La mia Belfast Whiskey Week è partita alla grande. L’esperienza di un festival non può passare solo attraverso un centinaio di dram bevuti in un pomeriggio. La differenza la fa, come sempre, la convivialità. E cosa di più conviviale di una whisky dinner? Nulla.
Quando Brendan Carty (Killowen) mi ha presentato nel 2023 l’appena inaugurato Roam, ha usato poche parole: “È il ristorante emergente più Slow Food di Belfast, probabilmente di tutta l’Irlanda.”
E aveva ragione. Grande cucina, grande cura per la ricerca locale delle materie prime.
Potevo non tornarci?
Roam Whisky dinner
Con Echlinville distillery
29 luglio 2026
Una affollata e curiosa platea si è presentata al ristorante Roam, nella zona pedonale del centro di Belfast, con una sana curiosità di vivere una esperienza culinaria. Nessuno si aspettava folkloristici fuochi d’artificio, tutti desideravano trascorrere una bella serata in compagnia di amici, di ottimo cibo e di una qualche “contaminazione alcolica”.
Contaminazione che ha preso la forma di 4 drink a base Irish Whisky e di un eccellente dram.
Partner in crime la distilleria Echlinville, con sede a Kircubbin, in Irlanda del Nord.
Dopo un paio di mise en bouche, che sono servite più per tarare il palato sulla qualità della serata che non per pulirlo, siamo partiti immediatamente con il botto.
Che un Irish Coffee dovesse essere presente lo sapevamo tutti, ma che fosse presentato come primo drink, in abbinamento con lo starter, nessuno lo poteva ipotizzare. Figuriamoci un povero italiano che se Irish Coffee ha visto, lo ha bevuto come after dinner in versione super strong, un concentrato di alcol, grasso e zucchero da non riferire MAI al proprio medico.
Cheese tartlet
Raw beef, smoked almond IPA bread, marmite butter
Belfast coffee, Bán Poitin, Carrick cold brew coffee, cream, nutmeg, demerara
E invece eccoci lì a condividere un complesso soda bread spalmato di marmite butter (se non lo conoscete ve lo lascio scoprire in autonomia) con un generoso assaggio di Belfast Coffee elaborato con un very Irish Poitín.
Il pairing più assurdo ha dato vita una armonia ineguagliabile. Il barteder ha saputo trasformare il drink in una bevanda tonica, con tutti gli ingredienti perfettamente bilanciati e riuscendo a rendere protagonista il benedetto Poitín.
In antico irlandese, Bán significa “bianco”. Questo Poitín (44.5% Vol.) è prodotto presso la distilleria Echlinville con una miscela di distillati di orzo crudo e maltato raccolto nei pressi della distilleria, un mix di patate Comber ed altri cereali irlandesi.
Versare 30 ml di Bán, 60 ml di caffè Cold Brew e 15 ml di zucchero Demerara sul ghiaccio e mescolare.
Filtrare in un bicchiere da Irish Coffee.
Stendere a strati la panna e grattugiare la noce moscata fresca.
Sea Trout, onion dashi
Peated Boulevardier Dunvilles three crowns peated sweet vermouth, Campari, dill
Un drink importante il Boulevardier torbato, che avrebbe facilmente potuto sovrastare la carne delicata della trota di mare (semplicemente passata in padella, senza affumicatura). L’equilibrio si è ottenuto grazie all’interno brodo dashi, con il suo carattere giapponese da umami, e soprattutto con quella microporzione di gambo bruciacchiato di cipollotto.
Il whiskey utilizzato è Three Crowns Peated di Duneville’s è un Blended dolce, fruttata e leggermente torbato, imbottigliato al 43.5% Vol. Effettua un finish in botti torbate per assorbire delicatamente l’aroma di fumo.
Originariamente un marchio storico di Belfast risalente al 1808, Dunville’s è stato riportato in vita dalla distilleria Echlinville.
Fillet, girolles
Dunvilles 12YO PX
La maniacale preparazione di questo manzo, arricchito dai finferli e da uno strepitoso purè di cipolla, chiamava ad alta voce un whisky affinato in Sherry.
Con una complessità di aromi raramente riscontrabile nei delicati whiskey single malt irlandesi, lo storico Dunville PX 12 anni (Single Malt, 46% Vol) è stato riportato in vita per riposizionare il Whiskey di Belfast al top dell’offerta mondiale. Una eccellente bevuta, con la nota di arancia candita ad accompagnare la frutta secca, l’uvetta, i fichi e il cacao.
Strawberry, champagne
Old comber, strawberry, coconut water
Una sola “cosa” è, sul pianeta terra, più divisiva della torba pungente di Islay: il cocco!
Anche il famoso marchio di Irish Whiskey Old Comber è stato riportato in vita da Echlinville dopo quasi 70 anni di assenza. Venne fondato nel 1825 e prodotto nelle distillerie Comber, situate a soli dieci miglia da dove ora sorge la distilleria Echlinville. La distilleria Comber cessò l’attività nel 1953 e Old Comber si unì alla lista dei whiskey irlandesi perduti.
Ne è uscito un drink molto dolce, che sì cercava di bilanciare l’acidità della spuma di Champagne, ma che non ha convinto sino in fondo.
Peach, white chocolate
Bán Poitín, cream soda, peach bitters
Il mondo al contrario. Se siamo partiti con un Irish Coffee, potevamo non chiudere l’esperienza con un whiskey and soda, con un Highball? Certo che sì, e lo sbalorditivo risultato ci ha pulito il palato e lo ha preparato per affrontare la vivace nightlife di Belfast. Ma questa è un’altra storia…
Complimenti a tutti. Una sorprendente serata che ho chiesto essere ripetuta ad aprile durante il nostro Viaggio in Irlanda. Saremo accontentati?
















