Weekly Dram 25.08
La storia di The Singleton forse la conoscete un po’ tutti, il marchio dietro cui non c’è una distilleria ma ben tre diverse, che a seconda dell’ispirazione da parte di mamma Diageo sceglie l’una o l’altra per le proprie edizioni.
Una volta c’era una divisione netta a seconda dei mercati, per cui a Glendullan spettava il Nord America, a Dufftown l’Europa e Glen Ord pascolava nel mercato asiatico, mentre oggi l’allocazione pare non seguire una linea precisa.
The Singleton oggi ha una casa, presso la distilleria Glen Ord, e se una volta veniva definita improvvidamente come la “distillery threesome”, adesso vive serenamente la propria triplice personalità con un buon successo sul mercato asiatico, diventando anche membro fisso delle Special Release annuali fin dal 2018.
I malti sotto l’etichetta, diciamolo, sono tutt’altro che memorabili, andando dal piacevole al trascurabile, ma proprio l’edizione dell’anno scorso delle Special Release mi ha piacevolmente sorpreso, anche per la curiosa maturazione effettuata cambiando in corsa i coperchi delle botti ex bourbon con altri nuovi e carbonizzati di provenienza spagnola e francese.
THE SINGLETON OF GLEN ORD 14YO SPECIAL RELEASE 2024 AUTUMN WALK
Single Malt Scotch Whisky
54,7% abv, botti ex bourbon first fill con affinamento in legno spagnolo e francese
Prezzo intorno ai 150 euro
Frutta e pasticceria a profusione accolgono le narici, che assieme a un malto caldo e tostato raccolgono note morbide specie di pesca e albicocca matura (fino alla marmellata), crema alla vaniglia, pasta frolla, mango essiccato e frutta candita (arancia, ananas, cocco). Tanta dolcezza al limite dello stucchevole, stemperata da una vena vegetale e speziata (un pizzico di zenzero) e trucioli di legno. Qualche goccia d’acqua fa trasparire un fuggevole afflato amarotico e minerale. Goloso.
In bocca si fa più aspro e speziato, dando ampio spazio a zenzero, pepe nero e un’impressione di wasabi, con tutto il comparto dolce e fruttato messo all’angolo ma non domo, in favore di aspetti vegetali e secchi. E via di agrumi (limone, pompelmo), con pesca e albicocca mature che osservano dietro le quinte liquirizia dolce, rabarbaro, mela verde, note vegetali (sedano, finocchio), mandorle, china e legno tostato. La pasticceria passa nelle retrovie, con crostata all’albicocca, cereali da colazione e miele balsamico.
Finale abbastanza lungo e secco, con una piccola rivincita della frutta assieme a zenzero, frutta secca, note vegetali e balsamiche.
Una curiosa dicotomia tra olfatto e palato che lascia un po’ interdetti, non sapendo bene come collocarla: se prenderla come un ribaltamento divertente o un deludente squilibrio. A me ha divertito, un po’ come ai Facili, anche se mi sfugge dove sia la passeggiata autunnale…
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