Rozelieures Tourbé #WeeklyDram

Rozelieures Tourbé #WeeklyDram

Weekly Dram 24.03

Quando si deve parlare di whisky a un pubblico di appassionati, uscendo dalla comfort zone del trittico Scozia/Irlanda/Giappone, il modo più facile per destare il loro interesse è giocarsi la carta della torba: almeno in Italia, puoi stare sicuro che gli aromi fumosi e peculiari di questo profilo colgano il loro interesse.

Se poi il whisky proviene dalla Francia, paese verso cui molti dei nostri connazionali prova un innato senso di antipatia, la scelta è quasi obbligata!

Ed eccomi quindi a parlarvi della famiglia Grallet-Dupic, che nasce come agricoltori sul finire dell’800 e diventano in breve distillatori di acquavite e brandy prima e whisky poi. È nel 2002 che nasce l’etichetta Rozelieures, e lo fa seguendo i principi del terroir portati all’estremo, anche più dell’irlandese Waterford (di cui vi ho già parlato in questa rubrica): non solo l’utilizzo di orzo locale, in alcune edizioni persino mono-produttore, ma con l’intera produzione seguita in loco fino all’imbottigliamento, usando per le botti vergini il legno proveniente dalle loro proprietà.

 

 

Una vera eccellenza per la Lorena, zona in cui risiede la distilleria, e per la Francia tutta, che rende la distilleria Grallet-Dupic un esempio forse unico al mondo.

Ma veniamo a questo torbato, che pur con i suoi 35ppm si allontana del tutto da quanto siamo abituati a sentire negli scotch: l’origine della torba non è dichiarata, ma il suo profilo aromatico… be’, bisogna assaggiarlo per capirlo!

 


ROZELIEURES TOURBÉ
Single Malt French Whisky
46% abv, ex bourbon e vergini

Prezzo attorno ai 60 euro

 

All’olfatto è subito chiaro come ci si trovi davanti a qualcosa di diverso dai torbati scozzesi, dove il fumo è una firma leggera e tostata sospesa tra il legno e la frutta secca (nocciole, pinoli, noci pecan), che accarezza tonalità morbide di malto, pera william, crema catalana, wafer, noce moscata e qualche goccia di limone. In profondità compare una vena vegetale e fresca. Piacevolmente leggero.

 

 

Leggerezza che non fa rima con vacuità anche al palato, dove un imbocco frizzantino di pepe nero accompagna un fumo più deciso e pieno, proteso più verso il legno bruciato che la frutta secca tostata, che abbraccia tonalità agrodolci di pera, marzapane, malto, pompelmo e un tocco di erbe aromatiche (rosmarino e aneto). Presenta una bella consistenza, oleosa e spessa, portando in lunghezza verso impressioni agrumate e vegetali con tocchi speziati in cui la torba resta compagna docile ma presente.

Finale abbastanza lungo dalle note vegetali virate verso l’amarotico e secco, con cenere, frutta secca, pera.

 

Giovane ma non immaturo, che ben rappresenta l’idea di torbato della distilleria, distante (ma non troppo) da quella scozzese con una bevuta gradevole senza voli pindarici, offrendo consistenza ed equilibrio che altri malti giovani a questa gradazione non riescono a dare. Qualche anno in più potrebbe dare ben altra complessità.

 

Link a tutti gli assaggi di Rozelieures: https://whiskyart.blog/it/category/francia/rozelieures/

 

Maggiori informazioni sulla distilleria Rozelieures.

In collaborazione con

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment