
Botte nr.10 – 320 bottiglie
70cl – 50% Vol.

SERA è un Single Malt – Single Cask messo a maturare in botti selezionate di acacia vergine. Il legno di acacia conferisce note speziate a questo whisky, la cui evoluzione del gusto termina con un finale pieno e caldo.

  • 100% Malto d’orzo
  • Barrique vergine di acacia tostata
  • Inizio affinamento 16.07.2021
  • Gradi in botte 60.1% Vol.
  • Natural Colour / Non Chill Filtered

Colore: ambrato con riflessi ramati.

L’olfatto è condizionato dalla curiosità di scoprire dove portare una piena maturazione in botte nuova di acacia. La nota dolce del legno è completata da una ricca componente balsamica da amaro alpino, quasi terrosa, leggermente tannica. La frutta che sta sotto è gialla e passata al forno, caramellata. La spezia è vivace, cannella e buccia di arancia con infilato il chiodo di garofano. Alcol ben integrato.

Al palato il carattere contrastato che ci aveva sorpreso al naso diventa ancora più deciso. La dolcezza è ricca, da sticky toffee pudding, il pan di spagna britannico annegato nella salsa al caramello. Anche le erbe crescono, avvicinandosi a quelle da carne, da arrosto. Il DNA “alpino” è confermato anche sul finale, prima amarognolo e poi dominato dalla liquirizia.

Finale caldo, pieno, quasi piccante, più lungo del Lago.

È vero che la botte è vergine, ma la teoria che vuole il legno di acacia essere più neutro rispetto a quello di rovere va sicuramente rivista. Un whisky in grado di scaldare anche il più gelido venerdì sera può essere, al contempo, l’ingrediente perfetto per un Rob Roy dry da servire come aperitivo pre-dinner? Una dram decisamente più impavido del Lago.

 

 

 

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