Weekly Dram 23.05
Come tutte le passioni, anche quella del whisky può divenire schiava del collezionismo e del cosiddetto hype, in cui la fama di una distilleria o di un singolo imbottigliamento spinge alla ricerca spasmodica di questa o quella bottiglia, adescati da edizioni limitatissime o dall’aura di esclusività di un certo produttore.
Dato che le distillerie devono pur campare (e i costi di produzione e mantenimento sono molto alti), utilizzare strategie di marketing più o meno spregiudicate fa parte del mestiere, e sta sempre all’intelligenza (e alla morigeratezza) del singolo trovare il giusto equilibrio tra passione e portafogli.
E poi ci sono etichette che scelgono di mantenere un profilo basso, lasciando che siano i prodotti a parlare per loro, lavorando sottotraccia e senza tanto clamore, e una di queste è Tomatin.

Distilleria classica fin dal portafoglio base, con sei imbottigliamenti diversificati per maturità e invecchiamento, cui si affiancano le consuete edizioni limitate, quelle lussuose e una linea più sperimentale, Cù Bòcan.
Classico che non fa rima con banale, dato che il whisky che vi propongo oggi è sì l’edizione base di Tomatin, senza dichiarazione di età e dal prezzo decisamente appetibile, ma con un invecchiamento tutt’altro che convenzionale, scegliendo di accostare alle botti ex bourbon le non proprio semplicissime da gestire botti vergini.
TOMATIN LEGACY
43%ABV, botti vergini ed ex bourbon
Prezzo: sotto i 30€
Al naso è un’esplosione fruttata, con pesca, mela, pera e ananas che risuonano carichissime nelle narici, accompagnate da lievi venature speziate di cannella e noce moscata. Ma non c’è solo frutta, in poco tempo emergono note di shortbread, caramello, legno appena tagliato e una sottile vena metallica. Fresco e pieno.

La freschezza torna al palato, dove la frutta si fa più tropicale con maggiore incidenza dell’ananas in compagnia di un tocco di lime e mango, cui si aggiungono reminiscenze floreali ed erbacee specie in lunghezza. Le note speziate si fanno più presenti, tra pepe nero, cannella e noce moscata, su un corpo piuttosto leggerino (e beverino) dove l’alcol risulta forse più esuberante del previsto. Pera e pesca (sciroppata) si rifanno vive in seconda battuta assieme al gelato alla crema, punteggiate da tè verde, radice di liquirizia e una flebile nota balsamica.
Finale di media lunghezza dove la natura erbacea tende a prevalere, con spunti speziati su frutta e vaniglia.
Semplice senza essere banale, con un olfatto più opulento di quanto poi offra alla bevuta, che per il livello di prezzo a cui si offre e per la sua stessa natura risulta ottimo per la bevuta spensierata e pericolosamente copiosa.
Link a tutti gli assaggi di Tomatin: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/highlands-2/tomatin-highlands-scozia-2/
Maggiori informazioni sulla distilleria Tomatin



