Talisker: Aged on the Edge

Talisker: Aged on the Edge

L’Hebridean Whisky Festival 2025 ha preso il via mercoledì dall’isola di Skye, presso la distilleria Talisker.

Vi partecipo per la prima volta e, sinceramente, non sapevo cosa aspettarmi, in termini di organizzazione e affluenza. Sorprendente abbiamo trovato Skye, ad inizio settembre e con le scuole già ripartite in Scozia, ancora super affollata di turisti. Ce ne siamo accorti camminando per gli sbalorditivi sentieri scenografici che hanno reso famosa l’isola e per l’affollamento dei ristoranti.

 

 

La distilleria Talisker non ha mai brillato per accoglienza, lasciandoci spesso delusi. L’altroieri, complici una giornata super luminosa, l’aria di gioia del festival, l’accompagnamento musicale e lelegante visitor centre completamente rinnovato, è stata teatro di una giornata indimenticabile che ha avuto il suo culmine con la degustazione Aged on the Edge.

 

 

Degustazione Aged on the Edge

Con cinque assaggi non dichiarati, e la consueta volontà di Diageo di mettere in gioco qualche bomba, non sapevamo cosa aspettarci da questa esperienza. La loro dichiarazione iniziale di volerci stupire con un finale a sorpresa e quella scatola del Talisker 27 anni posizionata sul banco, ci avevano fatto ben sperare, ma la realtà ha ampiamente superato ogni nostro più sfrenato desiderio.

 

 

Ricomposto il gruppo di Whisky Club Italia, con i 9 del tour partito da Milano a cui si sono aggiunti i 3 amici partenopei con la divisa ufficiale della maglia del giocatore scozzese McTominay del Napoli, siamo stati accompagnati in un tour dettagliato della distilleria, che si è concluso nella cask sample room, una bella saletta in cui è stato ricostruito un magazzino dunnage con una decina di botti da cui poter pescare il liquido. Ricordo che Talisker, col suo claim made by the sea, in realtà non matura il suo whisky sull’isola, ma spedisce tutto il new make nei magazzini centrali sulla terra ferma.

La degustazione è stata guidata da Ian e da uno dei giovani blender del famoso gruppo Diageo capitanato da Emma Walker. Primo assaggio, fuori conteggio, una spruzzata di new make di Talisker sul dorso della mano. Tanta frutta, pera, zero torba per uno spirito che parte da un malto con circa 19 ppm. A seguire una cask sample e un crescendo di emozioni con quattro indimenticabili imbottigliamenti.

 

 


Assaggio #1: Talisker 2011 cask sample, 58.4%, ex Bourbon

Una botte riempita nel 2011, una completa maturazione in ex Bourbon che emula esattamente la ricetta del Talisker 10. Ma proposto a gradazione piena.

Molto sorprendente, solido, pieno, con quella note di pepe macinato che ti fa subito gridare “Talisker!”

Che poi, perché conti

nuare a proporre imbottigliamenti strani durante i festival o come speciali release, quando – anziché un finishing in Tequila – basterebbe tirar fuori dal magazzino due o tre chicche come questa?

 

 

Assaggio #2: Talisker The Wild Blue 2025 Edition, 48.2%, NAS

Ispirato ai mari selvaggi che circondano l’isola di Skye, The Wild Blue è il primo single Malt di Talisker ad essere affinato (per circa 16 mesi) in botti di vino rosso provenienti dalla costa atlantica del Sudafrica.

L’apporto della frutta rossa è molto evidente, e ha reso il profilo di questo whisky – seppur marino – un po’ troppo marmellatoso.

Un dram adatto per chi si avvicina all’aroma isolano di Skye per la prima volta. Ho chiesto al blender le ragioni che portano un whisky che non sfrutta l’effetto terroir (non maturando un solo giorno sull’isola) ad essere così marino. La risposta? Il mare non ce lo possono mettere dentro, ma possono creare in distilleria tutti quei precursori di aromi che il nostro cervello interpreterà, sbagliando, come originati dal mare. La fine della poesia?

 

 

Assaggio #3: Talisker Distillery Exclusive Batch 3, 48%, NAS

Il terzo imbottigliamento proposto in esclusiva presso il visitor centre di Talisker è una combinazione di whisky maturati in botti ex rum, ex sherry e recharred.

Un whisky sostanzialmente poco espressivo, quasi inutile, che non ha trasmesso nel bicchiere tutta quella energia che invece l’altro imbottigliamento Distillery Only (un 9 anni handfilled) ha saputo trasmettere.

 

 

Assaggio #4: Talisker Elements 27yo, 58.0%, 2000 bottiglie

Anche questo 27 anni, proposto in sole 2000 bottiglie, è acquistabile solo presso la distilleria.

Sulla carta un imbottigliamento che, grazie alla sua maturazione in refill sherry casks, avrebbe dovuto essere molto solido ed espressivo. E che invece abbiamo invece interpretato come una bevuta stanca e noiosa.

Avrebbe dovuto essere la bomba della degustazione. Tutto qui? E invece no, dagli archivi Diageo è stata prelevata una ulteriore bottiglia splendida, che non avevo mai assaggiato prima.

 

 

Assaggio #5: Talisker 45yo, Glacial Edge, 49.8%

L’ultima espressione dell’avventurosa collaborazione di Talisker con l’organizzazione ambientalista globale Parley segna anche la prima uscita in assoluto di un single malt di 45 anni da parte della distilleria.

Per creare questo sbalorditivo whisky, 12 botti fortemente carbonizzate sono state trasportate (vuote) in un viaggio verso la natura incontaminata dei ghiacciai canadesi, dove sono state posizionate sul terreno gelido ed esposte ai pungenti venti artici per 96 ore.

Il legno di queste botti si è “aperto” ed ha assunto un nuovo carattere che ha reso questo whisky raro sorprendentemente fresco e vivace.

Ma questo Talisker 45 anni è un capolavoro, a prescindere da qualsiasi trucco usato per le botti. Elegante, complesso, ceroso con morbide note di tabacco fresco. Per nulla dominato dal legno, nonostante la lunghissima maturazione. Una esperienza da “vecchio” Talisker, con la nota pepata compensata dalle sensazioni toffee e fruttate.

 

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment