Recuperi e Gossip #FEISILE23

Recuperi e Gossip #FEISILE23

Mai fatto così tanta fatica ad arrivare su Islay, neanche in piena pandemia.

Quest’anno, tra la gita di aprile e il Feis, ho collezionato una serie infinita di sfighe. Voli cancellati, traghetti bloccati per mesi, bus cancellati per mancanza di personale, trasferte in taxi da parecchie centinaia di sterline.

Ma alla fine siamo riusciti a fare tutto. Tutto … diciamo che sono arrivato in Scozia con due giorni di ritardo, e mi sono perso Campbeltown e Lagavulin.

Ne approfitto per recuperare anche il Bowmore open day di cui, vai te a capire il perché, non ho ancora parlato. Per Campbeltown e Lagavulin tutto facile, il liquido mi ha raccontato tutto.

Vado veloce, sul finale trovo spazio anche per un paio di gossip, la curiosità è alla base della conoscenza.

 

Campbeltown Malts Festival

Grazie agli amici tedeschi riesco a mettere il naso su Hazelburn e Longrow. Oltre a portarmi a casa una “bottiglietta” di Springbank 24 che apriremo nelle prossime settimane.

Inutile dire che sono tutti imbottigliamenti già disponibili in asta, se li prendete su eBay va a finire che li ricevete a casa prima che io riesca a mettere piede su suolo italiano :(.

 

Springbank Open Day May 2023, £200
Oloroso & Port casks, 24 anni, 47.6%

Disponibile in 1,920 bottiglie da 35cl.

Sicuramente non regalato, come ho scritto non lo ho ancora assaggiato, i commenti che ho raccolto – per quello che possono contare – sono quelli di uno Springbank vecchio stile, con nessuna asperità arrotondata.

 

Hazelburn Open Day May 2023, £40
Oloroso casks, 14 anni, 49.8%

Disponibile in 2,000 bottiglie da 35cl.

Una bevuta molto cremosa, un dolce con ripieno di caramello liquido. Lo sherry, vivace senza essere eccessivo, aggiunge frutta secca, marmellata di frutti rossi (prugna e ciliegia), spezie natalizie e una gradevole texture tannica. Chiude con un finale lungo di glassa di nocciola, quella del bignè per intenderci.

Piacevole la nota di agrume candito e di ricco e dolcissimo miele millefiori.

 

Longrow Open Day May 2023, £80
Oloroso casks, 8 anni, 54.9%

Disponibile in 2,000 bottiglie da 35cl.

Sbalorditivo. Torba e sherry fanno quasi sempre a cazzotti, ma quando riescono ad andare d’accordo, creano delle armonie nuove, ammalianti.

È il caso di questo Longrow di soli 8 anni che unisce ad una torba giovane, vibrante, una manciata di frutta secca salata, uvetta sotto spirito e cuoio.

Bocca molto oleosa. Il finale è eterno.

 

 

Lagavulin open day #FEISILE23

Arrivo su Islay la domenica mattina, dopo avere tentato di dormire un paio d’ore su una scomoda panca dell’aeroporto, non riuscendovi. Il primo mio pensiero è andato a quel Lagavulin finito in Armagnac che la distilleria aveva rilasciato il giorno precedente. Commenti tutti a senso unico: “mi aspettavo di meglio”.

Quando ti trovi di fronte ad un prezzo assurdo, £220 per un 14 anni, è lecito avere aspettative elevate. Aspettative spesso disattese.

Non mi sono scoraggiato e il giorno successivo mi sono trovato con una bottiglia nella mano destra e un generoso dram in quella sinistra.

 

Lagavulin Fèis Ìle 2023 14 anni (58.4%, £220)

Disponibile in 3,024 bottiglie da 70cl.

Prezzo assurdo a parte, sinceramente non mi è dispiaciuto. È lontano dall’essere il miglior Lagavulin di sempre, ma la ricetta di questo imbottigliamento si presenta in modo molto intrigante.

È imbottigliato all’età di 14 anni ed è stato maturato in botti di rovere americano e di rovere europeo, prima di avere subito un finishing in botti ex-Armagnac. Si tratta della prima espressione di Lagavulin che utilizzi questo legno e, sinceramente, io non ho memoria di altri single malt che hanno percorso la stessa strada.

Il naso è ricco, dolce e torbato. L’utilizzo di quel mix di botti lo stacca nettamente dal carattere del Lagavulin 12, e ci restituisce uno stile più consono ai malti della distilleria. Il fumo di torba è verde, un posacenere di sigaro, con un sentore di mare e di alghe secche. Gli aromi di frutta secca (soprattutto uva sultanina) e di miele di castagno, sostengono bene il fumo. C’è anche un accenno di kipper, oltre a note di arancio candito, cannella e polvere di cacao. Contributo dell’Armagnac? Sinceramente al naso non sono riuscito a decifrarlo.

Al palato è decisamente più incisivo. Il fumo di torba è di nuovo in primo piano e ricorda i resti di un falò della sera precedente. L’apporto fruttato, che è sempre su una base di uva sultanina e agrumi canditi, viene raggiunto da caramello salato, cacao e una nota di pipa. Spezie abbondanti: chiodo di garofano, cannella, pepe nero e un filo di zenzero.

