Viaggio nelle Highland e Speyside – Parte 1

Viaggio nelle Highland e Speyside – Parte 1

Il recente viaggio di gruppo nelle highlands è stata l’occasione per guardare alcune realtà a distanza di anni e di scoprirne di nuove.

 

 

Alcune non sono novità vere e proprie ma sono differenze dalla mia ultima visita, che non era recente e mi ha comunque permesso di vedere uno stacco su molte distillerie e invece una certa staticità su altre. Sarà una semplice carrellata con qualche pillola e qualche approfondimento che verrà fatto separatamente.

Metto il tutto in ordine cronologico di visite, questa è la prima parte.

 

Glen Garioch

Distilleria che ho sempre amato per i suoi edifici, per il suo essere tagliata in due da una strada e per alcuni vecchi imbottigliamenti leggendari, si pensi a quelli di Samaroli.

 

 

Dall’ultima visita quasi una decina di anni fa, c’è stata una generale sistemazione degli edifici ma soprattutto sono o stanno per essere introdotti alcuni cambiamenti significativi: innanzitutto è tornato a funzionare il malting floor, che abbiamo potuto visitare e verificare che non si tratta di una sola comunicazione di marketing. La seconda grande notizia è che verrà reintrodotto il fuoco diretto sul wash still.

Il kiln non ha il classico forno ma è alimentato con acqua calda recuperata dal processo, fatta passare all’interno di scambiatori di calore. Una soluzione “green” molto intelligente.

 

 

In generale penso sia una distilleria da tenere d’occhio nei prossimi anni. Il tour è stato piacevole, in linea con la precedente esperienza e con un corretto rapporto qualità/prezzo. Sono disponibili degli imbottigliamenti distillery only.

 

Glendronach

L’arrivo dalla strada offre sempre uno scorcio bellissimo del complesso di edifici secolari.

 

 

Anche qui i lavori di rinnovamento sono significativi, il vecchio malting floor (per intendersi dove era posizionato il carretto, tra i soggetti preferiti delle foto) è stato abbattuto, la produzione verrà ampliata, vedremo nei prossimi mesi l’evoluzione.

 

 

Il tour e la degustazione molto belli, dall’ultima visita il visitor center ha variato l’accesso ed è presente un bel bar dove è possibile assaggiare molte referenze. Come da precedenti visite, sono disponibili degli imbottigliamenti distillery only. Assaggeremo il Glendronach Oloroso 2011 Puncheon – Cask 45/5039 – Hand Filled – 62.4% alla degustazione del 23 aprile Speyside Tour.

 

 

Knockdhu

La distilleria non ha visitor center, non è impossibile da visitare contattandoli direttamente.

 

 

La lunga amicizia con una persona splendida come Gordon Bruce, il distillery manager, è ovviamente un vantaggio e ci ha guidato in un tour inusuale, sussurrato, totalmente diverso dagli oramai ingessati protocolli e cerimoniali delle distillerie, terminato con l’assaggio di tutto il core range, dei due new make (torbato e non) e di un affascinante campione di botte. Il destrutturato tavolo di degustazione si è rallegrato anche con la presenza affettuosa di una corposa popolazione canina. Le due chicche della distilleria, oltre ad avere una importanza storica, in quanto fu l’unica costruita direttamente e non acquisita dalla DCL, sono i worm tubes, utilizzato in pieno sullo spirit, mentre sul wash sono dopo lo shell and tubes, e il kiln che si può vedere in sezione in quanto è stato parzialmente rimosso per far posto a un washback. Altra particolarità, nelle fermentazioni i vecchi washback vengono utilizzati per una prima fermentazione che poi si conclude nei nuovi fermentatori.

Gordon è molto legato alla gestione manuale della distilleria ma aggiunge sempre innovazioni nella direzione del risparmio energetico. Recente l’introduzione di un sistema di recupero del calore, chiamato Thermal Vapor Recompression (TVR), di cui vi parlerò.

 

Glenfarclas

Non è cambiato molto, per fortuna, dalle precedenti visite.

Da segnalare c’è la presenza di un piccolo angolo bar nella bella sala allestita usando gli interni di una nave da crociera, disegnata da un architetto italiano, che i Grant hanno acquistato. Il tour è ben fatto anche se le referenze in assaggio sono abbastanza di base. I prezzi delle bottiglie fuori dal core range sono molto aumentati e i family cask sono proposti a cifre piuttosto importanti. Anche il cask distillery only, un nove anni, è venduto piuttosto caro, a 130 sterline.

 

Glen Grant

La vera, grande e delusione di tutto il viaggio. La distilleria è sempre un gioiello, con i suoi magnifici giardini, ma il visitor center non è più al passo i competitor, la degustazione finale avviene su delle panche all’ingresso della struttura, vi è poco calore e quasi un atteggiamento di sufficienza. Il tour è scolastico e, anche se si trattava di quello base, ci si può aspettare qualche cosa in più del pur ottimo 10 anni e del nuovo Arboris, un NAS piuttosto trascurabile.

 

Forsyths

Prima visita per me alla famosa fabbrica di alambicchi e di impiantisica, situata a Rothes, proprio dall’altro lato della strada rispetto a Glen Grant. E proprio parte degli edifici sono ricavati dalla vecchia Glen Grant 2, più nota come Caperdonich.

 

 

Abbiamo potuto passeggiare, complice anche l’orario di pausa pranzo, tra rame, saldatrici, banchi di lavoro e martelli, seguendo il processo produttivo che ha ancora una larga parte di operazioni del tutto manuali e artigianali, condotti con maestria da operai altamente specializzati
Nel piazzale abbiamo anche sbirciato alambicchi quasi pronti per essere spediti, tra cui quello di Portintruan.

 

 

Forsyths è anche proprietaria dello Station Hotel che ha una bella selezione di whisky e ovviamente diversi riferimenti al rame e agli alambicchi, il bancone è un concentrato di didattica sulla forma degli alambicchi.

 

Speyburn

Vera sopresa di tutto il tour, anche perché le visite sono aperte solo da Agosto 2023. La distilleria un decennio fa è stata oggetto di una profonda ristrutturazione che ha avuto un occhio molto attento alla conservazione.

 

 

La produzione è stata triplicata (da 1.5 a 4.5 LPA aggiungendo un grande spirit still e trasformando il precedente in wash still. La geometria è quindi ora asimmettrica (2 wash di misura diversa e 1 solo still), viene controllata da un singolo operatore al computer, a dire il vero molto esperto.

La cosa più straordinaria è l’ex area di maltaggio che, caso unico credo, non è a pavimento o con saladin box, ma ha un impianto “drum” tedesco di derivazione birraria dei primi del ‘900 e perfettamente conservato.

Il tour è molto bello, ci sono quattro ottimi assaggi, certamente hanno necessità di farsi conoscere ma questo insegna che gli “underdog”, in considerazione di quello che ho scritto prima e che scriverò, sono le distillerie da tenere maggiormente in considerazione. Aggiungiamo che è un’atra distilleria con i worm tubes. In corso vi è anche un interessante lavoro di recupero documentale, già visibile nel visitor center.

Era disponibile un imbottigliamento distillery only e lo assaggeremo alla degustazione del 23 aprile Speyside Tour, Speyburn 11 anni 2012/2023 – Cask 483 – Distillery Exclusive.

 

 

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