Westward in amministrazione controllata

Westward in amministrazione controllata

La distilleria di Portland Westward Whiskey ha presentato istanza di protezione fallimentare ai sensi del Capitolo 11, come confermato da Thomas Mooney, fondatore e CEO di Westward, in un’e-mail del 9 aprile inviata ai membri del loro club.

“Questo passaggio è necessario mentre esploriamo alternative finanziarie e strategiche che aiutino la nostra azienda a prosperare come distilleria artigianale indipendente”, ha scritto Mooney.

Mooney ha descritto il fallimento come un’operazione che “affronta le sfide a breve termine e prepara la Westward Whiskey al successo futuro”. Non ha fornito dettagli specifici al club su queste sfide, se non affermare che le condizioni di mercato per distillatori indipendenti come la Westward sono più difficili che mai.

Westward si è trovata ad affrontare “significativi problemi di liquidità” e una “grande tensione” sulle sue finanze causata dal calo della domanda di alcolici post-COVID e dalla sovrapproduzione del proprio whiskey.

 

 

Westward è stata fondata nel 2004. È stata una tra le prime 30 delle oltre 3000 distillerie craft che sono nate sul suolo americano. È conosciuta per essere stata un pioniere nel single malt americano, e per avere contribuito a farlo diventare una categoria ufficiale .

Possiede una sala degustazione presso l’aeroporto internazionale di Portland e una distilleria con sala degustazione nel cuore della città, ristrutturata nel 2022 come parte di un piano di espansione da 1,5 milioni di dollari, alimentato dalla rapida crescita dell’era COVID, che ha visto il marchio raddoppiare la sua forza lavoro e decuplicare la sua capacità di imbottigliamento.

Westward è la prima concreta vittima della recente scelta di Diageo di sospendere le attività di Distill Ventures, l’azienda avviata nel 2013 come acceleratore di attività imprenditoriali nel settore spirits e che, dal 2018, stava accompagnando Westward nella sua crescita.

Il repentino rallentamento delle vendite non fa altro che accrescere il timore che la bolla, che ha accompagnato nell’ultimo decennio la crescita del whiskey americano, possa essere sul punto di scoppiare, non solo per le difficoltà imprenditoriali legate all’incremento dei costi, ma anche per un possibile cambio dei gusti dei consumatori.

Il whisky sta davvero passando di moda?

 

 

Lo scorso ottobre avevamo ospitato in una puntata della nostra rassegna online di #WhiskyTasting il master blender Miles Munroe. che ci aveva raccontato l’avventura di una distilleria, per cui speriamo non sia stato scritto l’ultimo capitolo.

 

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