Il finale è lungo e integra – a mio giudizio – l’elemento della discordia. La torba vira verso note minerali e si arricchisce di componenti rosse che la contrastano, al mio palato, con successo. Vino, marmellata di prugna, il tutto salato, marino. Un vin brulé con note tanniche pronunciate di tè nero. Anche se disorienta un poco, a me la combinazione piace.

Poi arriva la nota medicinale, attenuata, e quella affumicata.

L’aggiunta di qualche goccia d’acqua rende l’esperienza molto più diretta e intensa.

 

 

Bowmore open day #FEISILE23

L’Open day di Bowmore si tiene sempre di mercoledì, il giorno che divide chi decide di farsi la prima parte del festival da chi invece si fa la seconda. Motivo per cui la metà delle bottiglie del Feis di Bowmore vengono vendute il sabato, open day di Lagavulin.

Per la prima volta da quando frequento il festival di Islay, molte distillerie hanno dovuto tenere chiuso per alcune giornate, per mancanza di staff. Bowmore è una di queste, cancelli sbarrati per ben due giornate. A chi mi chiede “Ma come si fa ad iniziare a lavorare in distilleria?” evidenzio che oggi ci sono concrete opportunità e che gli ambasciatori italiani sono molto apprezzati dall’industria del whisky. Abbiamo conosciuto molti di loro, tutti giovani e super motivati.

 

Bowmore Feis Ile 2023 18 anni (52,8%, £200)

Disponibile in 3,500 bottiglie da 70cl.

Costo non basso, ma Bowmore ci ha sempre abituati a rispettare le £10 all’anno. Qui siamo un filo sopra, un peccato che si è disposti a perdonare quando si realizza che la maturazione è completamente fatta in sherry (Oloroso e PX) e – soprattutto – quando ci si mette sopra il naso. È sicuramente il dram più muscoloso di questo Feis; niente steroidi, ma profondità, forza, territorio.

Le note sono quelle che ci aspettiamo, ben orchestrate dalla gradazione alcolica del 52.8%. Cuoio, tabacco, ciliegia sotto spirito. Sulfureo? Non so, forse poco, sicuramente è presente una bella nota di barbecue di carne. Poi caramella mou salata, fumo di sigaro, cacao in polvere, caffè. Uvetta, frutta secca e un intenso miele di castagno fanno da collante. Spezie? Tante, tutte quelle natalizie a cui aggiungo pepe nero e solo un pizzico di liquirizia.

La torba, mai pienamente dichiarata, è floreale, erbacea, e ben integrata del bouquet di questo dram.

 

 

Port Ellen

Arriviamo ai gossip.

Ho avuto il piacere di trascorrere una serata con Alexander McDonald, nel 2022 nominato da Diageo distillery manager della distilleria Port Ellen.

È stata una allegra serate conviviale, in cui tutti i distillery manager isolani di Diageo hanno affrontato le numerose domande, senza risparmiarsi su giudizi o previsioni. Per Port Ellen è confermato l’avvio entro fine 2023, il mese scorso avevo scritto novembre e per ora nulla è cambiato. Mentre si mettono a punto gli ultimi dettagli sugli impianti, le attenzioni sono oggi orientate verso il Visitor Centre, che sta creando un po’ di problemi.

Confermata anche la chiusura della malteria verso le distillerie di Islay non Diageo. Distillerie che non erano pronte ad una così rapida evoluzione dei fatti: capito che si sarebbe potuto materializzare la sospensione delle forniture, dopo due giorni i rubinetti sono stati chiusi e tutte sono dovute correre a trovare fornitori alternativi di malto sulla terra ferma.

Risultato? Esplosione del prezzo del malto torbato, una tegola ulteriore sul sempre più incontrollabile incremento dei costi. E poi c’è il problema della torba, quella della terra ferma è sensibilmente diversa rispetto a quella di Islay, ricorderemo il vintage 2023 come un’annata diversa rispetto alle precedenti?

Alcune distillerie mi hanno confermato l’intenzione di consorziarsi per aprire su Islay una malteria industriale alternativa a quella di Port Ellen, ma intenzione non significa piani e – in ogni caso – i tempi sarebbero molto lunghi.

 

 

Portintruan

Sono finalmente ripresi, con molta energia, i lavori per la nuova distilleria Portintruan di Port Ellen. Le speculazioni che circolavano in merito alle difficoltà da parte di Sukhinder Singh e fratello di ottenere il semaforo verde da parte del Council dell’Argyll and Bute, sono nella realtà non corrispondente alla realtà.

La distilleria Portintruan è rimasta ferma per circa un anno, in parte per ottenere tutte le concessioni, ma soprattutto perché l’azienda incaricata di effettuare tutti i lavori di costruzione, la ISG, è la stessa che sta lavorando presso la distilleria di Port Ellen, dove le attività hanno subito un considerevole ritardo. Ritardo che si è ribaltato sulla distilleria di Elixir.

A fine aprile, durante la nostra precedente visita, tutto era ancora fermo, immobile come lo avevamo lasciato a fine Feis 2023.

Oggi, un mese dopo, le fondamenta sono state completate e sono arrivate le armature che costituiranno l’ossatura della imponente distilleria. Imponente perché, ricordo, sarà dotata di enormi pavimenti di maltaggio che copriranno l’80% del fabbisogno.

Infine, una bella notizia per i soci pensionati del club. La panchina che si trova sulla pista ciclopedonale che passa davanti a Portintruan gode di un’ottima vista su tutti i lavori. Forza! #umarell

 

 

 

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