Tour dello Speyside con Benriach e Glenglassaugh (Taste, Firenze)

Tour dello Speyside con Benriach e Glenglassaugh (Taste, Firenze)

“Il 3 febbraio ci sarà una degustazione a Firenze. Sei dei nostri?”

Quando il buon Claudio Riva e Whisky Club Italia ti invitano ad un evento denominato “Viaggio nel cuore della Scozia” che si tiene a Firenze, dove di rado bazzicano brianzoli e scozzesi, c’è solo una cosa da fare: partecipare.

Se poi l’evento promette di compiersi in un’ora, 60 giri di lancette, sai che la sfida sarà ancora più appassionante. Chi vincerà? Centinaia di anni di storia di distillerie raccontati dalla proverbiale vena narrativa di Claudio, oppure i tempi imposti da una rassegna densa di eventi come il “Pitti Taste” di Firenze?

Ma veniamo al sodo.

 

 

La degustazione

Il palcoscenico è l’hotel Helvetia Bristol che, il 3 febbraio 2024, per il programma “Fuori di Taste” e sotto l’ombrello più ampio di Pitti Taste, ha ospitato una degustazione a tema “Scozia” che vede la collaborazione di Pitti Taste, Fine Spirits e Whisky Club Italia.

Protagoniste le distillerie di Benriach e Glenglassaugh.

Tutto pronto: tavoli imperiali, luci soffuse, grissino e “schiacciata” d’ordinanza per acquietare mugugni addominali, ma soprattutto tre whisky in assaggio pronti a fare il loro ingresso.

Si parte e Claudio ci porta subito in Speyside, francobollo di Scozia, dove entrambe le distillerie dimorano.

 

 

Ascoltiamo di Benriach: una delle poche distillerie che ancora conservano in casa la fase di maltaggio a pavimento dell’orzo e che tanto “gioca” con una invidiabile varietà di botti provenienti da tutto il mondo.

Cos’è il genio? Le teste delle botti sono meravigliosamente colorate per riconoscerle e, diciamocelo, noi non avremmo saputo immaginare modo migliore di usare vernice e pennelli.

Un malto d’entroterra, dalle note tipicamente più dolci, speziate e calde, a cui si aggiungono aromi di fumo di brace su alcune delle espressioni imbottigliate.

 

 

Ascoltiamo di Glenglassaugh: schiaffone di brezza marina e siamo improvvisamente sulla costa. Il nuovo core range introdotto lo scorso anno ci sorprende. Il carattere costiero è evidente e i profumi sono molto piacevoli. Prima di questa occasione diverse persone presenti hanno ammesso di aver assaggiato poche volte un Glenglassaugh (compreso il sottoscritto), ma ci siamo convinti che dovremo assaggiarne di più. Quindi ripetiamo insieme per prepararci ai festival: “GLEN-GLA-SSOU”.

 

Gli assaggi

Benriach The Twelve: un bel 12 anni, non torbato, in pieno stile “classico” Speyside, seppure con guizzi di invenzione. Fluttuiamo tra biscotti al miele, ciliegia sotto spirito, uvetta e cacao. Ma qua la morbidezza è totale signori, una colazione invernale appena svegli, avvolti nel nostro più soffice pigiama di flanella.

 

 

Glenglassaugh Sandend: NAS con maturazione in botti ex-bourbon, sherry e manzanilla. Le volute disegnate dal vetro della bottiglia preannunciano subito che qua ci divertiremo con vento e onde marine. Ed è lì che il naso ci porta: “Sandend” è la spiaggia vicino la distilleria e questo whisky la racconta. Balsamico, vaniglia, salsedine, freschezza del Manzanilla, abbiamo i piedi nella sabbia di una spiaggia delle Highlands.

Benriach The Smoky Twelve: qui irrompe la torba, ancora su un 12 anni. Si odono in lontananza applausi dalle tribune, cori gospel, perché cos’è l’Italia senza un buon torbato? Una torba terrosa, scura, che tanto si lascia bere come una coperta di velluto che racchiude con equilibrio biscotti e frutta secca.

 

That’s all, folks!

Concludiamo celebrando (ancora una volta) una storia di successo dei nasi femminili nel mondo del whisky: per Benriach e Glenglassaugh il Master Blender è la dottoressa Rachel Barrie, protagonista del piacevolissimo lavoro assaggiato.

 

 

Che dire? Serata divertente, ottimi whisky in assaggio e una degustazione che anticipa la prossima Whisky Week Firenze, che già si è mostrata pronta ad accogliere malti e spiriti con entusiasmo e curiosità.

 

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