La nostra settimana super soleggiata sulle Orcadi si è conclusa con la visita alla distilleria Scapa. Per la terza volta ho potuto godere dell’accoglienza del nuovo Visitor Centre e della meravigliosa sala di degustazione con vista sullo Scapa Flow.

La degustazione nel The Noust
Questa volta gli assaggi sono stati tutti incredibilmente raffinati, siamo partiti da un 20 anni per concludere con una rara edizione di 30 anni. Purtroppo per Highland Park non possiamo non evidenziare come, per la stessa quantità di soldi, qui si sia bevuto infinitamente meglio, sia per importanza dei dram che per la loro qualità percepita.


Scapa 20 anni, cask sample, 53.7%
Botte ex Bourbon
Distillato il 04.01.2006 e prelevato dalla botte da Giovanni il 26.06.2026
Di Scapa apprezziamo l’intensità e la raffinatezza degli esteri fruttati, frutto della lunghissima fermentazione (sino a 160 ore). Questa botte del 2006 ha alzato di molto l’asticella, offrendoci un dram con tanta banana matura, marmellata di mandarino e solo un filo di noce moscata. Quella crème brûlée poi…
Insuperabile, decisamente il mio assaggio preferito.

Scapa 21 anni, Core Range, Rilascio 2024, 52.9%
Botti First-Fill American oak
Il primo rilascio del 21 anni di Scapa, proposto in piccoli batch annuali (a questo 2024 imbottigliato il 27.08.2024, è seguito il secondo imbottigliato il 07.08.2025). È parte della fascia alta del core range, ed è caratterizzato – purtroppo – dall’uso di caramello.
Molto balsamico, mentolato, forse un poco carente di complessità, ma più per la eccellenza degli altri assaggi (tutti single cask) che non per sue carenze.

Scapa 22 anni, The Distillery Reserve Collection, 49.4%
Botte First Fill American Oak #192, 252 bottiglie
Distillato il 06.03.2000, imbottigliato il 29.03.2022
Uno Scapa “strano”, distillato nel 2000, quando la distilleria – virtualmente chiusa (Scapa ha riaperto nel 2004 sotto la gestione di Allied Domecq, subito acquisita da Pernod Ricard), veniva in realtà fatta lavorare per poche settimane l’anno dallo staff di Highland Park, allo scopo di mantere attivi e funzionanti gli impianti.
Un dram più scuro, senza la frutta intensa, piacevolissimo e con un buon carico di pasticceria, con intense note di cioccolato al latte. Finale tostato, con vaghe note acide di caffè artigianale.
Una eccellente bevuta che ci ha offerto una diversa chiave di lettura delle potenzialità della distilleria.

Scapa 24 anni, Vintage Edition 2000, 52.9%
Botte American Oak, 180 bottiglie
Distillato il 02.05.2000 e imbottigliato il 23.07.2024
Sempre un 2000, sempre una botte americana, stessa gestione, ma 2 anni in più di maturazione. Avrebbe potuto essere il fratello maggiore del precedente assaggio, e invece ritorna a proporre il trionfo di frutta che tanto ci piace, con un netto dominio di pesca sciroppata. Una colorata alternanza di note erbacee e di mandorla tostata, da torrone.
Molto pieno al palato, con un finale in crescendo e una nota leggermente amarognola che gli conferisce una durata molto lunga.

Scapa 30 anni, Vintage Edition 1993, 52.7%
Botte 2nd Fill ex Bourbon, 186 bottiglie
Distillato il 18.03.1993 e imbottigliato nel Giugno 2023
Proveniente da una delle botti più vecchie presenti presso i magazzini della distilleria fronte Scapa Flow, questo dram del 1993 ha consegnato ai nostri nasi un trionfo di complessità e eleganza, con l’alcol perfettamente integrato e la sostanziale assenza di tannini. Una nota di muschio lascia spazio al palato ad una autentica esplosione di emozioni, speziate, anche leggermente piccante (zenzero candito). Tutto questo a contorno di un delicato profilo vanigliato e fruttato.
Un autentico miracolo, offerto ad un prezzo troppo importante, ma che noi abbiamo potuto serenamente sorseggiare. Un concertato, un finale d’opera lirica, chi era presente, sa…

Una visita che ha confermato il trend molto positivo di Scapa, che stravince sulle Orcadi per qualità sia dell’offerta che dell’accoglienza.
Visto lo stradominio della maturazione ex Bourbon, l’unica in grado di accendere le potenzialità di Scapa, la degustazione si è conclusa con un fuoriprogramma, un assaggio da una botte ex Sherry. Ma – sempre parlando di musica – questo è tutto un altro genere…
Bravi!


