Buon Natale!
È tempo di piccole e grandi coccole, non chiamiamole sempre vizi.
Nei 10 anni di collaborazione con Matteo Medici e lo 035 Cigar Club, abbiamo più volte abbinato i distillati alla fumata di un sigaro, di media o elevata complessità.
Più o meno siamo arrivati alla conclusione di dividere la fumata in tre terzi, con il sigaro che cresce di potenza, calore e speziatura man mano che si consuma. Al primo tercio abbiamo abbinato uno Scotch affinato in ex Bourbon, al secondo un single malt in ex Sherry e al terzo un torbato.
La conclusione era più o meno sempre la stessa: per quanto ci si sforzasse a cercare il pairing migliore, durante il primo tercio il whisky sovrastata il sigaro, con lo sherry si andava a nozze, mentre il torbato faceva quasi sempre a cazzotti.
In ogni caso se ne usciva con una esperienza interessante, didattica, ma che vedeva nella somma dei tannini dei due protagonisti un nemico talvolta un poco scorbutico. Le cose si complicavano ulteriormente se si introducevano degli imbottigliamenti cask strength.
Ora, ammesso che se un fumatore di sigari ritiene che il Lagavulin 16 sia un abbinamento da favola, non sarò io a dire che sta sbagliando, vediamo se è possibile migliorare l’esperienza.
Il Sigaro cubano
Chiaramente la coltivazione del tabacco, unita a quella della canna da zucchero e del cacao, sono parte fondamentale dell’economia caraibica, e Cuba non fa eccezione. Anzi qui si respira più autenticità, visto che durante i prolungati decenni di isolamento di Cuba del XX secolo, il resto del mondo prendeva la strada della selezione dei cloni, andando ad insegnare a Madre Natura che “si poteva fare meglio”.
Dopo un paio di porte chiuse, alla fine sono riuscito a visitare due Cigar Factory a L’Avana. Molto interessante l’esperienza da Upmann, che produce tutti i brand più famosi, da Romeo Y Julieta a Partagás.
Nessuna possibilità di fare foto, divieto che credo di avere rispettato solo io, mi sono dovuto accontentare degli infiniti aromi e di quella sensazione di trovarmi immerso in un gigantesco formicaio, pieno di persone che si muovevano ad un ritmo frenetico. Un formicaio molto rumoroso, fatto di esperienze che si tramandano di generazione in generazione, con tante affinità con il mondo del single malt, su tutto la manualità e la pazienza.
Per i dettagli “tecnici” rimando alla lezione che Matteo aveva regalato ai soci Whisky Club Italia durante la pandemia, la trovate a fine articolo. Abbiamo tutti un po’ più di tempo durante le feste, impieghiamolo per capire come e cosa stiamo fumando.
Sigaro e Ron Cubano
La prospettiva di abbinare un sigaro con un rum proveniente dalla stessa terra rende molto avvincente l’esperienza di pairing tra sigaro e ron cubano.
Ma non è solo condivisione territoriale e culturale. C’è, organoletticamente parlando, una marcia in più. Il segreto l’ho svelato quando ho parlato di maturazione del Ron de Cuba.
Quel complesso utilizzo di legni sempre più scarichi, unito all’arte dei Maestros Roneros, elimina quasi completamente le note tanniche dai Ron Añejo (i migliori nella gamma cubana quando si parla di abbinamento con il sigaro), rendendoli morbidi e leggeri. La gradazione alcolica massima del 41% abv, e quella sensazione di dolcezza, rendono molto naturale l’abbinamento con il sigaro.
C’è zucchero nei rum cubani? Per disciplinare non può essere aggiunto nulla che alteri l’aroma, e lo zucchero raffinato è sempre stato considerato una spezia preziosa, ma teniamoci il dubbio. Diciamo che qui a Cuba sono disposto a metterci una mano sul fuoco, in alcune espressioni ho percepito un addolcimento importante.
L’Unione Europea ha limitato per i rum la quantità massima di zucchero a 20 grammi / litro. Se per gli agricole francesi sappiamo per certo che venga aggiunto “qualcosa” a fine maturazione, e che in quelli giamaicani ci finisca dentro tutto durante la produzione, accettiamo che i rum Spagnoli possano essere un poco abboccati. Diciamo che qui la volontà contemporanea di trasparenza dei cubani ha un importante stop.
