In Scozia, una piccola superficie delle torbiere (1.000-2.000 ettari su una superficie totale di oltre 2 milioni di ettari in tutto il Paese) è utilizzata per l’estrazione commerciale della torba. La maggior parte è utilizzata per l’orticoltura, una piccola quantità per il combustibile e circa l’1% è utilizzato nel processo di maltaggio della produzione di whisky.
Le torbiere significano vegetazione specializzata, vasti paesaggi antichi, terreni pericolosi (come può testimoniare chiunque sia rimasto intrappolato nel pantano sino alle ginocchia), aquile reali, grandi cieli che si riflettono in specchi d’acqua e l’assenza di infrastrutture antropiche. Sono tutte qualità che contribuiscono a creare quel senso di soggezione, libertà e rifugio che le persone spesso associano alla presenza dei luoghi selvaggi.
Ma le torbiere sono anche delle spugne che assorbono CO2 dall’ambiente. Ridurre le torbiere non significa solo ridurre il loro continuo effetto positivo sull’aria, ma anche liberare l’anidride carbonica rimasta intrappolata al loro interno.
Purtroppo, la maggior parte delle torbiere del Regno Unito è stata modificata dall’uomo. Il taglio della torba, il pascolo, il drenaggio, l’estrazione commerciale sono tutte attività che hanno alterato l’ecosistema naturale della torbiera.
In Scozia, le torbiere sono oggi prese d’assalto dai parchi eolici, perché l’ambiente esposto è adatto alla produzione di energia eolica e ci sono pochi altri usi economici per quel territorio che possano competere con i ritorni economici della generazione di energia rinnovabile. Questo è confermato dai numeri: 218 dei 456 parchi eolici già costruiti in Scozia sono installati sulla torba.
C’è una crescente consapevolezza di come questa traiettoria sia insostenibile.
Porre fine allo sfruttamento della torba in Scozia
Nel febbraio 2023 è stato pubblicato dal Governo Scozzese una interrogazione atta a valutare una riduzione graduale dello sfruttamento della torba, con chiare finalità di protezione dell’ambiente. La vendita della torba potrà essere vietata in Scozia, nell’ambito di piani più ampi per proteggere le torbiere e ridurre le emissioni di carbonio. Poiché la maggior parte della torba estratta viene utilizzata per l’orticoltura, il Governo ha chiesto il parere dell’industria – chi estrae la torba, chi la fornisce, i centri di giardinaggio e altri utilizzatori della torba come l’industria dei carburanti e del whisky. L’intenzione è quella di vietare innanzitutto la vendita al dettaglio della torba per il giardinaggio domestico, prima di valutare come un divieto più ampio possa influire sugli utenti commerciali.
Le risposte alla consultazione informeranno i piani e i tempi per abbandonare l’uso dei prodotti a base di torba, al fine di proteggere le torbiere da ulteriori danni. La loro protezione e il loro ripristino sono componenti importanti della risposta della Scozia alle emergenze climatiche e naturali.
Il Ministro dell’Ambiente Mairi McAllan ha dichiarato: “Le torbiere sono parte integrante del nostro patrimonio culturale e naturale e coprono oltre un terzo della superficie della Scozia. In buone condizioni, contribuiscono a mitigare i cambiamenti climatici e possono sostenere le comunità con posti di lavoro verdi. In cattive condizioni, però, i benefici si perdono e le torbiere diventano una fonte di emissioni di carbonio”.
“Il ripristino delle torbiere scozzesi può aiutarci a combattere il cambiamento climatico, a sostenere la biodiversità e a fornire buoni posti di lavoro verdi, spesso nelle comunità rurali. Per questo motivo abbiamo investito 250 milioni di sterline per ripristinare 250.000 ettari di torbiere, in un periodo di 10 anni, fino al 2030”.
“Parallelamente ai nostri sforzi per ripristinare le torbiere degradate, dobbiamo anche fare tutto il possibile per proteggerle. Ciò significa che dobbiamo considerare come smettere di usare la torba, sia estratta in Scozia che altrove”.
“Accogliamo con favore un’ampia gamma di pareri in questa consultazione, per garantire che si possano fissare date realistiche e ambiziose per la cessazione della vendita della torba”.
La protezione e il ripristino delle torbiere fanno parte anche della strategia di sostenibilità della Scotch Whisky Association (SWA), che comprende anche l’impegno da parte delle distillerie a raggiungere emissioni nette di carbonio pari a zero entro il 2040.
La Scozia si sta allineando ad altri paesi europei come la Francia, nazione in cui le torbiere sono aree protette e l’estrazione della torba per finalità commerciali è proibita.
Riportiamo, come esempio, i passi già effettuati da alcune distillerie.
A Beam Suntory la torba serve
Abbiamo già affrontato, in un precedente articolo, l’iniziativa di Beam Suntory atta a invertire la decrescita delle torbiere su Islay. Come proprietaria delle distillerie Bowmore e Laphroaig su Islay e della altrettanto torbata Ardmore nello Speyside, la multinazionale giapponese è chiaramente molto sensibile alla protezione della torba, e si è mossa in anticipo.
Già a novembre 2021 aveva annunciato la costituzione del “Peatland Water Sanctuary“, in collaborazione con l’associazione ambientalista RSPB Scotland.
Il progetto, presentato durante il Feis Ile 2023, è molto semplice da spiegare: togliere tutte le dighe costruite in passato, che non consentivano l’accumulo di acqua nelle zone pianeggianti, per ripristinare le condizioni ambientali che porteranno, entro il 2040, ad una inversione di tendenza, con le torbiere che – dopo millenni di sfruttamento – potranno tornare ad espandersi. L’obiettivo, per quella data, è che Beam Suntory abbia ripristinato un numero sufficiente di torbiere equivalente al doppio del volume della torba che tutte le distillerie del gruppo annualmente raccolgono.
Glenturret, addio alla torba
A novembre 2024, Glenturret – la più antica distilleria di whisky in attività della Scozia, ha annunciato l’intenzione di dire “addio alla torba” a partire dal 2025 e di dismettere le espressioni torbate dalla sua gamma di single malt a partire dal 2026.
Sebbene nel XVIII e XIX secolo utilizzasse la torba, la maggior parte della produzione di whisky di The Glenturret è di stile non torbato. Nel 2009 la distilleria ha introdotto Ruadh Maor, una gamma di whisky affumicato con torba, che viene prodotto annualmente insieme allo spirito non torbato.
La transizione verso la torba zero è stata annunciata proprio mentre The Glenturret è stato riconosciuto come marchio di lusso sostenibile dell’anno da Walpole.
Spiegando l’importante equilibrio tra la distillazione di uno spirito di alta qualità e la riduzione dell’impatto sull’ambiente, Ian Renwick, direttore della distilleria The Glenturret, ha dichiarato: “Onoriamo l’ambiente tanto profondamente quanto il nostro mestiere e questo è il mantra della The Glenturret del futuro”.
“In qualità di distillatori responsabili, cerchiamo non solo i materiali migliori, ma anche le pratiche più ponderate per la produzione dei nostri whisky”.
Quest’ultimo sviluppo fa seguito all’acquisizione della distilleria da parte del gruppo Lalique nel marzo 2019. Prima dell’acquisizione, la maggior parte dello spirito della distilleria veniva distillato e maturato pensando al blending. Ora non è più così, poiché il marchio evolve la produzione esclusivamente per la propria gamma di Single Malt.
Lagg Distillery e le torbiere dell’Isola di Arran
E arriviamo a pochi giorni fa, a metà gennaio 2025, quando la distilleria Lagg di Arran ha annunciato di avere avviato un progetto per il ripristino delle torbiere dell’isola.
La Lagg Distillery, in collaborazione con la Dougarie Estate, ha presentato un progetto che mira a ripristinare 325 ettari di torbiere danneggiate sull’Isola di Arran. I lavori sono iniziati nel novembre 2024, e si prevede che si protrarranno fino al febbraio 2025. Il progetto rientra nel piano dell’isola per raggiungere le emissioni zero di carbonio entro il 2030.
Attraverso il ripristino delle torbiere, che sono “pozzi naturali di carbonio”, il progetto dovrebbe “ridurre le emissioni di oltre 16.500 tonnellate di CO2 nei prossimi 55 anni”, riportando i terreni della Dougarie Estate allo stato di torbiera.
Jamie Gibbs, proprietario della Dougarie Estate, ha dichiarato: “La nostra speranza è che questo progetto riduca significativamente le emissioni di carbonio sull’Isola di Arran e aggiunga valore all’ambiente locale per molti anni”.
La Lagg Distillery ha dichiarato di essersi impegnata a finanziare il monitoraggio del sito per i primi cinque anni, per sostenere l’efficacia del progetto a lungo termine. Graham Omand, direttore della distilleria Lagg, ha aggiunto: “La distilleria Lagg è impegnata a contribuire a plasmare un futuro più verde per tutti, con l’obiettivo di diventare a zero emissioni entro il 2040. Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto pionieristico di ripristino delle torbiere, che ripristinerà la fauna e gli habitat, migliorerà la qualità dell’acqua per la popolazione locale e ridurrà in modo significativo le emissioni di carbonio nel corso della durata del progetto”.
“Questa è solo una delle tante misure che abbiamo adottato, come parte di Isle of Arran Distillers, per migliorare il nostro impatto sulle emissioni di carbonio e la nostra strategia ambientale. Il nostro team è entusiasta di apprendere di più sul processo di ripristino e di testimoniare l’impatto positivo che questo lavoro avrà”.






