Dal tempo in cui all’inizio del vialetto che porta alla distilleria Scapa si ergeva il cartello “Sorry No Visitors” ad oggi, sembra passata una eternità.
E invece sono solo 8 anni, di cui 2 di lockdown.
Il 27 aprile 2015, il distillery manager Brian MacAulay – armato di seghetto – ha rimosso l’intimidatorio cartello, e la distilleria ha potuto aprire le proprie porte al pubblico, per la prima volta in 130 anni di storia (Est.D 1885).
Fantastico poter camminare sui prati che si affacciano sulla Scapa Flow, ammirare i due bizzarri pot still in funzione e annusare il dolce aroma delle warehouse.
Anche se, al dire il vero, il Visitor Centre era proprio bruttino. Pochissimi metri quadri, una vetrinetta con una manciata di bottiglie storiche e lo shop, dominato dagli imbottigliamenti NAS che hanno caratterizzato – in negativo – la storia recente della distilleria.
In assenza di rilasci della serie Cask Strength Edition di Chivas, o delle più recenti Distillery Reserve Collection, preziosi imbottigliamenti da 50cl disponibili sporadicamente solo presso le distillerie del gruppo, l’esperienza risultava proprio deludente.
In un territorio con una notevole vocazione turistica, oggi preso d’assalto dalle navi da crociera, serviva un cambio di passo.
Eccoci. Poche settimane fa – ad inizio aprile – è stato inaugurato lo Scapa Noust.
Lo Scapa Noust
La particolare posizione in cima alla scogliera, che domina il porto naturale di Scapa Flow, e il drammatico paesaggio delle Orcadi, rendono lo Scapa Noust un luogo davvero speciale dove degustare whisky, caldo e invitante.
Con cosi tanti punti di richiami alla tradizione marinara delle isole, il nome richiama i tanti ripari per le barche offerti dall’isola: “Noust” è il termine orcadiano per indicare un rifugio sicuro per le imbarcazioni.
Dopo il tour della distilleria e del magazzino, non ci si ferma più nel vecchio piccolo spazio per una improvvisata degustazione, ma è oggi possibile godere i single malt di Scapa attorno a un lungo tavolo, intagliato a mano e caratterizzato da increspature ispirate alle onde del mare, seduti sotto un soffitto di grande effetto, realizzato nello stile degli interni di un peschereccio tradizionale.
Non solo.
Attraverso la parete di vetro, i visitatori possono ammirare la migliore vista sulla Scapa Flow. I tanti richiami di design nautico presenti all’interno dall’ampia sala, tutti storici e originali, sono stati recuperati sulle isole.
Progettata dall’architetto locale orcadiano Mark Fresson, la sala di degustazione rende omaggio alle tradizioni e all’artigianato delle isole Orcadi. La pietra di Cassie, proveniente da tutta l’isola, è stata utilizzara per rivestire l’esterno, secondo una tecnica millenaria ispirata al vicino sito di Skara Brae, l’insediamento neolitico meglio conservato dell’Europa occidentale.
Lo Scapa Noust racchiude in sé l’essenza stessa delle Orcadi, il contrasto tra la natura selvaggia e la quiete: è circondato dal bordo della scogliera, lambita dal tempestoso mare, ma offre all’interno un’oasi di tranquillità, un omaggio al calore accogliente della comunità orcadiana.
La distanza tra l’accoglienza di Scapa e quella della vicina Highland Park, che offre infiniti tour per tutte le tasche, è oggi decisamente più corta. E, mentre Highland Park ci ha deluso con un tour e degustazione da £75 dove è stato possibile assaggiare solo il core range (10, 12, 15, 18 – prima della pandemia con qualche soldo in più si potevano avere anche il 25, 30, 40, 46), Scapa con £100 ci ha fatto assaggiare cose sublimi e di difficile reperibilità. Per la felicità di Pedro.
Il merito di questo salto di qualità è parzialmente italiano. La nuova responsabile del Visitor Centre, Maria, è di Varese e – dopo una esperienza a Londra da Beefeater gin, ha accettato la sfida di trasferirsi sulle Orcadi. Complimenti e grazie per la generosa accoglienza.
