The Moab Distillery

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


La turistica Moab (Utah) è la porta d’accesso all’Arches National Park, una sciocchezza di parco che ospita circa 2000 archi naturali di pietra (ho detto duemila!!!!), piccoli, grandi, enormi, lunghi, larghi, storti, di tutti i tipi. La visita al parco è quanto di più di bello si possa immaginare, per gli archi più fotogenici si deve camminare il giusto per evitare di trovarci folle oceaniche (cosa peraltro impossibile in questa stagione, eravamo in tre, tutti col fiatone, ma i parcheggi disseminati nei punti panoramici hanno dozzine di spazi per i pullman…).

Tanti turisti = nasce un micro-birrificio (The Moab Brewery, 1996) e 21 anni dopo anche la distilleria (The Moab Distillery, 2017) che ancora deve trovare la sua identità. L’ampio brew-pub purtroppo in questi giorni è chiuso per lavori, riesco comunque a mettere il naso su un paio di birre e sui due gin (bianco e affinato in barrique di pinot nero). Birre e distillati senza infamia e senza lode, resto dell’idea che il legno con il gin non aggiunge nulla di interessante, ma questo è un parere personale.

Affascina invece vedere l’alambicco, il primo in migliaia di distillerie visitate con le colonne in vetro ed i piatti di distillazione (di rame) a vista. Peccato fosse fermo.

Whisky Club Italia #wildwestspirit







Veloci appunti e qualche fotografia, importati da Facebook

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