Somerset Cider Brandy

Dal diario di viaggio di Claudio Riva, whisky e dintorni


Che poi tutto ‘sto casino – bottiglie che paiono reliquie, transazioni miliardarie tra multinazionali, ambasciatori infighettati, orde di collezionisti, visitor centre faraonici – nasce da una invenzione che serve a togliere acqua ad una soluzione alcolica 😂. Se fai passare un fermentato per un alambicco ottieni un distillato. Se a fine gennaio metti un fermentato fuori dalla finestra e ne rimuovi il cappello gelato, devi stare un po’ più attento ma alla fine ottieni un distillato (a freddo). Se inverti l’ordine, il freddo lo applichi alla materia prima allo scopo di concentrarne dolcezza e aromi e poi fermenti, allora niente da fare, nessuno lo chiamerà mai distillato, si va verso gli ICE.

Somerset Cider Brandy visitata ad inizio agosto, il pacco con le bottiglie era lì che aspettava di essere aperto. Ieri abbiamo assaggiato il cider brandy 10 anni da Capovilla, oggi l’attenzione è per i fermentati. Con l’Ice Cider, ottenuto congelando il succo di mela prima della fermentazione, si arriva ad un ragguardevole 11.5% abv, peraltro con un residuo zuccherino da “passito” … una bevuta bella acidula, leggermente tannica, non male per un semplice sidro di mela.

Grande risultato Julian! <3 🍎 In viaggio con Whisky Club Italia


Veloci appunti e qualche fotografia, importati da Facebook

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