Non voglio con questo articolo sostenere che il Ron regga la testa allo Scotch, o che il Ron sia un distillato 100% naturale, voglio solo concentrarmi sulla esperienza di abbinamento. E il risultato del pairing 100% cubano convince anche con sigari intensi, e invita a continue sperimentazioni. Sperimentazioni che vi lascio fare con tutta tranquillità, io riposo, in sei giorni ho avuto tutto il fumo che il mio corpo può assimilare in un anno intero.
Il pairing, cosa ho imparato
Viaggio per conoscere e ascoltare, soprattutto quando il mio interlocutore è un rispettato maestro.
Ho seguito alcuni consigli e li ho sperimentati, sino ad arrivare a fumare un Partagás, che – data la sua intensità – non è nelle mie corde, Matteo questo lo sa bene 😞.
Ecco il protocollo che ho seguito, customizzandolo per il mio palato. Partiamo sempre dai tre terci e da una copita, un trago, in cui versiamo subito 4 o 5 cl di Ron.
Accendiamo il sigaro. Durante il primo tercio si fuma e basta. È la parte più leggera della fumata, la combustione è ancora incerta e il sigaro può non comunicare tutta la sua eleganza. Intanto il distillato si apre lentamente.
Con il secondo tercio entrano in gioco il rum e l’acqua. Il rum deve essere servito ad una temperatura bassa, da frigorifero, una freschezza che contrasterà il calore della fumata. L’acqua, meglio se leggermente frizzante, serve all’inizio. Dopo i primi 20 minuti di fumata abbiamo preparato il sigaro a dare il meglio di sé, il nostro palato inizia ad essere un poco stanco ed è un peccato non potere godere al meglio di queste gioie. Una bella boccata di acqua fresca, anche con del ghiaccio di qualità, può sicuramente aiutare. Mi è stato riferito anche il possibile uso di cioccolato fondente o caffè, ma qui faccio volentieri un passo indietro.
Alterniamo quindi dei puff di sigaro con dei piccoli sorsi di Ron Añejo, le note calde e speziate del rum garantiranno uno sposalizio perfetto. Teniamo un ultimo goccio di Ron per il gran finale.
Proseguiamo quindi con il terzo tercio, dove – nuovamente – ci concentriamo sul sigaro, che crescerà in modo vertiginoso di intensità.
Quando siamo alla fine, che si sia deciso di arrivare sino all’anilla del sigaro o che si sia deciso di fermarsi un poco prima per sopraggiunti limiti sensoriali, lasciamo al calore del sigaro un minuto di tempo per acquietarsi e puntiamo all’ultimo sorso del Ron, che nel frattempo avrà raggiunto la temperatura ambiente e sarà ancora più tondo e morbido.
Infine, quella cosa di tenere in bocca un puff di sigaro e di soffiarlo nel bicchiere per effettuare una sorta di blending “pre-assaggio”, mi spiace ma la considero poco rispettosa per le qualità del distillato, che devo sempre poter assaggiare così come mamma lo ha fatto. Parere personale.
Magari non ho inventato nulla, magari ho scritto solo “castronerie”, per certo i sommelier del sigaro si staranno mettendo le mani tra i capelli. Resta che facendo così, io ho goduto parecchio. Funziona anche per altri rum? Basta provare.
Riportate qui nel blog i vostri commenti, e non sui social please, così che le diverse esperienze possano essere di aiuto per tutti. Questo mio contributo vuole essere uno stimolo alla discussione e non una lectio magistralis!
Havana Club Cohiba Atmosphere Unión
Abbiamo ben presenti i Cigar Malt, whisky pensati per l’abbinamento con il sigaro. Poteva Havana Club non soddisfare l’appassionato di fumo lento?
Havana Club Cohiba Atmosphere Unión è il primo rum cubano creato appositamente per essere abbinato al gusto delizioso di un ottimo e corposo sigaro cubano. La scelta è andata verso un cobranding con Cohiba, la “Ferrari” del sigaro cubano.
Un prodotto di lusso dal costo di svariate centinaia di euro, di non facile reperibilità fuori Cuba. Un profilo “meno Ligiero” rispetto allo standard della distilleria, caratterizzato da un corpo più masticabile, con note di legno affumicato e una componente agrumata e cioccolatosa ben marcata. E tutto questo senza alzare il volume del tannino.
Finale medio-lungo, pecca un po’ di complessità, come assaggio in purezza ho sicuramente preferito il 15 anni. Ma le note tostate del Cohiba lo rendono il compagno ideale di ogni prestigiosa fumata cubana. Così dice, perlomeno, il portafoglio.
L’ABC del sigaro
Regalino di Natale, un webinar a cura di Matteo Medici, 035 Cigar Club.







