Villa Zarri, il brandy italiano con accento francese

Martedì 3 Novembre 2015
Davide Terziotti | angelshare.it


Guido Fini Zarri, mosso da grande passione, inizia 30 anni fa (1986) a distillare in Italia un nuovo tipo di Brandy. Negli anni in cui uno dei distillati della tradizione italiana sembra condannato al declino, lui decide di mettersi a fare quello che davvero gli piaceva: un distillato italiano di qualità che seguisse i tradizionali disciplinari francesi.

Distilleria
Villa Zarri

Brandy
italiano

L'alambicco Charentes

L’alambicco Charentes

Immagino che molti si chiederanno “Cosa ci fa un Whisky Club in una distilleria di Brandy?” In tempi non sospetti, nell’atto fondativo del club, si parlava di “cultura dei distillati” senza focalizzarsi (e fossilizzarsi) solo sul whisky. Aggiungiamo che siamo persone che si annoiano facilmente, a cui piace divertirsi, imparare e, non ultimo, che bisogna essere matti per non apprezzare una gita in un giorno lavorativo assolato in un posto molto bello mentre altri ingrigivano in ufficio.

Avevamo sentito parlare del progetto Villa Zarri e qualcuno di noi assaggiato anche qualcosa, tuttavia non ci saremmo onestamente immaginati di trovarci davanti a un contesto e a un progetto del genere: una distilleria con regole francesi. Sicuramente la tradizione di distillazione della zona e la famiglia di provenienza di Guido Fini Zarri, il creatore di Villa Zarri, sono stati un incentivo, ma il resto del contesto in cui ci non è dei più rosei: i distillati in Italia non funzionano, si consumano poco, non vi è una opportuna competenza, nemmeno per chi dovrebbe promuovere le eccellenze. Una idea quasi folle, produrre un distillato di vino come se ci trovassimo in Francia, unendo i metodi di distillazione del Cognac e artigianalità e i volumi bassissimi dell’Armagnac.

La gamma dei brandy di Villa Zarri

La gamma dei brandy di Villa Zarri

Al fascino dell’artigianalità spinta aggiungiamo l’alambicco posizionato praticamente nel salotto di una villa del ‘700, a due passi dalla città ma in una quiete fantastica.

La degustazione di brandy Villa Zarri

La degustazione di brandy Villa Zarri

Guido distilla solo fermentati di uve di Trebbiano emiliano-romagnolo che hanno la giusta acidità per sopportare l’invecchiamento. Distilla come i francesi con alambicco Charentaise scaldato a fuoco diretto (gas naturale) e l’unica concessione alla modernità è la gestione delle curve di temperatura gestita in maniera totalmente automatica. Ogni partita di fermentato, che potremmo definire in modo improprio una Cru, viene tracciata e a ogni distillazione sa perfettamente in quale botte finisce quel conferimento. L’alambicco, unico, ha una capienza è di 2500 litri. La maturazione avviene solo in botti di legno francese di 350 litri, come sarebbe da tradizione del Cognac. Non vengono aggiunti additivi o zuccheri e il distillato viene messo a gradazione piena (circa 72 gradi) nelle botti nuove per un anno. Successivamente viene abbassata la gradazione alcolica (diminuendone quindi l’estrazione dal legno) di circa dieci gradi e travasate in botti già usate. Non vengono messi in commercio prodotti con meno di dieci anni di maturazione (come per gli Scotch, l’anno indicato in etichetta è quello del distillato più giovane presente nell’assemblaggio). La diluizione prima dell’imbottigliamento avviene in modo molto lento e il distillato viene fatto riposare per molte settimane per far “sposare” l’acqua col distillato.

Come sempre molto didattico l’assaggio del distillato e di campione di botte, successivamente abbiamo avuto la possibilità di provare praticamente l’intera gamma disponibile sul mercato: 10 anni, 12 (2002) anni con affinamento in botti ex-Marsala, 16 anni, 21 anni (1988), un 22 anni, 23 anni con tabacco toscano in infusione, un 25 anni non ancora in commercio e tre a grado pieno (19, 20 e 21 anni) che per i “whiskysti” magari sembra una cosa ovvia, non lo è per niente nel mercato dei distillati di vino.

Dopo questa esperienza ci è venuta voglia di portare avanti un progetto o, forse, un sogno. Vediamo se riusciremo a portarlo a termine.

WhiskyClub Italia in visita a Villa Zarri

WhiskyClub Italia in visita a Villa Zarri

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