Ci sono viaggi improvvisati nati sotto il segno della pura curiosità, capaci di far collidere due mondi apparentemente distanti. Per me, quel cortocircuito perfetto ha unito la Spagna e il Whisky: un connubio che mai avrei pensato di poter vivere con una simile intensità, e che invece ha trovato la sua perfetta epifania tra le vette della Cordigliera Cantabrica.
Tutto è iniziato quasi per caso. È bastato ricevere da Claudio le prime notizie sul Topaketa di Bilbao per far scattare la scintilla; una rapida occhiata ai voli ed ero già in viaggio.
All’interno di una struttura dall’architettura lineare e contemporanea, i due mondi si sono mischiati oltre ogni aspettativa. Ma tra le diverse sorprese che l’evento riservava, una in particolare ha catturato la mia attenzione, conducendomi dritto verso le vette spagnole: il single malt “As de Picos” della distilleria Picos de Cabariezo.
L’incontro con Javier: oltre i pregiudizi
Dietro questo progetto c’è Javier, un produttore entusiasta, viticoltore e distillatore ad ampio spettro. La sua è una produzione variegata, che spazia dal vino ai liquori tradizionali della Cantabria, fino ad approdare – quasi come una sfida – al whisky.
Lo ammetto: davanti a un catalogo così eclettico, sono partita con un pizzico di sano pregiudizio da appassionata. Ma è bastato avvicinare il naso al loro new make per veder crollare ogni difesa. Un turbinio di emozioni e pulizia aromatica, sprigionato da profumi trattenuti magistralmente, che mi ha spinta a voler capire cosa si nascondesse dietro quella distillazione.
Il segreto risiede nell’alambicco utilizzato: una struttura “Alquitara“ di antichissima derivazione araba. A differenza dei classici pot still scozzesi, la bacinella di raffreddamento è posizionata direttamente sopra l’elmo. I vapori salgono dalla caldaia, si condensano immediatamente nella parte superiore e ricadono in una coppa di raccolta interna, senza transitare da colli di cigno o serpentine esterne. Un riflusso unico, che dona un carattere denso e ricchissimo allo spirito.
Dalla terra al barile: L’As de Picos 8 anni
La filosofia artigianale della distilleria parte dalla terra: la coltivazione e la produzione dell’orzo è totalmente a chilometro zero, gestita direttamente da loro. Ma la vera magia si compie nel legno. Il passaggio successivo all’assaggio del distillato bianco è stato il loro imbottigliamento commerciale: un Single Malt invecchiato per 8 anni in selezionate ex botti di Sherry, ridotto alla perfetta gradazione del 45%.
- Al naso. Rileva una complessa armonia di orzo maltato, chiodi di garofano e vaniglia, arricchita da sottili note di pane, chicchi di caffè tostati e un caramello caldo. Aromi maturi, tipici delle migliori maturazioni in Sherry.
. - Al palato. È morbido, incredibilmente equilibrato e rotondo. La consistenza è cremosa, avvolgente.
. - Finale. Delicato e persistente, evoca nitidi sentori di cereali, piccoli accenni di fiori d’arancio, pasticceria secca e toffee.
Le selezioni limitate: Cask Strength e Torba
Per chiudere in bellezza un percorso già sorprendente, Javier ci ha concesso il privilegio di testare alcune chicche da veri appassionati. Su tutte, un’espressione straordinaria: un Single Malt Sherry “Fino” Cask Strength, sempre di 8 anni, imbottigliato alla gradazione piena del 62%. Qui lo spettro aromatico si fa ancora più concentrato, affilato e prorompente, regalando una persistenza salina e secca da manuale.
Esiste anche una declinazione peated del loro single malt ma, non essendo io una strenua amante delle note affumicate strong, il mio cuore è rimasto legato a quel monumentale Cask Strength “Fino”. Un’espressione che ha ridefinito i confini geografici della mia mappa del whisky e che troverò certamente il modo di incrociare e degustare nuovamente.






