Uisge Beatha

Uisge Beatha

Uisge Beatha
Pronuncia uske-beh-ha

Da uisge ( “acqua” ) + beatha ( “vita” ) , calco del latino aqua vitae

 

Da dove deriva la parola whisky?

Nel XII e XIV secolo, tra i medici e i religiosi l’alcol distillato era conosciuto con il termine latino aqua vitae (“acqua della vita”). La distillazione di whisky è ufficialmente iniziata in Irlanda nel XIV secolo, dove il termine lato è stato letteralmente tradotto in antico irlandese come uisce beatha (uisce=acqua, beatha=vita), termine ufficializzato nel XVI secolo come Uisce beatha in irlandese (pronunciato come leggere in italiano iske-baa-ha). La Scozia è arrivata qualche decennio più tardi, ha preso in prestito la dizione irlandese, convertendola nel gaelico scozzese Uisge beatha (pronunciato come leggere in italiano uske-beh-ha).

 

Un tombino dell’acquedotto di Dublino

 

È poco utile cercare traccia del nome whisky nei primi riferimenti storici ad una bevanda distillata a base cereale.

Negli Annals of Clonmacnoise irlandesi (1405) si narra di un capoclan morto a Natale dopo aver bevuto una quantità eccessiva di acquavite.

Richard or Risdard maGranell,
chieftaine of Moyntir-eolas,
died at Christmas by
takeing a surfeit of aqua vitae,
to him aqua mortis.

 

In Scozia si deve attendere il 1° giugno 1494 per trovare un riferimento scritto sugli Exchequer Rolls of Scotland, una raccolta di documenti amministrativi risalenti al 1326-1708 in cui si narra dell’acquisto da parte del frate John Cor di 8 boll di malto per la produzione di acquavite, per ordine del Re.

To Brother John Cor,
by order of the King,
to make aqua vitae
VIII bolls of malt

 

Nessuno aiuto per dipanare le nostre curiosità, visto che in entrambi i casi viene utilizzata il termine latino Aqua Vitae.

 

 

Quando Aqua Vitae diventa Uisge?

Le parole moderne whisky e whiskey sono un’anglicizzazione della parola gaelica uisge (o uisce) che semplicemente significa “acqua”. La si scrive come uisce in irlandese moderno e uisge in gaelico scozzese. Questa parola gaelica condivide le sue origini, ed il significato, con la parola germanica water e quella slava voda (da cui deriva la parola vodka, sempre acqua è).

L’origine della parola whisky si perde nei tempi, la ricostruzione dei fatti non può essere semplice e univoca. Sicuramente l’utilizzo di una parola gaelica al posto di quella latina è legato ad una diffusione popolare dell’arte della distillazione, inizialmente relegata solo ai laboratori dei medici e dei religiosi.

Un aiuto fondamentale è arrivato dalla Riforma della Chiesa Scozzese, datata 1560 e guidata dal teologo John Knox. Con l’adesione alle idee del calvinismo, venne sancita la formale interruzione dei rapporti fra Scozia e il Papato, ripudiata l’autorità del Papa, proibita la celebrazione delle messe e approvata una confessione di fede protestante. La riforma scozzese plasmò la Chiesa riformata di Scozia e, attraverso essa, la cultura dei suoi popoli. Ne seguì un periodo tumultuoso, in cui la Chiesa cattolica e i Calvinisti protestanti si contendevano il controllo del trono scozzese. I monasteri cattolici, dove si produceva il “whisky”, iniziarono a perdere molti monaci, preti e frati, intimoriti da probabili ripercussioni in caso di vittoria calvinista. Nel 1570, durante la reggenza del “calvinista” Giacomo VI, i monasteri cattolici in tutto il Regno cessarono di esistere. E ai monaci cattolici non restò altro che continuare a fare nella società civile quello che prima facevano bene nei monasteri: distillare whisky.

I primi riferimenti alla bevanda whisky in inglese sono stati uskebeaghe (1581), usquebaugh (1600), usquebath (1621) e whiskie (1715).

Nel 1600 l’esploratore inglese Fynes Moryson giunge in Irlanda e registra l’utilizzo della acquavite per curare le debolezze del corpo indotte da una alimentazione basata su cibi crudi e umidi. Non mancando di indicare che quella Aqua Vitae era volgarmente chiamata Usquebaugh:

Yet for the rawness
they have an excellent remedy
by their Aqua Vitae,
vulgarly called Usquebaugh,
which binds the belly
and drieth up moisture
more than our Aqua Vitae,
yet inflameth not so much

 

L’Oxford English Dictionary indica come primo riferimento scritto della parola whisky quello riportato nel Book of Scottish Pasquils (1715). In questa raccolta di poesie satiriche, vengono illustrate le abitudini e la morale del popolo scozzese per oltre un secolo, dal 1568 al 1715. Nel dialogo 404 tra Aroyle e Har compare l’affermazione “Sappiamo come va a finire. Il whisky farà infuriare il nostro cervello”:

We shall know how it goes
Whiskie shall put our brains in a rage

 

Il resto, compresa quella “e” aggiunta da irlandesi e americani, è storia contemporanea.

 

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment