Specialty coffee e whisky

Specialty coffee e whisky

Dopo la recente esperienza milanese con il , la trasferta a Lecce ci ha portati ad esplorare l’abbinamento del whisky con il caffè. La degustazione L’orzo e la drupa organizzata da Enrico Greco e Giulio Benvenuto non poteva che coinvolgere una eccellenza tutta salentina. Quarta Caffè, azienda con sede a Lecce, ha una sorta di monopolio sulla distribuzione del caffè in tutta la regione, un successo che riconosce tanto l’importanza dell’animo locale, quanto la qualità della loro intensa torrefazione. Giunta alla quarta generazione, la famiglia Quarta ha deciso di investire ulteriormente sulla ricerca, specializzandosi – tramite una nuova spin-off – sulla ricerca delle eccellenze monorigine.

Quello che in tutta la Puglia è un vero e proprio rito quotidiano, è portato ai massimi livelli. La Edo Quarta Coffee Roasters, nata nel 2017, seleziona solo caffè provenienti da singole piantagioni, indicando altitudine, varietà botanica e il nome del contadino produttore. È, pensando al mondo del whisky, la stessa diversa visione che divide il mondo dei blended da quello dei single malt. Ogni avido consumatore di caffè potrà trovare il suo caffè preferito, con qualità aromatiche solitamente molto differenti rispetto alle miscele tradizionali.

 

 

Vito Spagnolo, ambasciatore della nuova sfida imprenditoriale, ed Eva, responsabile della divisione formazione professionale, ci hanno accompagnati in un racconto fatto di storia, di cultura locale e di valorizzazione delle diversità territoriali e aromatiche, ricercata attraverso – per ogni singola varietà – una cura maniacale della perfetta tostatura e del perfetto servizio (rigorosamente filtrato).

 

 

Protagonista dell’abbinamento è stato il marchio Port Askaig, che oggi possiamo ufficialmente dichiarare come un Islay Single Malt proveniente dalla distilleria Caol Ila. Le dolci note della distilleria meno isolana tra i grandi torbati scozzesi, ben si sono sposate con la tostatura aromatica dei diversi caffè.

Così come accaduto per il , anche il caffè (sorprendentemente) non ha scatenato una lotta tra la parte alcolica del dram e la elevata temperatura della tazza. Anzi, il connubio è sempre stato molto armonico, con l’esperienza che generava sempre più stupore man mano che il caffè scendeva di temperatura.

Diversamente dal , che raffreddandosi aggiungeva (tipicamente) note sempre più tanniche, il caffè a temperatura ambiente perdeva gran parte delle note tostate ed era quindi libero di esprimere tutto il suo bouquet fruttato, rendendo l’abbinamento con il whisky sempre più soddisfacente.

Ognuno tra i presenti ha potuto scegliere la propria combinazione preferita, ma tutti hanno potuto apprezzare una esperienza sensoriale che non capita tutti i giorni di poter vivere.

 

 

Come ulteriore elemento di stimolo per i nostri sensi, Enrico ha proposto una ricca selezione di formaggi, che abbiamo potuto incrociare sia con i caffè che con i dram di whisky.

 

 

Lo Specialty Coffee Kenya, proviene dalla regione di Kiambu, a quasi 2.000 metri d’altitudine, monorigine lavorata in natural con sentori di mela fresca, rosa da tè, ananas maturo, ciliegia di caffè e biscotto al cioccolato.

Lo abbiamo abbinato al Port Askaig 8 anni (45,8% Vol), il più vivace dei dram che abbiamo assaggiato, affinato in una variegata selezione di Bourbon barrels, Toasted American Oak barrels, Sherry butts, refill Hogsheads e American Oak casks.

 

 

Lo Specialty Coffee Ethiopia, proveniente dalla coltivazione di Almaz Teklu (2.050 mslm), propone una varietà antica con aroma di fiori di caffè, uva, biscotto, caramello e zucchero di canna.

Lo abbiamo abbinato al Port Askaig 15 anni (50,5% Vol), un raffinato dram affinato in refill hogsheads e reso disponibile attraverso un rilascio limitato di sole 900 bottiglie all’anno.

 

 

Lo Specialty Coffee Colombia, proveniente dalla Finca Patio Bonito di Paola e Carlos Trujillo (1.570 mslm), varietà Gesha. La fermentazione di 72 ore con microorganismi gli conferisce un complesso aroma di fragola, yogurt, rosa e arancio

Lo abbiamo abbinato al Port Askaig 17 anni (50,5% Vol), un dram gentile e floreale, affinato in botti americane tradizionali e reso disponibile in edizione limitata nel 2023 in circa 9.000 bottiglie.

 

 

L’ultimo assaggio ha coinvolto la Cascara, la bevanda ottenuta (come se fosse un tè) dall’infusione in acqua calda delle bucce essiccate della drupa del caffè. La provenienza è del Costa Rica, dalla Finca Santa Lulia Anonos di Ricardo Perez / Marvin e Felipe Barrantes (1.700 mslm), varietà Caturra, Catuai e Villalobos. Un gusto delicato, fruttato e leggermente speziato, con note dolci di ibiscus, ciliegia e ribes. Ha ovviamente un contenuto di caffeina inferiore rispetto a quello del caffè, e da sottoprodotto della tostature delle miscele, oggi si sta affermando come una bevanda ricca di benifici anti ossidativi.

Abbiamo chiuso l’esperienza con l’assaggio del Port Askaig Cask Strength (il secondo rilascio del 2024, imbottigliato al 59,1% Vol). Il “caffè” meno intenso con il dram più potente? Sodalizio perfetto, provare per credere!

 

 

La serata si è conclusa con l’assaggio in purezza di un dram prezioso, una selezione Samaroli di Caol Ila, la singola botte #301633 distillata nel 2008 e imbottigliata nel 2021 alla classica gradazione del 45% Vol, dopo 13 anni di affinamento in una botte americana ex bourbon proveniente dalla distilleria Koval di Chicago. Un dram di una eleganza sopraffina, che ha stupito per la sua profondità. Il ricordo di un dram con uno stile proveniente direttamente dal passato, medicinale e iodato il giusto, su un piacevole sottofondo affumicato e di liquirizia.

Sarà stato merito dei dram, ma tutti noi abbiamo riposato divinamente durante tutta la notte, per nulla disturbati dalla caffeina – sempre delicata – che avevamo assimilato.

 

 

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