Weekly Dram 25.23
Le piccole realtà artigianali, spesso gestite a livello famigliare, sono in genere viste con favore dai consumatori, come se le dimensioni ridotte di un’attività fossero di per sé un valore aggiunto del prodotto che si va ad acquistare.
Vale anche per le distillerie di whisky, dove le cosiddette “craft distilleries” sono molto diffuse, soprattutto negli USA, con alcune realtà sparse anche in Europa e nel resto del mondo.
In un campo come quello della distillazione, dove il confine tra artigianalità e industrializzazione nella produzione di single malt non è così netto, le dimensioni non sono un fattore determinante, ma di certo aiutano a donare fascino: nomi come Bimber, Daftmill e Killowen sono ricercatissimi dagli appassionati (e collezionisti), e in questo caso di può dire come la qualità dei loro whisky sia indiscutibile.
E poi c’è Strathearn.
Probabilmente è un nome sconosciuto ai più, pur essendo una distilleria attiva nelle Highlands fin dal 2013, la cui produzione è stata però così ridotta da aver faticato a raggiungere gli scaffali, almeno fino a quando questa minuscola realtà frutto della passione di tre amici non è stata acquisita, sei anni dopo, dal noto imbottigliatore indipendente Douglas Laing.
Fino al 2019 le uscite sono state sporadiche, anche perché la distilleria era dedita a sperimentazioni con legni diversi dalla quercia (castagno, gelso e ciliegio) non dichiarabili come Scotch, usando botti dalle dimensioni… inconsuete!
Cara Laing, attuale consigliere delegato e innamorata del new make di Strathearn, ha dichiarato di aver trovato diverse botti interessanti nei magazzini della distilleria, altre decisamente meno, tra cui diverse da una quarantina di litri (firkin), adatte per affinamenti brevi ma certo non per maturazioni complete.
“Prendevamo un campione e sembrava Coca-Cola, ma all’assaggio era come bere un rum o un cognac davvero scadenti, con il legno che era andato troppo oltre perdendo la vera essenza del whisky.”
Molti dei processi produttivi sono stati ammodernati e ampliati, pur mantenendo un approccio sostanzialmente manuale, ma Douglas Laing ha deciso di procedere con calma, uscendo col primo (nuovo) imbottigliamento solo nel 2024 (reperibile anche da noi) cui è seguito qualche mese fa il secondo batch, che assaggio per voi oggi.
STRATHEARN BATCH 02
Single Malt Scotch Whisky
50% abv, botti ex bourbon, ex sherry e nuove
Prezzo intorno ai 90 euro
Un pot-pourri di cereali e frutta secca, aromi intensi e corposi che raggiungono le narici inondandole di malto, noci, nocciole, arachidi e olio di cocco. In supporto spezie (noce moscata, cannella, pepe bianco), propoli, toffee, mela cotta, biscotti Digestive e una vena vegetale lievemente balsamica, specie in lunghezza. La parte cerealicola è molto intensa, quasi da foraggio, e la gradazione è del tutto integrata. Agricolo.
Piccantino e vivace al palato, con una bella oleosità che trascina abbondanti spezie (pepe nero, noce moscata, zenzero, cannella) e sempre cereali in primo piano, tra il pane di segale e i biscotti al malto (e alla cannella, tipo Biscoff), con un importante contributo della frutta secca. Fondo di caramello, toffee, cioccolato al latte, mela cotta (a tratti strudel), radice di liquirizia e ancora una nota vegetale, di tè nero, tabacco e rabarbaro. Torna la vena balsamica, lievemente mentolata, a chiudere la bevuta.
Finale abbastanza lungo, speziato e amarotico, di frutta secca, radice di liquirizia, malto, note vegetali e mentolate.
Una gioventù intensa e corposa, che aspetta solo di crescere mostrando nel frattempo tutte le sue potenzialità con un whisky pieno e ciccione, dove la complessità è assente ma dimostra grandi potenzialità.
Il profilo della distilleria Strathearn: https://whiskyclub.it/distilleria/strathearn/




