Festeggio con Jimmy Bertazzoli un anno giusto dalla nostra visita a Guadalupa e Marie-Galante, cioè quella gita per cui – sentendoci qualche giorno prima della partenza – scoprimmo che, senza averlo organizzato, ci saremmo trovati sulla stessa isoletta, dall’altra parte dell’Oceano, esattamente negli stessi giorni e avendo lo stesso piano di attacco delle distillerie.
Tutti i giorni si impara qualcosa, e anche il weekend di Pasqua ha dato il suo contributo. Il luogo dell’incontro non poteva che essere quel luminoso faro per i naviganti dello spirito che è il suo Aguardiente di Marina di Ravenna. La lezione? Non dire mai più a Jimmy una cosa del genere “Ma lo sai che mica sono riuscito ad innamorarmi di Guadalupa e di Marie-Galante?”, sapendo che quello è il suo paradiso, la sua “Islay”.
Risultato: Jimmy 6 – Claudione 0 (7-0 ai supplementari), un risultato che neanche superman Jannik Sinner nelle stesse ore è riuscito ad eguagliare.
Di seguito gli highlights del match, Anna – arbitro per nulla imparziale – ha approvato.
Reimonenq Brut Double Colonne, 76% Trasporté à la voile
Les Frères de la Côte Reimonenq Brut Double Colonne è il primo rhum a gradazione di alambicco imbottigliato dalla distilleria di Sainte-Rose. Questo progetto è nato dall’incontro del Club Rhum Guadeloupe con Léopold Reimonenq e i marinai di Les Frères de la Côte, una società fondata da due capitani, specializzata nella selezione e nel commercio di prodotti “affinati” a bordo della loro barca a vela.
Questo rhum agricolo è stato distillato nel febbraio 2019 dalla famosa doppia colonna della distilleria. È prodotto con tre diverse varietà di canna: R570, R582 e B69. Il puro succo di canna è stato fatto fermentare per 48 ore con lievito di panetteria. Imbottigliato nel luglio 2020 in Guadalupa, ha viaggiato sul veliero Gallant della Blue Schooner Company.
È stato imbottigliato in 600 unità.
Fruttatissimo al naso, con note verdi di succo di canna speziato, frutta tropicale e un persistente eco agrumato. Molto secco invece al palato, con tanta liquirizia; non è tannico, ma ha una nota quasi amara. L’alcol è ben bilanciato al naso, e molto vivace all’ingresso in bocca.
Karukera Rhum Vieux Millésime 1997, 46.3%
I rhum di Grégoire Hayot, ex direttore finanziario della distilleria Damoiseau, nascono dal desiderio di sviluppare la produzione di Vieux agricolo a Guadalupa. Timbro di fabbrica? L’uso sapiente delle botti ex Cognac, ammorbidito da legno americano, e tanta sperimentazione.
Questo millesimo 1997 ha un naso in cui l’intensità prevale sulla complessità, il contributo della botte cela un lontano ricordo degli aromi della canna da zucchero. Tanto liquore alla liquirizia, spezie, seguiti da sedano, crème brûlée, succo dolce di arance sanguinello, non risulta penalizzato dalla gradazione non alta.
Replica lo stesso profilo al palato, anche più liquirizia, meno pieno rispetto alle aspettative. Finale medio, un dolce cremoso caramellato e un cenno di verdura che disturba un poco. In chiusura un po’ di legno umido.
Ritorno al naso, l’aroma diventa più cioccolatoso, con fico al forno, un bouquet morbido e elegante.
Ottimo lavoro di cantina.
Damoiseau 1953 Rhum Vieux, 31 anni, 42%
La bottiglia dice tutto, una distillazione di 70 anni fa, un colore scuro, impenetrabile, che richiama alla memoria l’allora diffuso forte apporto della melassa. I decenni dell’agricole erano ancora lontani.
Al naso un profilo cubano, di quelli fatti molto bene, in cui la botte si deve obbligatoriamente sentire, senza mai diventare dura, tannica.
Tanto cioccolato fondente, tutto l’uovo di Pasqua che non ho consumato a Pasqua. Una nota retrostante strana ma non sgradevole di detersivo al limone, poi tornano protagonisti il nocino e la melassa.
Morbido, smussato.
Palato più asciutto, liquirizia liquida, nocino, alcol zero. Il corpo leggero penalizza un poco il finale, ma il legno resta sempre ben dosato.
Sul finale anice, melassa, prugna secca, cioccolato, caffè, ancora anice e finocchietto (sempre delicati).
Non il mio assaggio preferito, ma il viaggio nel tempo è importante e il rhum di tutto rispetto.
Bologne Les Confidentiels Hors d’age, 52.9%
La serie Les Confidentiels di Bologne è stata selezionata da Frédéric David, enologo e storico Maître de Chai della distilleria sino a fine 2011.
All’assaggio il millesimo 2010, prodotto da puro succo, distillato in colonna e imbottigliato nel novembre 2019. Un 9 anni vivace.
Il naso spinge molto su note di Agricole Vieux Martinica style, poi si allarga velocemente, con contributi di cioccolato al latte, caramello, e una marmellata di ananas. Una ventata di fiore autunnale.