Quella cosa che oggi non si possono più fare foto nella parte produttiva della distilleria non so da dove arrivi. Ho centinaia di immagini dalle mie precedenti visite, è una delle distillerie più belle e particolari di Scozia, dai forza…
La degustazione
La visita è iniziata nel magazzino, dove ci è stata raccontata la storia della distilleria e ci è stato offerto un dram prelevato direttamente dalla botte (una first fill ex bourbon), distillato nel gennaio 2006 e quindi con oltre 17 anni di età. Una esplosione di frutta matura, arancio, albicocca, marmellata di arancia, accompagnata da spezie (noce moscata, un filo di zenzero) e da una piacevole nota di cioccolato bianco. Bello pieno in bocca, 56.84% abv per nulla eterei, una oleosità setosa che personalmente associo ai whisky di qualità superiore, un finale molto lungo. Nonostante il carattere muscoloso, la bevuta mantiene eleganza e armonia. Davvero un bel inizio.
Siamo poi passati alla visita della distilleria, dove qualcosa è cambiato. La fermentazione, che rimane attestata sulle 160 ore (una settimana meno 8 ore, come ci è stato evidenziato, una quantità di tempo esagerata), è oggi effettuata in 4 tini di legno, 4 di acciaio e in 4 nuovi (aggiunti a fine 2019) sempre di acciaio ma di dimensione doppia.
Siamo poi passati alla degustazione di 5 dram nello Scapa Noust, visto dal vivo è ancora più bello ed emozionante rispetto alle foto promozionali. Maniacale la cura dei dettagli, compresa la valigetta che conteneva i 5 assaggi.
Al primo assaggio di new make sono seguente altre due maturazioni classiche in bourbon, uno sherry finish e uno sherry full maturation.

Scapa 25 anni, second fill american barrel, 53.7% abv
Un single cask, distillato il 25 novembre 1993 e imbottigliato a gradazione piena senza filtraggio a freddo il 29 maggio 2019.
L’anima di Scapa è di uso esclusivo di botti ex-bourbon first o second fill. Il poter assaggiare un first fill e second fill separatamente (ne abbiamo assaggiati una buona dozzina durante la nostra permanenza sulle Orcadi) consente di destrutturare il suo single malt nella componente iper fruttata dell’assaggio in botte e in quella decisamente più austera ed elegante del second fill.
Al naso una componente dolce e ricca, albicocca matura, pesca, miele di acacia, leggera spezia (pepe bianco), un filo di legno dolce.
Al palato molta più frutta, zenzero e una piccola traccia di rovere.
Finale lungo.
Il mio preferito tra questi 4 assaggi.
Scapa 28 anni, second fill american barrel, 57.6% abv
Un malto distillato lo stesso esatto giorno del presente assaggio, maturato nella stessa tipologia di bottte, lasciato tre anni in più. Un dram completamente diverso.
Al naso pera, mela, fiori d’arancio, meringa al limone, frutta secca e un cenno di legno dolce.
Al palato tanta dolcezza, frutta tropicale, ancora albicocca e marmellata di arancia, zucchero a velo, zenzero e cioccolato bianco.
Continua evoluzione al naso, con un profilo sempre più complesso e armonico.
Finale lungo.
Scapa 19 anni, PX sherry finish, 51.3% abv
Distillato il 17 giugno 2003, ha fatto 18 anni in ex Bourbon e 1 anno in Pedro Ximénez hogshead. Imbottigliato in 432 esemplari, il 5 dicembre 2022.
Sherry natalizio, evidentissimo, che ad avere un malto normale sotto nessuno sarebbe autorizzato a lamentarsi. Ma quando hai fatto 160 ore di fermentazione per sviluppare una quantità esagerata di esteri fruttati e di dolcezza, perché asfaltare tutto?
Accettiamolo. Al naso cannella, cioccolato fondente, crostata di ciliegia, arancio candito.
In bocca un po’ di problemi. Alla marmellata di prugna si accompagna una sensazione scomposta di spezie e di tostature.
Finale ricco ma medio corto, sintomo di una ricetta un po’ forzata.
Avete già capito, il dram meno riuscito per il sottoscritto, quello più intrigante per chi Scapa lo conosce poco.
Scapa 12 anni, first fill sherry butt, 60.2%
Una piena maturazione in Oloroso di primo riempimento, che segna il profilo senza entrare a gamba tesa. Distillato il 21 marzo 2008, è stato imbottigliato il 20 giugno 2020 alla gradazione del 60% abv, sorprendentemente non fastidiosa.
Al naso tortino di cioccolato con frutta secca, noce e nocciola, agrumi canditi e caramello.
Più interessante al palato, con una intensa piacevole speziatura di zenzero e cannella, un po’ di caffè e di liquirizia.
Finale medio, lascia un piacevole ricordo.
Lo shop
Cosa dire? Eravamo abituati a non spendere un soldo da Scapa. Finita la pacchia!!!
Buona visione … Pedro lì ha assaggiati tutti.













