Siamo tornati alla Teiera Eclettica di Milano. Barbara Sighieri ci ha proposto una eccellente selezione di tè provenienti da territori classici ed emergenti, a cui potevamo rispondere solo con lo stesso coraggio. Il risultato? Anche questa volta sbalorditivo!

L’incontro ha preso il via con l’assaggio di un tè di warmup, l’ideale per pulirsi il palato dopo la cena e per affrontare le rigide temperature invernali che hanno bussato alle porte di questa seconda metà di novembre.
Tè di benvenuto: Lung Ching, Cina
Tè verde cinese, foglie raccolte a mano i primi giorni di aprile nelle piantagioni nella provincia di Zhejiang. Nel gusto si percepiscono fresche note vegetali con le caratteristiche intense note di castagna bollita/nocciola fresca/legno fresco tipiche di questo tè: la leggera astringenza finale aiuta a pulire la bocca.
Abbiamo quindi approcciato i tre pairing, seguendo lo stesso protocollo che avevamo già testato durante il ciclo di incontri del 2019.
Prima un piccolo sorso di whisky, giusto a bagnare leggermente la lingua, per poi passare a due assaggi di tè, intervallati da un minuto abbondante di attesa. Il primo sorso di tè allo scopo di acclimatare il palato, il secondo per valutare a fondo la coerenza con il distillato. Ripetere l’esperienza per altri due o tre cicli.
Perché partire prima con il dram di whisky, quando durante la Master di terzo livello insegnamo di iniziare sempre con il cibo? Semplice, perché l’unica bevanda più complessa del whisky è il tè, che deve quindi giocare il ruolo da protagonista! Lo sto dichiarando senza essere sottoposto a minacce.
Primo tè: Sung Do, Vietnam
Tè nero vietnamita, foglie raccolte in aprile da piante selvatiche di 150-200 anni, curate dalla minoranza etnica H’Mong nell’area di Van Chan (provincia di Yen Bai).
Gusto: note fruttate (composta di prugna, legno dolce), finale morbido. Da sorseggiare lentamente, ancora più evidente la nota fruttata quando diventa tiepido.
Nel dram: Psenner Erètico Single Malt Whisky, 7 anni, Grappa & Gewürztraminer casks, 47%, Italia
Il Whisky eRètico nasce in Alto Adige, nella terra dove duemila anni fa vivano i reti, liberi e selvaggi. “Eretico” vuoi dire anche “scelta”: questo Whisky unico, è affinato in barrique che hanno contenuto in precedenza grappa e gewürztraminer.
Al naso l’apporto delle botti è importante, monopolizza l’attenzione. Il ricco bouquet fruttato e floreale lascia il posto, al palato, a note convincenti di pasticceria e di spezia.
L’abbinamento con il Sung Do è diventato sempre più coinvolgente man mano che la temperatura del tè diminuiva.
Secondo tè: Thai Beauty, Thailandia
Tè oolong tailandese prodotto nel villaggio di Doi Mae Salong tra le montagne del nord della Thailandia, al confine con la Birmania. Le foglie sono raccolte a mano in estate – solo i germogli giovani – e sottoposte a ossidazione sostenuta. Il produttore per la lavorazione di questo tè si è ispirato al famoso e prezioso tè oolong taiwanese Oriental Beauty. Rientra nella categoria dei “bug bitten”, il tè realizzato con le foglie infestate e punte dagli insetti, che si arricchiscono – per una sorta di difesa della pianta – di note dolci, mielose.
Gusto: complesso in cui si combinano dolci note floreali (camomilla), di frutta a guscio (noce/nocciola) e legnose.
Nel dram: The Gospel Straight Rye Whiskey, 45%, Australia
Abbiamo ampiamente parlato di The Gospel in un recente articolo. La distilleria australiana è unica nel panorama nazionale, vista la sua dedizione alla lavorazione della segale. Lo Straight Rye è un whiskey dal sapore pieno, ricco di spezie, profondo e complesso che rivela di più, sorso dopo sorso, un ottimo equilibrio tra le spezie della segale e l’influenza della vaniglia e del rovere.
Con l’abbinamento ci siamo divertiti davvero tanto. La dolcezza del tè ha completato il profilo speziato del whiskey, la nota alcolica è praticamente scomparsa, così come il tannino del tè.
Terzo tè: Ti Kuan Yin Nantou, Taiwan
Tè oolong taiwanese, foglie raccolte nell’inverno 2021 da piante cultivar WuYi nella contea di Nantou. Diversissimo dall’omonimo cinese della provincia di Fujian. Le foglie sono ossidate al 40-50% e sottoposte a torrefazione sostenuta al carbone.
Gusto: note legnose, di pane tostato di caffè, di liquirizia, con un finale morbido.
Nel dram: Rozelieures Fumé, 46%, Francia
La distilleria agricola della Lorena produce anche whisky torbati. Il Rozelieures Tourbé utilizza torba scozzese a 40 ppm, mentre per l’edizione che abbiamo aperto in degustazione, il Fumé, i ppm scendono a 25. L’affinamento è in botti ex Sherry Fino.
Non appena aperta la bottiglia, la componente di fumo è evidente, ma evolve ripidamente verao note mielate, di frutta gialla e tropicale, e di biscotti al malto e caramello.
Al palato, questi aromi sono accompagnati da un accenno di caffè, con la chiusura su note di fumo e di morbida speziatura.
L’abbinamento ha riservato una graditissima sorpresa. L’interazione tra la torba e l’oolong ha sviluppato una intensa presenza di marina, di ostrica. Notevole.
Anche questa volta Barbara non si è risparmiata, né con gli assaggi, né con il suo desiderio di condividere la sua ampia conoscenza, ci ha accompagnati in un viaggio in territori tanto remoti quanto affascinanti. Grazie!









