The Dude e il White Russian

The Dude e il White Russian

Alzi la mano chi, avendo già l’età della ragione negli anni Novanta, non ha mai voluto essere Jeffrey Lebowski, detto “Drugo”, The Dude in inglese, il personaggio straordinario creato per il Cinema dai grandissimi Joel e Ethan Coen, sceneggiatori e registi del film “The Big Lebowski”.

 

Il Grande Lebowski

Hippy senza nulla da fare, fumatore di marijuana, vive pigramente e gradevolmente, passando il tempo a giocare a bowling con i suoi ottimi amici, Walter e Donny, accompagnato meravigliosamente negli assurdi percorsi dell’ozio losangelino dal suo cocktail preferito, un’istituzione per lui, il White Russian.

 

 

La sua vita è sconvolta da uno scambio di persona: improvvisamente irrompono nella sua casa due “Bravi”, per dirla alla Manzoni, al soldo del Magnate del Porno Jackie Treehorn, che vorrebbero esigere da lui i soldi che la sua presunta moglie deve al Boss. A sfregio i due urinano sul tappeto che “Il Drugo” ha posto all’ingresso della sua umile dimora. Solo dopo essere usciti di casa, i Due si rendono conto di aver sbagliato casa e di non aver fatto irruzione, come preteso, nella casa dell’omonimo miliardario locale Jeffrey Lebowski.

Il “Drugo” rimane offeso più da questo sfregio al tappeto che per altro e consigliato dal suo amico fraterno Walter Sobciak, veterano del Vietnam, circostanza che non smette mai di citare, decide di andare a fare visita al Boss per chiedere un risarcimento…e da lì se non lo ricordate, dovete andare a rivedere il film, perché se non lo rivedete almeno tre o quattro volte, è solo colpa vostra!

 

 

Il Drugo

Chi è il Drugo?

Nel film “Il Grande Lebowski” del 1998 Jeffrey Lebowski è interpretato da uno straordinario Jeff Bridges, ma anche il resto del cast è stellare, comprendendo John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore, John Turturro, Philip Seymour Hoffman, Ben Gazzara, David Huddleston, tra gli altri.

Accolto inizialmente in maniera tiepida da pubblico e critica, è poi diventato un fenomeno cult, forse addirittura di più della stessa pluricelebrata filmografia dei Fratelli Coen, a cui vi rimando per la necessaria visione dell’opera completa, che è davvero straordinaria.

Nel 2008 annoverato al quarantatreesimo posto tra i primi cinquecento film della Storia del Cinema dalla rivista Empire, che sempre nel medesimo anno riconosceva “The Dude” come settimo tra i primi cento personaggi cinematografici di sempre, nel 2014 la pellicola è stata riconosciuta come meritevole di preservazione dal National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America.

Candidature e Premi internazionali innumerevoli, ha una colonna sonora memorabile con brani che vanno dalla musica operistica al folk, dal jazz al rock, annoverando brani di Elvis Costello, Bob Dylan, Nina Simone, tra gli altri.

Romanzo poliziesco?

Western moderno?

 

 

Sicuramente il film è ispirato al Grande Sonno di  Raymond Chandler, ma Joel Coen citò anche Il Lungo Addio del regista anche lui supercult Robert Altman, come fonte di ispirazione.

Come spesso accde nelle sceneggiature dei Coen, essi scrissero di getto le prime quaranta pagine del film, poi attesero l’ispirazione.

Il ruolo del protagonista fu attribuito a Jeff, per caso.

Ed il Fato spesso sceglie benissimo.

La forza del film è, difatti, nei dialoghi, nella sceneggiatura, nella regia, nelle straordinarie interpretazioni degli attori, ma soprattutto in Jeff Bridges.

Egli diventa un filosofo, un Maestro di Vita, gaudente e nichilista, al tempo stesso, personaggio tale quasi da creare una setta di seguaci.

È stata infatti creata la Church of the Latter-Day Dude cui vi rimando per l’iniziazione e che lungi dall’avere connotazioni confessionali si ispira totalmente alla filosofia di vita del nostro protagonista.

Qualche esempio di citazioni tratte dal film? “Questo non è il Vietnam, è il Bowling: ci sono delle regole!”, Walter Sobciak. Oppure “Sai Maude, questo è un caso molto complicato. Ci sono un sacco di input ed output, ma fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente flessibile”, The Dude.

L’idea di base del Dudeismo è questa: La Vita è breve e complicata e nessuno sa cosa farci al riguardo.

Smettila di preoccuparti, rilassati con degli amici e fai del tuo meglio per essere fedele a te stesso e agli altri, vale a dire, rispetta!

 

The White Russian

Eh già ma cosa c’entra The White Russian?

Innanzitutto, il White Russian è il drink perfetto per un fine pasto eccellente, a base di vodka, liquore al caffè e panna, in accompagnamento a dolci o da solo.

 

 

Nato alla fine degli anni Quaranta probabilmente per iniziativa di un barista belga che l’avrebbe ideato in occasione della visita di un ambasciatore americano, il “russian” della denominazione del cocktail sarebbe legata solo alla presenza della vodka nella sua composizione.

La ricetta per sentirvi Big Lebowski stasera con il vostro partner o la vostra compagna?

5 cl di vodka

2 cl di liquore al caffè

2 cl di panna fresca

Ghiaccio

Prima versare liquore al caffè e vodka in un tumbler basso/old fashioned pieno di ghiaccio, mescolare con delicatezza, agitare moderatamente la panna in uno shaker e versarla nel calice.

E se vi chiedeste qual è la differenza tra il Black and il White Russian è semplicemente che in quest’ultimo viene aggiunta della panna fresca, laddove nel Black appaiono solo vodka e liquore al caffè.

The Dude gira per Los Angeles, infradito ai piedi, o sandali fuori moda, maglione beige improbabile ed eccessivamente fuori misura, che si accompagnano a pigiami, perfetti per gite nei supermercati o per intrattenersi con gli amici, insieme al mitico compagno di sempre, che lo conforta nella sua perenne vita disoccupata, il White Russian, che con lui diventa iconico e quasi irrinunciabile.

Pigiama, cocktail e divano. Avete una ricetta migliore per trascorrere la vostra vita?

Se non ne avete una migliore siete pronti per diventare sacerdoti del Dudeism e per bere un White Russian.

 

The Big Lebowski, 1998, Joel & Ethan Coel

Incipit

Voce Narrante:

Nel lontano Ovest conoscevo un tipo…di cui voglio parlarvi. Si chiamava Jeffrey Lebowski. O almeno così lo avevano chiamato i suoi amorevoli genitori. Ma lui non se ne serviva più di tanto. Jeffrey Lebowski si faceva chiamare “Il Drugo”. Già, Drugo. Dalle mie parti nessuno si farebbe chiamare così…

 

 

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