Bíonn blas ar an mbeagán.
(Bee-on bloss err on myah-gon)
Anche se è una piccola quantità, è gustosa / Le piccole cose tendono ad essere gustoseIl brindisi perfetto per il giorno di San Patrizio, e per ogni occasione in cui si sorseggi un dram di whiskey.
Patrizio, nacque con il nome di Maewyin Succat nella Britannia romana nel 389, per morire a Saul, nella contea di Down, il 17 marzo 461. È stato un importante vescovo e missionario. Papa Celestino I gli affidò il compito di evangelizzare le terre irlandesi, una incombenza che svolse con grande impegno.
È patrono dell’Irlanda, e viene festeggiato da tutta la comunità irlandese del mondo il 17 marzo, data della sua morte.
San Patrizio è spesso considerato il padre fondatore del whiskey. Molti secoli prima della diffusione della distillazione nel mondo celtico, pare che Patrizio – che aveva conosciuto l’alambicco durante un suo viaggio in Egitto – usasse la uisce beatha per convertire il popolo irlandese al cristianesimo. Offriva loro un bicchierino di acquavite (o di qualcosa di simile) e approfittava della loro attenzione per insegnare la fede. E un dram se lo faceva pure lui, per rendere il linguaggio più fluido e il suo indottrinamento più efficace.
Verità o leggenda?
Una delle (tante) leggende su San Patrizio
La leggenda narra che Patrizio, durante una delle sue missioni, si sia fermato in una locanda per bere qualcosa, ma che sia stato trattato male. Dopo avere ordinato un shot della “roba forte”, gli venne servita una dose troppo piccola e assai deludente.
Cosa deve fare un missionario sulla via della santità in una situazione simile? Patrizio si assunse la responsabilità di assicurarsi che nessuno venisse mai più imbrogliato dopo avere ordinato un dram di whiskey in quella locanda.
Informò l’oste che nella sua cantina c’era un diavolo che si nutriva della sua disonestà e che l’unico modo per liberarsene era di smettere di imbrogliare i suoi clienti. L’oste prese a cuore le parole di Patrizio e da quel momento lasciò fluire in abbondanza gli spiriti.
La volta successiva che Patrizio visitò la locanda, trovò l’oste che riempiva ogni bicchiere sino all’orlo. Scacciò il diavolo della cantina e proclamò che tutti avrebbero dovuto bere whiskey nel giorno della sua festa. È la famosa St.Patrick’s Pot, che da allora simboleggia una porzione corretta e generosa di whiskey.
Fatti che, ovviamente, non hanno un effettivo riscontro storico. Il primo riferimento al whiskey in Irlanda, o almeno ad un suo predecessore, risale al 1170, sette secoli dopo la morte di Patrizio. Poco dopo la sua invasione dell’Irlanda, Enrico II d’Inghilterra notò che gli irlandesi avevano l’abitudine di produrre e bere aqua vitae. In gaelico era chiamata uisce beatha, un termine che fu poi corrotto dagli inglesi in whisky.
Il riferimento di Enrico II all’aqua vitae è il primo documento scritto che faccia riferimento alla produzione e al consumo di distillati in Irlanda, e precede di diversi secoli la loro introduzione in Scozia.
Quindi, verità o leggenda? L’unica cosa certa è che, da quando è stata raccontata questa leggenda su San Patrizio, è diventata tradizione brindare al santo nel giorno della sua festa con un dram di whiskey. Anche se, come tutti sappiamo, poi va a finire che se ne beva un po’ più di uno!
Quando San Patrizio scacciò il diavolo dalla locanda, mise un trifoglio (shamrock) nel suo bicchiere prima di alzarlo. Forse all’epoca era consuetudine aggiungere la foglia verde portafortuna a un bicchierino di whiskey, ma oggi questo avviene di solito solo il 17 marzo. Mettere un trifoglio nell’ultimo dram della serata, la sera di San Patrizio, è noto come “l’annegamento del trifoglio“. Per completare il rituale, bisogna gettare il trifoglio sopra la spalla sinistra dopo aver bevuto l’ultima goccia del liquore dorato.
Buon St.Patrick’s Day!




