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Whisky Club Italia negli USA – Day 11
Piccola escursione in Canada, più che altro per capire se esiste davvero lo stile del Whisky Canadese. Al momento è più un no che un si, ma mi riservo ancora un paio di assaggi. 😉
Sorprendente la visita a Toronto (che loro pronunciano più o meno come “Toraano” 😱), una città davvero molto viva e con un gioiellino di quartiere di cui non conoscevo l’esistenza. La parte Est della città ospitava la distilleria Gooderham & Worts di cui pochi di noi hanno sicura memoria. Niente, è semplicemente stata la distilleria più grande in Canada e (nel decennio del 1860) la più grande al mondo. Fondata nel 1837 è andata via via espandendosi sino ad occupare un vero e proprio quartiere della città. La distillazione di whisky è cessata nel 1957, dopo che la società era stata integrata nella Hiram Walker & Sons (Canadian Club).
Le connessioni della Gooderham & Worts con il Proibizionismo sono molteplici. Innanzitutto il proibizionismo ha avuto origine qui in Canada e non negli States, dove è arrivato qualche anno più tardi. Le motivazioni sono le stesse. Movimenti femminili e delle Società di Temperanza vedevano nell’alcol uno strumento del demonio che minava il tessuto sociale e familiare. A Toronto con qualche sfumatura diversa: la città prelevava acqua potabile dal grande lago Ontario, il forte bisogno della città di espandersi sul fronte del lago aveva portato a depositare i rifiuti davanti ai porti (la distilleria era affacciata sul lago e oggi si trova a quasi 2 km … una mega discarica oggi fondamenta di parte della città), da qui la qualità dell’acqua era andata via via peggiorando sino a creare numerosi casi di malattia. I dottori, non capendo l’origine del problema, prescrivevano acqua e whisky – l’alcol riusciva a “purificare” acqua e corpo – finché la situazione è sfuggita di mano. L’abuso di alcol era parte integrante del tessuto sociale già dall’età di 8-10 anni (e per i più giovani si sostituiva il whisky con la birra).
Visto dalla campagna questo comportamento era inaccettabile. Loro prelevavano acqua dai propri pozzi, quindi non avevano innescato questo pericoloso meccanismo antisociale, da qui l’origine contadina delle campagne religiose-politiche della Temperanza. A differenza degli Stati Uniti, in Canada il Proibizionismo ha visto applicate leggi provinciali, quindi ogni zona lo ha vissuto in modo diverso (nel Québec è durato 10 giorni !). A Toronto la presenza della grande Gooderham & Worts ha scombussolato un po’ le cose. Da un lato la Temperanza è stata più forte (il Proibizionismo è durato oltre 30 anni), dall’altro l’economia della città era fortemente basata sulla distilleria che quindi non poteva semplicemente essere spazzata via. Un accordo con il governo dell’Ontario ha sistemato le cose. La distilleria produceva con i propri prodotti di scarto (il metanolo per esempio) antigelo e ingredienti chiave per la polvere da sparo, che regalava all’esercito, e in cambio otteneva la licenza per continuare a produrre alcol per uso medico 😉 ma solo per l’esportazione, nessun consumo locale.
Questa “miscela” ha creato i presupposti per l’esportazione illegale di whisky negli States durante il loro Proibizionismo. Il trasporto – ovviamente via acqua – era la massima espressione del genio umano. Si sono usati veloci pescherecci, più agili delle navi della Guardia Costiera americana. Poi si è passati ad intrappolare le casse di bottiglie in grandi reti che venivano trascinate da grandi pescherecci. Infine le donne, che – non potendo essere ispezionate dai doganieri – in quegli anni indossavano degli abiti straordinariamente ampi per nascondervi sotto decine di bottiglie. Insomma Al Capone, che aveva un suo ufficio presso la distilleria Gooderham & Worts, aveva una fonte certa di approvvigionamento. 😱😱😱
Come ho già scritto la distilleria è stata chiusa nel 1957 e gli edifici sono stati abbandonati ad inizio degli anni ’90. Già nel 1988 erano stati presentati i piani per convertire questo quartiere in quello che oggi è diventato il Distillery District.
Un’affascinante e vivace zona commerciale, facilmente raggiungibile dalla Downtown di Toronto. Con la superficie di 13 acri è il più grande progetto dell’intero Nord America di recupero post-industriale di edifici Vittoriani. E il risultato è sbalorditivo, per volontà degli attuali proprietari non ci troveremo mai un MCDonald’s. Tante gallerie d’arte, eleganti negozi, ristoranti di qualità medio-elevata. Tutti gli spazi sono stati restaurati senza intaccare le strutture esterne, il lavoro di recupero è davvero magistrale, e negli spazi pubblici esterni ed interni sono state conservate tutte le attrezzature abbandonate sul posto. Vi troviamo colonne, pompe, condensatori, vasche, mulini, strumenti che hanno anche oltre un secolo di vita; oggetti che oggi arredano o sono stati trasformati da artisti in affascinanti opere d’arte.
Ah dimenticavo … ci sono anche due distillerie artigianali. La Toronto Distillery Co. e la Mill Street Brewery, due realtà che solo recentemente (circa quattro anni fa) si sono trasferite nel Distillery District e che al momento hanno rilasciato solo spiriti bianchi. Entrambi i gin sono davvero affascinanti; le location sono da togliere il fiato. Il whisky è lì che matura, bisogna aspettare ancora un po’ di tempo, ma a noi non manca la pazienza.
Amici se vi trovate a passare per le cascate del Niagara (dal punto di vista urbanistico uno dei peggiori posti che abbia mai visitato), considerate la possibilità di passare almeno una notte a Toronto, ve ne innamorerete. <3 <3 <3
The Distillery District, Toronto
@DistilleryTO





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