Waterford The Cuvée 1.1 #WeeklyDram

Waterford The Cuvée 1.1 #WeeklyDram

Weekly Dram 23.22

Mi è già capitato di accennare al terroir applicato alla produzione del whisky in questa rubrica parlando di Spirit of Yorkshire e del loro approccio molto pragmatico all’orzo e alla sua coltivazione, citando tra i produttori che invece ne fanno la propria bandiera gli irlandesi di Waterford.

 

 

Il fondatore Mark Reyner è stato impegnato nel commercio enologico per metà della propria carriera, venendo colpito dal concetto di terroir (la parte di carattere del vino influenzata da microclima e terreno), trovandosi poi a introdurlo nel settore del whisky durante la sua esperienza presso Bruichladdich nel pieno del rilancio della distilleria.

Per Reyner, il concetto per cui la maggior parte degli aromi di un whisky provenga dai legni di maturazione è “vecchio e superato”, ed è dal 2015 che si impegna a dimostrare come sia invece l’orzo il vero re del distillato, la cui origine segna in modo profondo e inequivocabile il prodotto finale.

72 fattorie di una stessa ragione, 19 tipi diversi di terreno, coltivazioni anche biologiche e biodinamiche, e una serie di imbottigliamenti “single farm origin” dalle maturazioni simili (miste tra botti ex bourbon, ex sherry, vergini ed ex vino di provenienze diverse) volti a dimostrare come sia il cereale a forgiare il carattere del whiskey.

Il tutto registrato e catalogato in modo maniacale, con una scheda dettagliatissima per ogni imbottigliamento, dalla biografia del singolo coltivatore al “suono” del campo di orzo.

E come nel vino, Waterford produce i propri cuvée, imbottigliamenti che uniscono diverse coltivazioni come in un “concept album” (parole di Reyner) che racchiude tutte le potenzialità delle singole fattorie.

 

 

Quella di oggi è la prima edizione di fine 2021, con il distillato realizzato a partire dall’orzo proveniente da 25 fattorie, invecchiato per 4 anni, 6 mesi e 10 giorni e… un sacco di altre informazioni che potete trovare qui.

 


WATERFORD THE CUVÉE 1.1

50% abv, botti ex bourbon, ex vino francese, vergini

Prezzo: intorno ai 70 euro

 

La componente vinosa è, come sempre, la prima a farsi notare al naso, innestata su note di pane e malto. Frutti rossi (lamponi, uva spina, fragolina di bosco), tonalità floreali, leggera vaniglia, miele d’acacia e una lieve impressione di carta bagnata. Nel tempo, si fa più morbido e dolce con una certa vena citrica e soffi mentolati. Piacevole.

 

 

In bocca esprime una discreta pepatura con tocchi di zenzero su un corpo abbastanza leggero, acidulo e amarotico con pompelmo, pera, frutti rossi, mandorla, pane, marmellata di arance amare, anice. Foglie di tè e una vena balsamica in lunghezza.

Finale abbastanza lungo e secco, dai tocchi salini, con note mentolate e balsamiche su malto, marzapane, foglie di tè, pera.

 

Whiskey che dimostra tutta la propria gioventù assieme a un certo carattere, sebbene gli manchi un po’ di corpo per renderlo davvero memorabile. L’unione fa la forza, o così dicono, e questo cuvée in effetti è una prova generale di quanto potrà offrire il futuro.

 

Link a tutti gli assaggi di Waterford: https://whiskyart.blog/it/category/irlanda/waterford-irlanda/

Maggiori informazioni sulla distilleria: https://www.whiskyfacile.com/2021/01/01/waterford-distillery/

 

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