Weekly Dram 26.39
Chi segue questa mia piccola rubrica settimanale ormai sa come sia molto “scotch-centrica”, riflettendo quella che è una mia preferenza personale, peraltro condivisa da Claudio che quasi passa più giorni in Scozia che a Molteno!
Ovviamente non di solo scotch whisky si vive, ci sono tantissime declinazioni al mondo che meritano l’attenzione di qualunque appassionato, e probabilmente il Giappone è il secondo nome a entrare in un ipotetico elenco di Paesi di cui si preferisce bere il whisky prodotto localmente.
Certo, parlando di Giappone, “prodotto localmente” non è una definizione così scontata data l’ampia elasticità della definizione di whisky giapponese, e questo nonostante l’impegno dei due colossi, Nikka e Suntory, per dare una definizione geograficamente più restrittiva ai propri prodotti.
Ma, come dico spesso, alla fine i dettagli di quanto troviamo in una bottiglia contano meno (molto meno) di quanto ci offra il liquido nel bicchiere come sensazioni e piaceri, e in fondo chissenefrega se un whisky giapponese non è proprio proprio al 100% del Sol Levante: c’è comunque la loro maestria e capacità di costruire ricette di blending per la quale hanno pochi rivali al mondo.
Se di imbottigliamenti base (più o meno) giapponesi sono pieni ormai anche i grandi supermercati, le maggiori soddisfazioni, ahinoi, si trovano soprattutto in quelli più ricercati, anche nel prezzo, di cui magari non possiamo permetterci una bottiglia intera ma “solo” un assaggio in un locale ben fornito o in occasione di qualche evento.
Questa settimana vi propongo uno dei torbati prodotti da Suntory, in una versione speciale di qualche anno fa dedicata alla preziosa arte del kimono, che in etichetta come nella box propone gli stilemi della prestigiosa Chiso Kimono House di Kyoto ispirati alla distilleria, di cui esiste una versione anche per Hakushu.
THE YAMAZAKI PEATED MALT SPANISH OAK KOGEI COLLECTION
Single Malt Japanese Whisky
43%abv, botti ex sherry
Prezzo attorno ai 200 euro
Tanta frutta al naso, che oltre alle immaginabili tonalità rosse non particolarmente accese (prugna, susina, uvetta, maraschino) si accompagna a mela verde, albicocca secca, tè alla pesca e litchi, un’elegante delicatezza accarezzata da miele di tiglio, mandorle sbucciate, pasta di zucchero, toffee e cera per legno. Il fumo si posa sul fondo, un refolo tra il caminetto acceso e l’incenso. In lunghezza, compaiono una lieve parte agrumata (scorza d’arancia) e tracce di cuoio. Raffinato.
Al palato si presenta denso e più mieloso che all’olfatto, la parte dolce e compiacente più netta pur mantenendo il lato acidulo a sventare la stucchevolezza. Toffee con miele, mandorle (anche pralinate), arancia candita, spezie (zenzero e noce moscata), mela rossa matura, uvetta, ciliegia e un’interessante componente vegetale, tra le foglie di tabacco e il tè verde, che resta sulla lingua. Il fumo è più netto ma sempre discreto, giocato sui toni vegetali con la parte di incenso più evidente, accompagnando velleità mentolate con un tocco di erbe aromatiche persistenti in lunghezza. Sprazzi di liquirizia e caffè sul finale.
Finale abbastanza lungo e corposo con fumo vegetale, carezze speziate, frutti rossi, frutta secca, vaniglia, tè nero, cuoio.
Conclusioni: Una bevuta sicuramente giovane ma già articolata e piena, all’insegna dell’eleganza come i kimono cui si ispira, che sa usare le influenze sherried con maestria e delicatezza, giocando in punta di fioretto pur non tralasciando la sostanza. Ben fatto.
Link a tutti gli assaggi di Yamazaki: https://whiskyart.blog/category/giappone/yamazaki/



