Si è svolto ieri sera, presso La Locanda di Cameri (Novara), il nostro secondo incontro Whisky Gourmet di questa settimana.
Siamo stati accolti dai patron Alberto e Marina, che in squadra con lo chef Corrado Lombardo e il sous chef Stefano Roveglia, hanno stimolato i nostri sensi con cinque portate pensate appositamente per accompagnare gli imbottigliamenti selezionati da Jacopo Grosser, Beija Flor.
Cucina ricercata ma concreta. Ambiente elegante, intimo, vivacizzato da 25 tra soci del club e curiosi clienti del ristorante.
Ghost writer, lui, Fabrizio Ornano, che – giocando questa volta in casa – ha saputo ben orchestrare una esperienza sorprendente e gratificante.
Lasciamo parlare le cinque portate. E i cinque dram. Quattro tappe in quattro regioni di Scozia e una rapida escursione poche miglia a sud dei Borders, su suolo inglese

Piccolo stuzzichino con Whisky & Soda
Tomatin Legacy 43%
Bourbon + Virgin oak casks
Highlands Single Malt Scotch Whisky
Per quante parole si possano scrivere sul Legacy, non saranno mai troppe per narrare la sua straordinaria bevibilità. Non un cedimento in questo Whisky è Soda, che ne ha esaltato la naturale fresca dolcezza.
Filetto di Cervo cotto nel fieno, funghi e salsa alle erbe
Dailuaine 10 anni Chorlton Whisky single cask, 58.7%
First Fill Bourbon Barrel
Speyside Single Malt Scotch Whisky
Qui abbiamo volato molto alto, il pairing preferito al mio tavolo, anche se – devo ammettere – i giudizi si sono distribuiti equamente tra tutte le portate. A testimonianza dell’ottimo lavoro impostato dallo chef Corrado.
Cervo morbidissimo, succoso, d’intuito avrebbe chiamato una salsa rossa, una composta di frutti di bosco, un whisky in Sherry o botti di vino.
E invece eccoci con un Dailuaine in First Fill Bourbon imbottigliato a quasi 60% abv. La natura secca della distilleria, per quanto arricchita dalla intensa pasticceria della botte, portava ad una evidente nota alcolica al naso.
Grande sorpresa quando, con l’abbinamento, abbiamo visto completamente svanire ogni nota graffiante di gioventù e crescere una armonia spiazzante, con l’importante nota eterea che riusciva a catalizzare questo perfetto matrimonio.
Raviolo di ricotta di capra e fave
Ledaig 26 anni Thompson Brothers single cask, 45%
Refill Hogshead
Islands Single Malt Scotch Whisky
Due parole sul dram.
Un Ledaig 26 anni del 1995, imbottigliato alla gradazione di botte spaventosamente scesa al 45% abv. Non proprio un daily dram. Una esperienza resa ancora più affascinante dallo stile non torbato.
Jacopo ci racconta come, in passato, il marchio Ledaig venisse utilizzato dalla distilleria Tobermory per le botti del suo tradizionale single malt, a basso ppm, ceduto agli imbottigliatori indipendenti.
Le cose sarebbero cambiate con il giro del millennio. Come sappiamo, oggi Ledaig è il nome riservato agli imbottigliamenti ufficiali e super torbati della distilleria di Mull.
Uno dei Single cask più apprezzati da Fabrizio, che non ha perso occasione di condividere questa gioia con tutti noi. Intense le note fruttate tropicali, gradevole la brezza marina, un armonia che difficilmente associamo ai Tobermory del “secolo scorso”.
L’abbinamento è stato condizionato dal limone intenso usato per aromatizzare il raviolo. L’intento era quello di offrire una ulteriore spalla alla già abbondante frutta, il risultato – al mio palato – è stato invece quello di liberare le note austere che un dram di 26 anni deve necessariamente avere.
Tutto molto interessante.
Baccalà Morro leggermente affumicato con infuso aromatico
Kilkerran 12 anni, 46%
70% Bourbon, 30% Sherry casks
Campbeltown Single Malt Scotch Whisky
L’abbinamento che ha più convinto il patron Alberto ha visto coinvolto l’unico torbato della serata, un passaggio evidente in Sherry e un Baccalà non addolcito, ma lasciato puro, con il suo intenso carattere marino.
Cioccolato e amarena
Lakes Whiskymaker’s Reserve #5, 52%
Oloroso Sherry, PX Sherry, Red wine casks
English Single Malt Whisky
Un whisky muscoloso, fortemente influenzato dalle note fruttate dello sherry e del vino rosso. Una ganache al cioccolato con amarene. Tutto facile, vero?