In bocca esplosivo, tanta ciliegia, un vero e proprio boero. Torna poi la nota verde e leggermente acidula e smaltata della canna.
Finale molto lungo, caffè e crema di nocciola. Alcol un filo giovane, ma conferisce quel pizzico di cattiveria che classifica questo assaggio tra le cose wow.
Bielle Extra Vieux, 56%, 60° LMDW
Un imbottigliamento della apprezzata distilleria di Marie-Galante, selezionato per il 60° anniversario de La Maison du Whisky. È un blend di quattro botti riempite nel maggio 2010 e messe in bottiglia all’età di 6 anni.
Edizione limitata di 1200 bottiglie.
Oltre alle note di Agricole invecchiato, emerge una strana crosta di formaggio (taleggio), seguita da cacao, crema di cocco, caffè, sedano. Alcol zero. Poi, sempre al naso, tanto balsamico, mentolato, spezia dolce. Torroncino.
In bocca cambia marcia. Pepe nero, cioccolato, caffè americano, una leggera piccantezza (paprika), torna sulla tostatura di liquirizia, finale molto lungo. Arancio candito sotto alcol, torrone, mandorla tostata.
Il naso un po’ birbante lascia il posto al miglior palato dei 7 assaggi.
Damoiseau 1980, 60.3% Velier
Quando penso alla mia distilleria preferita di Guadalupa, sicuramente non metto Damoiseau sul podio. Figuriamoci quando ti trovi tra le mani un rhum prodotto in parte da melassa e in parte da succo di canna.
La genesi di questa selezione di Velier è spiegata direttamente da Luca Gargano in retroetichetta.
22 ottobre 2001. È uno di quei giorni che capitano poche volte nella vita. Alle 9.30, discutendo con Hervè Damoiseau nel suo ufficietto in distilleria, vengo in contatto, casualmente, con un campione di rhum distillato nel 1980 e scartato dalla denominazione di “rhum agricole” dalla INAO francese poiché contenente una piccola percentuale di distillato di melassa. Assaggio: una potenza, una complessità e una avvolgenza uniche. Il distillato è a 60°, pieno grado, e decido che è intoccabile. La grande potenza aromatica non può essere svilita da una riduzione di grado. Una scoperta inaspettata, una gioia che auguro a tutti i ricercatori nomadi che perseguono l’arte di vivere. Gian Luca Gargano
Al naso melassa, ciliegia macerata, cuoio, una punta sulfurea, poi frutta a manetta, ananas maturo, polpa tropicale, pesca al forno con cacao, il legno appena accennato, alcol zero. Sincero, troppo facile da decifrare, per quel mostro di potenza che è. Chiude con note di nocino, marmellata di prugna e spezia dolce.
In bocca dolce, liquirizia liquida, marmellata di agrumi, cannella, un filo di anice, alcol perfetto, potente ed elegante, lunghissimo.
Emergono sul finale note di finocchietto e anice, un tocco balsamico, che torna con ondate sempre più potenti. Caldo, avvolgente, allo stesso tempo elegante e seducente.
Riassaggio, tanta buccia di agrume giapponese, liquirizia, un palato denso, un finale molto lungo. Oltre 20 anni di maturazione tropicale che non sono riusciti a rubare l’anima a questo rhum.
Primo gradino del podio.
Karukera Rhum Vieux Millésime 2011, 54.1% (Bonus Track)
Pasqua chiama uovo, non mi sono accontentato del cioccolato e ho deciso di assaggiare l’uovo assoluto di Paolo Parisi, una cosa tanto goduriosa da meritarsi un girone completo dell’inferno.
L’abbinamento, d’obbligo da Guadalupa, è un altro Karukera. Un 2011, imbottigliato dopo 6 anni di botte per il 70° anniversario di Velier. Le botti (tre anni di ex cognac e tre anni di ex sherry) e la gradazione piena hanno aggiunto ulteriore cremosità all’uovo.
Se aggiungiamo all’esperienza l’impareggiabile servizio e la qualità dell’ambiente, viene naturale applaudire all’inserimento di Aguardiente nella sezione 50 Best Discovery del The World’s 50 Best.
50 BEST DISCOVERY
«Il porto internazionale di Marina di Ravenna, sulla costa orientale italiana, ospita una straordinaria collezione di rum, custodita tra le mura di Aguardiente. Questo tempio del distillato di canna da zucchero conta più di 2.200 bottiglie, alcune delle quali destinate alla preparazione di una collezione di 24 cocktail, dai twist dei classici ai tradizionali drink caraibici e sudamericani. »
«Il menu prende la forma di un tomo di 180 pagine che, oltre alle informazioni sui cocktail, presenta un ampio resoconto visivo delle distillerie di Haiti, nonché del paesaggio e della gente del Paese. Ispirato da una serie di viaggi nei Caraibi, il proprietario Jimmy Bertazzoli ha creato una casa adatta a questa collezione di rum, offrendo anche una selezione di vini biologici e una serie di champagne, il tutto accompagnato da una colonna sonora jazz.»
Stesso pensiero da parte dell’algoritmo di Facebook: tutte le foto che ho condiviso live domenica sera sui social sono state bloccate perché contenenti atti sessuali espliciti!
I complimenti a Jimmy e al suo staff non saranno mai sufficienti.








