Poche le certezze nella vita.
Con 60.000 iscritti, la Maratona di Parigi ha superato, di poco, il numero di visitatori del Rhum Fest Paris 😊. Con 42.195 metri da percorrere, la Maratona di Parigi ha superato, di poco, il numero di imbottigliamenti presenti al Rhum Fest Paris. Al Rhum Fest c’era un tizio che ha indossato per due giorni interi un costume a forma di ananas, un altro tizio si è fatto tutta la corsa per le vie di Parigi all’interno di un Godzilla alto tre metri. 40.000 i finisher della Maratona di Parigi, due terzi degli iscritti … di un terzo di quelli che hanno varcato il cancello del Rhum Fest si è persa ogni traccia.
Non conosco quale possa essere il progetto divino che ogni anno mette la Maratona cittadina nello stesso weekend del Rhum Fest. Da un punto di vista puramente etico, non puoi bere per un giornata intera, e la mattina successiva alzarti alle 6 per un’oretta di stretching di riscaldamento prima della corsa, saresti poco credibile. Una situazione che, irrimediabilmente, ti costringe a fare delle scelte.
E io ho scelto. Polo del club indossata, con vistosa isola di Islay sulla schiena, glencairn al posto della borraccia. Pronti, partenza, via!
Rhum Fest Paris 2023
1-2-3 Aprile 2023
www.rhumfestparis.com
Lo scorso weekend si è svolto a Parigi il Rhum Fest. Location sempre nel Parc Floral de Paris, affluenza record, tutto soldout, e ottima partecipazione di distillerie e selezionatori.
Non mi sono sorpreso quando, arrivato una mezzora prima dell’apertura dei cancelli, ho trovato 300 persone già in coda.
Mi sono sorpreso quando, rivedendo le foto degli assaggi che ho fatto, ho realizzato di aver esplorato tutti e 5 i continenti e almeno una trentina di differenti territori.
Alcune cose mi sono piaciute (i bianchi, i bianchi, i bianchi!), altre troppo legnose, con passaggi in botti che ti chiedi “ma perché!”, poco espressive sugli aromi primari, tentativi malriusciti di imitazione di distillati con lunga tradizione di invecchiamento.
Parlo di un assaggio che mi ha colpito, quello di Mana’O (Tahiti), e condivido alcune foto di persone e assaggi che mi porteranno a ripetere la stessa saggia scelta anche nel 2024.
Ringrazio il patron del festival, Cyrille Hugon, insieme a Marco Graziano, per la cortese ospitalità e le tante dritte. Organizzazione impeccabile, tremenda la curiosità dei francesi, che hanno affollato ogni banco, dagli agricole agli spiced, passando per gli arrangé.
Mana’O, Tahiti
La nascita del primo rum a puro succo di canna dalla Polinesia, il luogo dove ha avuto origine la canna da zucchero, ha richiesto diversi anni di ricerca.
Sul territorio della Polinesia francese non è mai stato prodotto rum di puro succo di canna di alta qualità. Ci sono voluti quasi sei anni per ricercare e catalogare le diverse varietà ancestrali di canna da zucchero, canna mai ibridata dell’uomo, e per rilanciarne la coltivazione su terreni ancora vergini.
Canna da zucchero che è preservata da una agricoltura necessariamente biologica. Le isole con terroir eccezionali e il know-how contadino conferiscono a questi rhum una purezza e una personalità apprezzate.
Allo stesso tempo, l’azienda Avatea con sede nella città di Paea a Tahiti, ha offerto lo strumento essenziale per questo progetto, un alambicco discontinuo e un know-how inestimabile, vent’anni di esperienza nella distillazione.
Mana’o Tahiti è il frutto di questi anni di lavoro. Mana’o significa “pensare”, “ricordare” e suona come un omaggio alla tradizione di queste eccezionali canne da zucchero.
Tahiti è un ampio arcipelago di isole e atolli. Mana’o è un rhum di prima pressa di puro succo, ovvero ottenuto dalla frantumazione della canna da zucchero in un solo passaggio e senza diluizione. Il succo così raccolto viene fermentato sull’isola di provenienza, prima di essere inviato via goletta a Tahiti per la distillazione in alambicco discontinuo.
Oggi, Mana’o offre un rum bianco a 50% abv, un rum bianco dell’atollo di Rangiroa al 48,5% e un rum paille, ma parte della produzione sta già invecchiando in botti di rovere francese. Interessanti i due bianchi con note fresche, di frutta bianca, mandorlate e floreali per il 50%. Una piacevole carattere terroso, di tartufo, invece per il Rangiroa.
Niente monovarietali per ora. Ognuna delle canne utilizzate ha un proprio profilo aromatico, che viene ben valorizzato quando è in miscela con le altre.
A far conoscere questo progetto in Francia c’è Philippe, compagno di bevute di tanti Whisky Live Paris, e che – dal 2015 – lavora su un suo progetto di importazione indipendente.
A1710, Martinica
La distilleria A1710, fuori AOC Martinique per la sua distillazione discontinua, presenta l’ultimo La Perle bio, il Canne Roseau (B59-92).
Barbancourt, Haiti
Il bianco da succo di canna di Barbancourt sale da 40% al 55% abv (Haitian proof!).
Braud & Quennesson, Martinica
Riesco ad assaggiare i tre rilascci dell’ultima distilleria nata su Martinica, Braud & Quenneson, ne aveva parlato Anna.
Camikara, India
India seconda nella classifica mondiale dei produttori di canna da zucchero. Sorprendente il rum indiano Camikara, di puro succo. Distilleria che produce anche un whisky, vediamo se mi arriva il campione che mi è stato promesso ;).
Ferroni, selezionatore
Da Ferroni (Marsiglia) un rhum affumicato decisamente atipico e piacevole, con passaggio in una botte di whisky ultra-torbé a 156 ppm … Octomore.
HSE, Martinica
Cyrille Lawson presenta le sue ultime creature di Rhum HSE.
La Favorite, Martinica
Impossibile raggiungere Franck Dormoy per un saluto, banco di La Favorite costante preso d’assalto dai visitatori.
Mhoba, Sudafrica
Dal Sudafrica un rum intenso, soprattutto nelle sue edizioni High Ester.
Papa Rouyo, Guadalupa
Ritrovo Xavier, pochi giorni dopo la nostra visita alla distilleria Papa Rouyo.
Renegade, Grenada
Stesso concetto di terroir applicato da Waterford in Irlanda, Renegade amplia la propria offerta di single farm rum di Grenada.
Savanna, Reunion
Grande fan dell’agricole Créol di Savanna, Reunion Island, assaggio anche il Brut de Colonne.
Trois Rivières, Martinica
Daniel Baudin e i millesimi di Trois Rivières.
Valinch & Mallet, selezionatore
L’unica persona che si è fatto sia il festival che la maratona non poteva che essere Davide Romano – arrivato di corsa dal Whiskyschiff Luzern, chiusosi poche ore prima dell’apertura della kermesse parigina.
Vulcão, Capo Verde
Il Grouge di Capo Verde, parente stretto del rhum agricole e Arca del Gusto Slow Food.
William Hinton, Madeira
Madeira, presente nel 2022 con un’isola con tutti i produttori, è questa volta rappresentata solo da 2 distillerie e dalla tremenda simpatia di Mário Gomes.
Worthy Park, Jamaica
Ultimo in ordine alfabetico, è la prima persona che ho salutato. Mia prossima tappa, dichiarata, ai Caraibi non può che essere la Giamaica. E con una guida come Zan non potrà che essere una esperienza da sballo.



























