Scozia, primo semestre 2023

Scozia, primo semestre 2023

Scozia. Dopo un 2022 con i fuochi artificiali, in cui si è liberata tutta l’energia accumulata in pandemia, i primi sei mesi del 2023 delineano nuovi parametri per l’accoglienza in distilleria.

Da inizio anno ho trascorso una quantità importante di giornate nelle Highlands e sulle Isole, è ora di qualche analisi.

Di seguito alcune mie considerazioni, non richieste ;).

 

Male, malissimo, migliorabile

La gran parte dei problemi che si stanno registrando in Scozia in questa prima metà del 2023 sono essenzialmente dovuti a due cause:

  • Mancanza cronica di staff, che abbassa tantissimo la qualità dell’offerta Horeca
  • Costi fuori controllo, di tutto, soprattutto degli imbottigliamenti in edizione limitata

Cosa sta andando male e cosa invece è da premiare, perché – nonostante la congiuntura negativa – sta mantenendo una ottima qualità?

Ci provo, precisando che sono tutte considerazioni personali, arricchite dall’esperienza di quasi 20 anni di zingarate in Scozia. Mi faccio aiutare da un testimonial d’eccezione, Pedro, compagno degli ultimi 10 giorni on the road.

 

Fermi tutti!

Cosa proprio non riesco a digerire.

 

 

  • Il costo degli hotel è diventato insostenibile, inutile guardare i b&b se ci si muove in gruppo, l’opzione guesthouse rimane quella più facilmente percorribile. Una camera doppia senza colazione in un hotel modesto, un tre stelle, ormai supera le £200 a notte, che diventano £250-300 se ci si vuole fermare in città. E, sinceramente, la qualità delle accommodation scozzesi, neanche ci prova ad avvicinarsi a quella degli standard europei.
  • Il costo dei tour&tasting è chiaramente cresciuto. Quello che costava 25 oggi costa 35, quello che costa 35 oggi è a 50. La comparsa di sempre più esperienze da 300+ Sterline non mi vede molto felice, ricorda molto quello che è successo in altri settori del lusso, un industria in cui l’interesse verso l’appassionato vero è decresciuto molto velocemente.
  • Laphroaig non pervenuta, Visitor Centre non contattabile, per telefono, per mail e neppure per supplica. I miei tentativi di organizzare visite private, in passato roba di ordinaria amministrazione,  oggi si schiantano contro un muro di gomma. Demoralizzante.
  • Il costo degli imbottigliamenti in edizione limitata di Bunnahabhain è ridicolo, così come quello di molte altre distillerie non mainstream e rischia di distruggere l’ottimo lavoro che i team dei Visitor Centre stanno facendo da anni.
  • La sosta ad Highland Park ha registrato più no che si. Possibile che un appassionato si faccia tutto il viaggio sino alle Orcadi per poter beneficiare solo dell’assaggio del core range, sino al 18 anni, una esperienza peraltro neanche regalata?
  • Queste sono tre distillerie che segnalo, non per dare loro la maglia nera, ma per evidenziare un trend negativo dell’accoglienza in distilleria, schiacciata tra una domanda sempre asfissiante e una disponibilità ridotta di lavoratori stagionali.
  • Gli Hand Filled in distilleria. Normalmente single cask, ma presentati con etichetta malamente scritta a mano, senza capsula, possibile che siano gli imbottigliamenti più cari dell’offerta delle distillerie? Con punte ridicole come il 20 anni di Caol Ila proposta a £650 durante il Feis. Bottiglie per cui, in molti casi, manco ti puoi fare tutta la cerimonia del riempimento & dintorni, le trovi al banco, già belle pronte alla vendita.
  • I traghetti, soprattutto quelli della CalMac per le Ebridi, sono un disastro. Navi in continua manutenzione straordinaria, una infinità di corse cancellate, assistenza clienti di qualità molto bassa. Tenetevi sempre almeno un giorno di scorta per il rientro verso la terraferma e l’aeroporto di Edimburgo, consiglio che era valido anche prima della pandemia, ma che oggi deve diventare una pratica obbligatoria.
  • Easyjet ko. Ce ne hanno combinate di tutti i colori. Dai 2 voli giornalieri da Milano a Edimburgo, durante l’alta stagione (Pasqua-ottobre), sono improvvisamente scesi a quattro voli alla settimana, cancellando tutte le prenotazioni attive, pagate mesi prima. Con situazioni al limite del ridicolo, come cancellare un volo alle 11 di mattina, metterne uno alternativo alle 16 dello stesso giorno, facendolo pagare 5 volte di più. Direte, ma sono voli low cost, a parte il fatto che per la Scozia abbiamo sempre speso 250€ A/R, quelli di Easyjet e di Ryanair sono gli unici voli diretti dall’Italia alla Scozia.
  • La Brexit, con l’introduzione del limite doganale di un litro di superalcolici a persona, ha ridotto drasticamente il divertimento nel parco giochi Scozia.

 

Avanti così

Cosa mi ha sorpreso, invece, in positivo? Poche cose.

 

 

  • Sul gradino più alto non può che esserci Scapa, il brutto anatroccolo delle Orcadi si è finalmente trasformato in un cigno luminosissimo. E, credo, che siamo solo all’inizio, il potenziale della distilleria è oggi libero di esprimersi. Quante sono le distillerie che possono seguire lo stesso esempio?
  • I Four Corners di Johnnie Walker, che sulla carta si presentano come punti autocelebrativi, con una impostazione fin troppo “americana”, sono in realtà in grado di coinvolgere sempre più “bevitori occasionali” di whisky nel forte legame che ogni dram ha, single o blended che sia, con il territorio e con la tradizione. Comunicazione efficace, l’intero settore ne esce rinforzato. Complimenti!
  • Il costo delle auto a noleggio, dopo un 2022 assurdo (per il Van 9 posti per il Feis, 12 giorni, ci hanno chiesto £16.000, ridicolo, te lo compri con quei soldi), sembrano essere tornati alla normalità.
 

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