Nel trambusto delle strade acciottolate di Dublino, ad inizio 1900 un whiskey raro si stava silenziosamente affermando. Il semplice gesto di marcare le botti con macchie di vernice colorata non solo ne avrebbe indicato il potenziale di invecchiamento, ma sarebbe diventato il nome di questo whiskey ambito, affinato e imbottigliato da The Mitchell, un’azienda familiare giunta ormai alla settima generazione.
In un’era in cui le distillerie erano solite vendere il loro distillato ai blender per l’invecchiamento, il negoziante Mitchell si è si è specializzato nella selezione dei migliori whiskey irlandesi Single Pot Still, distillati in pot still da un mash di orzo maltato e non maltato. Una ricetta unica nel panorama internazionale, che conferisce all’Irish Whiskey una consistenza setosa al palato e un intrigante mix di spezie all’olfatto.
È durante la maturazione che i diversi Spot Whiskey sono liberi di sviluppare l’ampio spettro di aromi che contraddistingue i differenti colori.
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La storia
Alla morte del suo caro amico, il ribelle Robert Emmet (1803), William Mitchell decretò che tutti i primogeniti di ogni generazione della famiglia Mitchell si sarebbero chiamati Robert. Questa tradizione è continuata fino ad oggi con l’attuale Mitchell (Robert Jonathan Mitchell), suo figlio (Robert Mitchell, il settimo) e persino suo figlio Robert James Mitchell.
La famiglia degli Spot Whiskey affonda le sue radici a Dublino, nei magazzini della Mitchell & Son, uno degli ultimi commercianti di vino e produttori di whiskey rimasti in Irlanda. Gli Spot Whiskey risalgono ai tempi in cui la distilleria Jameson vendeva il suo new make agli affinatoei di whiskey, che lo facevano invecchiare in botti di vino e vino fortificato.
L’attività di famiglia Mitchell iniziò come pasticceria e panetteria nel 1805, per poi intraprendere una svolta nel corso del secolo, passando all’importazione di vino e infine alla produzione di whiskey nel 1887. Le botti di vino fortificato importate per essere imbottigliate e commercializzate, sarebbero diventate i contenitori perfetti per l’invecchiamento del whiskey irlandese Pot Still, e per dare origine agli Spot Whiskey.
Queste botti ex vino, sherry e porto, svuotate, venivano inviate con un carro trainato da cavalli alla distilleria Jameson, in Bow Street, dove venivano riempite e riportate nella cantina di Mitchell, sotto la Fitzwilliam Lane. Lì, sotto le strade acciottolate, i whiskey maturarono per molti anni, fino a quando non furono pronti per essere imbottigliati e venduti agli intenditori.
È qui che queste botti venivano contrassegnate con una macchia di vernice (spot) che indicava per quanto tempo le botti sarebbero state invecchiate. Blu per 7 anni, Verde per 10 anni, Giallo per 12 anni e Rosso per 15 anni – da qui è derivato il nome Spot Whiskey.
In realtà, il whiskey di Mitchell & Son era originariamente commercializzato come “Pat Whiskey“, con le etichette raffiguranti il logo di un uomo su sfondo verde. Nel 1933 venne rinominato “John Jameson & Son 10 Year Old Green Seal“, che, solo in seguito, divenne noto semplicemente come Green Spot.
Come per l’intera industria dell’Irish Whiskey, anche gli Spot Whiskey hanno sofferto durante la prima metà del XX secolo. Le guerre civili, l’indipendenza, le due guerre mondiali e il Proibizionismo non sono riusciti a sospendere le attività della Mitchell & Son. Un futuro reso ancora più radioso grazie al padre dell’attuale amministratore delegato Jonathan, Bobbie, che ha trascorso gran parte della sua vita nell’azienda di famiglia viaggiando molto e arricchendo il portfolio vinicolo dell’azienda.
Come sappiamo, nel secondo dopoguerra, l’Irish Whiskey entrò in una crisi molto profonda. Per contribuire a perpetuare l’arte distillatoria irlandese, venne fondata la Irish Distillers, con l’obiettivo di rilanciare i grandi brand irlandesi.
Con la sua fondazione, l’allora presidente Kevin McCourt cessò di fornire whiskey ai bonder. All’epoca, Mitchell aveva nei suoi magazzini una scorta di whiskey per 10 anni. Quando era ormai prossima all’esaurimento, venne presa la decisione di rifornire nuovamente la Mitchell. Fu un altro colpo di fortuna per l’indomabile Green Spot, che potè tornare a rifiorire, accompagnato dalla reintroduzione dello Yellow Spot e all’unione di due famose famiglie irlandesi che diedero vita al Green Spot Chateau Château Léoville Barton.
Oggi gli Spot sono completamenti prodotti e affinati presso la Irish Distillers, che possiede la proprietà anche del marchio. Ai Mitchell è lasciata l’esclusiva per la distribuzione e per la selezione delle ricette.
Gli attuali decenni di successo dell’Irish Whiskey hanno portato alla rinascita dell’intera gamma degli Spot.
Green Spot
Il Green Spot Whiskey è un NAS che matura in una combinazione di botti ex-bourbon e botti ex-sherry per un periodo compreso tra 7 e 10 anni, o fino a quando non lo si considera maturo e pronto.
Fu il Green Spot 10 anni a emergere come il whiskey più popolare dell’azienda, ed è stato l’unico Spot Whiskey a rimanere in produzione continua fino ad oggi (diventando NAS).
Yellow Spot 12 anni
Lo Yellow Spot Whiskey, spesso definito “il fratello maggiore”, matura per un minimo di 12 anni in botti ex-bourbon, botti ex-sherry e botti Malaga, per creare un whiskey complesso.
Lo Yellow Spot ha cessato l’imbottigliamento per decenni alla fine degli anni ’50. È stato rilanciato solo nel maggio 2012, quando, il caso ha voluto, sono state trovate le non diffuse botti di Malaga, affinato per 12 anni nei magazzini della Irish Distillers.
È prodotto in quantità limitate, circa 12.000 bottiglie all’anno. Visto che storicamente veniva venduto principalmente attraverso il negozio Mitchell’s & Son’s di Dublino, in passato era difficile reperirlo al di fuori dell’Irlanda.
Red Spot 15 anni
Il Red Spot è stato reintrodotto nella gamma nel novembre 2018, sempre sulla base di vecchie ricette di famiglia risalenti ad inizio 1900, ben prima della sua interruzione di produzione durante gli anni ’50.
Prodotto da un’antica ricetta tramandata dalla famiglia, con documenti che risalgono ai primi anni del 1900, il Red Spot è un Single Pot Still Irish whiskey a tripla distillazione, invecchiato per almeno 15 anni in una combinazione di botti seasoned con bourbon, sherry Oloroso e vino liquoroso Marsala.
Blue Spot 7 anni Cask Strength
Il nome Blue Spot deriva dall’abitudine dei Mitchell di marcare le botti di whiskey in fase di invecchiamento con un segno o una pennellata di vernice colorata per determinarne il potenziale di invecchiamento. In passato, Blue Spot era un whiskey di 7 anni, Green Spot di 10 anni, Yellow Spot di 12 anni e Red Spot di 15 anni.
Il Blue Spot è rimasto nascosto fino al novembre 2020, quando la sua introduzione ha ripristinato per la prima volta dopo oltre 56 anni la storica famiglia degli Spot.
Blue Spot è invecchiato per 7 anni in botti di Bourbon, botti di Sherry e botti di Madeira portoghese, e imbottigliato a gradazione di botte.
Gold Spot
L’ultima novità della serie, il Gold Spot, è un whiskey invecchiato 13 anni, che esplora nuovamente il mondo del vino. Questa espressione coniuga l’uso consolidato di botti ex-bourbon ed ex-sherry, con un finishing unico di 16 mesi in botti di vino italiano Recioto della Valpolicella. Questa maturazione finale esalta le sottili note speziate del Single Pot Still, con il vino rosso che aggiunge strati di frutti scuri e composta di frutti di bosco, creando una dolcezza dalla consistenza morbida, che si conclude con un tocco di rovere e vino dolce.
Il Gold Spot è stato in realtà lanciato nel giugno 2022, in commemorazione del 135° anno di distribuzione di Spot Whiskey. Questo primo rilascio in quantità limitata era stato prodotto utilizzando whiskey invecchiato in botti di bourbon, botti di sherry, botti di vino Bordeaux e pipe di Porto, non filtrato a freddo, invecchiato per 9 anni e imbottigliato al 51,4% ABV.
Il 13 anni in Recioto è arrivato solo nel marzo 2024.
Altri Spot
Il finishing in botti ex vino è stato esplorato in tre rilasci speciali del Green Spot.
Il Green Spot Château Léoville Barton matura inizialmente in un mix di botti ex-sherry Oloroso ed ex-bourbon, prima di essere trasferito nelle botti ex-vino di Bordeaux per un periodo compreso tra 12 e 24 mesi. Il risultato: un whiskey distintivo e perfettamente bilanciato, con un tocco di vino rosso.
Stesso destino per il Green Spot Quails’ Gate (con finishing in botti ex Pinot Noir canadese) e per il Green Spot Chateau Montelena (con finishing in Zinfandel della Napa Valley, California).
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