La pellicola cinematografica, The Rum Diary, tratta dall’omonimo e autobiografico libro, è un omaggio cinematografico voluto da Johnny Depp nel 2011 per celebrare post mortem una delle opere, che lo stesso attore era riuscito a scovare nei cassetti impolverati delle scrivanie del suo grande amico Hunter S.Thompson, morto suicida (?) per una ferita da arma da fuoco, il 20 febbraio del 2005, a Woody Creek, Colorado.
The Rum Diary – Cronache di una passione
Il film, diretto da Bruce Robinson, e interpretato, tra gli altri, da Johnny e da una splendida Amber Heart (ancora immemore delle difficoltà che seguiranno nella sua love story, nella vita reale, con Depp) cerca di rendere visiva, l’atmosfera dinamica, folle, della San Juan di Portorico del 1959, quando molti Americani vi si recavano per aggiustare il senso della loro vita, forse fallita in Patria, e qualcuno per cominciare a trovarne uno, quando negli States non sembravano esserci spazi per un personale e concreto sogno di successo.
Il Rum portoricano è lo sfondo che lega creature senza passato e forse senza futuro, alla ricerca di divertimento, e di qualcosa da raccontare, scrivere, vivere, tra estremi di ogni tipo.
E’ il 1959, appunto, quando il protagonista Paul Kemp si trasferisce a San Juan con la poca roba che costituiva il fardello della sua vita, stanco dei fallimenti personali newyorkesi e desideroso di collaborare con un quotidiano locale, il San Juan Star. Paul si inserisce bene nella vita locale, girando per le strade portoricane alla ricerca di emozioni e notizie da raccontare, bevendoci sopra Daiquiri in quantità industriali nelle calde e festose serate di San Juan, insieme al collega di redazione Moberg e al fotografo Bob Sala, tra donne di piacere e sudori da afa.
La svolta avviene improvvisamente. Paul incontra la fantastica Chenault, impegnata con un costruttore locale, dedito alla costruzione di complessi immobiliari, di dubbio impatto ambientale, in contesti incontaminati. Questi chiede a Paul di favorire, con i suoi articoli, la benevola accoglienza del Pubblico verso queste speculazioni edilizie di dubbia liceità. Cosa deciderà Paul, cosa sceglierà tra il Bene ed il Male?
Senza spoilerare nulla, Paul si lascerà trascinare dalla splendida Amber e soprattutto dall’alcol, e Johnny Depp pare abbia davvero provato sul set svariati alcolici e cocktail, tutti a base di rum, per rendere al meglio la dissolutezza del protagonista.
Il rum di Porto Rico
Il rum raccontato nel film è il ron che trova origine nelle piante di canna da zucchero introdotte a Porto Rico da quella che sarà poi la Repubblica Dominicana nel 1506 da Juan Ponce de Leon. Il primo stabilimento per la produzione di zucchero fu fondato nel 1517 e la produzione di ron come sottoprodotto della produzione di zucchero fu avviata nel 1650.
Gli zuccherifici sono poi nel tempo praticamente scomparsi mentre il successo del ron da melassa di provenienza portoricana si è via via consolidato ed oggi circa il 70% del rum consumato negli Stati Uniti è di origine portoricana. Ovviamente un contributo importante all’edificazione del ron portoricano è stato dato anche dall’insediamento di Bacardi nell’isola dopo la fuga da Cuba, in seguito alla Rivoluzione.
Particolare è anche l’esistenza di un ron “illegale”, del tipo del moonshine americano, denominato canita o pitorro ron, spesso con aggiunta di spezie e aromi fruttati durante la fermentazione.
In ogni caso il ron portoricano era proprio quello che cercava la generazione americana degli anni Sessanta, un ron leggero, adatto alla miscelazione, da annegare nel Daiquiri.
Il film, pur interessante, eccede nella ricerca dell’esaltazione del protagonista, che viene rappresentato da Johnny Depp come un talentuoso personaggio, comunque, tra mille eccessi, destinato a rimanere nella Storia della cultura e della scrittura degli States. In realtà Hunter Thompson nel libro riesce brillantemente a rendere la sordida e senza futuro della sua classe di età americana, che usciva dalla Guerra Mondiale, senza più certezze e con la voglia di divertirsi senza far caso a vizi o moralità. È proprio in questo racconto la bellezza e la straordinarietà del libro.
Citazioni
Il film è comunque molto interessante per le buone performances degli attori e perché rende bene il tipo di vita che si viveva in quel luogo, in quell’epoca e per gli scenari naturalistici meravigliosi fotografati molto bene. E per il ron che fa da sfondo a tutte le vicende viziose che accadono nella rappresentazione filmica.
A tale proposito, significative alcune citazioni nel film.
Paul (Johnny Depp): “…e se non è il rum a metterti nei guai ci pensano le donne” (alludeva al suo futuro?) e “mi chiedevo cosa pensasse dei nostri mondi così diversi… Mi ha guardato di traverso e mi ha detto: Gli Esseri Umani sono le uniche creature sulla Terra a credere in un Dio. E gli unici Esseri Viventi a comportarsi come se non esistesse!”.
La vita di Hunter Thompson, autore del libro, da cui, dunque, è tratto il film, è – come diceva in una nota canzone Vasco Rossi – davvero stata “una vita spericolata”, sempre in balia di alcol e droghe, ma senza però che la qualità della sua scrittura ne risentisse.
Padre del cosiddetto Gonzo Journalism, un mix tra visione oggettiva e visione assolutamente soggettiva dei fatti narrati, inserendo anche nelle sue storie artifici narrativi, ha raggiunto la fama internazionale con il suo Paura e Disgusto a Las Vegas, in cui si esprime compiutamente la sua idea di narrazione della realtà fattuale: occorre partecipare direttamente in prima persona alle cose raccontate, anche quando ciò necessiti di provare su se stesso eccessi ed abusi di ogni tipo.
Tutta la sua vita si può forse leggere alla luce della sua poesia d’addio lasciata a moglie e figli, stanco dei suoi 67 anni e dell’Inverno del Colorado.
“Niente più partite (era un grande appassionato di football americano). Niente più bombe. Niente più camminate. Niente più nuoto. 67. Cioè 17 oltre 50. 17 in più di quanto avessi bisogno o desiderato. Noioso. Sono sempre maldicente. Niente più divertimento. Per nessuno. 67. Stai diventando avido. Vivi la tua (vecchia) età. Rilassati – Questa cosa non ti farà male”.
Johnny Depp organizzò un party il 20/08/2005 in suo onore, durante il quale le sue ceneri, come da volontà del suo grande amico Hunter, furono sparate nel cielo del Colorado.
Il rum scorse a fiumi in quella sera.
“Hunter è un eroe e il mio più grande amico. Voglio che i suoi desideri vengano esauditi”, disse Johnny Depp in un’intervista.
Titolo: The Rum Diary
Regista: Bruce Robinson
Attori principali: Johnny Depp, Aaron Eckhart, Michael Rispoli, Amber Heard, Richard Jenkins, Giovanni Ribisi, Bill Smitrovich
Genere: drammatico
Durata: 120 min
Anno: 2012 (in Italia)
Produttori: Johnny Depp, Graham King, Tim Headington, Robert Kravis, Anthony Rhulen, Christi Dembrowski
Casa di produzione: GK Films, Infinitum Nihil
Distribuzione: 01 Distribution
Fotografia: Dariusz Wolski
Costumi: Colleen Atwood
Musiche: Christopher Young
Montaggio: Carol Littleton





