Quasi Amici – Les Intouchables (2011)
La cinematografia francese si sa, può risultare talvolta meno vicina al nostro modo di concepire i film ed al modo in cui vengono raccontate le storie a cui essi si ispirano, riesce spesso a deliziarci con pellicole, che affrontano temi delicati con leggerezza mai superficiale e facendoci riflettere, spesso sorridendo.
È il caso del film Les Intouchables, nella release italiana, Quasi Amici, uno delle commedie cinematografiche di maggior successo negli ultimi anni nel mondo ed in Italia, in particolare.
Diretto da Olivier Nakache ed uscito nelle sale nel 2011, il film tratta argomenti che possono risultare complessi da raccontare come quelli della disabilità e della diversità, ma che una buona dose di intelligente umorismo rende gradevoli e scorrevoli nella visione.
Il racconto filmico origina da una storia realmente accaduta, ossia quella di Philippe Pozzo di Borgo e del suo badante algerino Abdel Yasmin Sellou, che poi hanno narrato la vicenda nelle loro autobiografie, “Mi hai cambiato la vita” (Sellou) e “Il Diavolo Custode” (Pozzo di Borgo). La vicenda si incentra sullo scontro-incontro tra un abbiente aristocratico disabile, Philippe, ed il suo personal assistant improvvisato, Driss nel film, povero e di scarsa, originaria, cultura.
Esilarante il dialogo relativo al colloquio di assunzione.
Philippe: ”Come si sente a vivere di assistenza?”
Driss: ”Cosa?”
Philippe: ”Non le dà fastidio campare alle spalle degli altri, non le dà qualche piccolo problema di coscienza?”
Driss: ”A me no, a lei?”
Philippe: “Ad ogni modo, pensa che sarebbe capace di lavorare? Di rispettare un contratto, degli orari, delle responsabilità?”
Driss: “Mi sbagliavo, ne ha di senso di umorismo”
Philippe: “Ne ho tanto che ho pensato di prenderla in prova per un mese! Le lascio tutta la giornata per rifletterci; scommetto che non regge due settimane”
Nascerà una fantastica amicizia, in grado di arricchire e completare le esistenze di entrambi, arricchendole di nuovi ed importanti contenuti.
Cosa ci azzecca, direbbe qualcuno, con il mondo degli spirits che raccontiamo ed abitiamo quotidianamente?
Parte delle riprese del film, oltre che a Parigi, sono girate in alcuni dei luoghi più belli dell’areale in cui dimora un distillato meraviglioso, che onora la Francia e l’Europa tutta, ossia le zone del Calvados, in particolare a Cabourg, parte della Cote Fleurie, la celebre Costa Fiorita, zona turistica rinomata con un susseguirsi di affascinanti località balneari, che in Estate viene letteralmente invasa dai Parigini, ansiosi di fresche vacanze, non prive di importanti e deliziose note alcoliche.
Scogliere basse e spiagge sabbiose lunghe e con mirabili dune, osservate da vicino da suggestive ville di antiche epoche, con ombrelloni quasi tende utilizzate per ripararsi dall’impetuoso vento, mentre eleganti bistrò, boutique e Cafè rendono delizioso il paesaggio circostante.
Dunque, non soltanto la Normandia ospita le dolorose ma splendide spiagge che videro lo sbarco alleato durante il D-Day della seconda guerra mondiale, cui pure è doveroso vedere per rendere omaggio ai tanti caduti di una guerra crudele tra la Libertà ed il Nazismo, ma essa è terra di grandi tradizioni legate alla produzione di celeberrimi formaggi, come il Camembert, e appunto il nostro distillato che trae vita dalle saporite e gustose mele locali, il Calvados.
Il film
Il Film, mi chiedete?
Beh Philippe, il ricco aristocratico paraplegico dal colo in giù, a causa di un terribile incidente, finisce per assumere come assistente personale un ragazzo di colore, lontanissimo dal suo ceto sociale e dalle sue condizioni economiche, Driss, peraltro appena uscito dalle patrie galere. Dapprima l’incontro appare un mismatch, poi i due imparano a conoscersi e, sorprendentemente, ad apprezzarsi, sentendo il bisogno di arricchirsi reciprocamente con le proprie differenti condizioni culturali e di origine.
Straordinarie le performances di Francois Cluzet (nei panni di Philippe) e Omar Sy (nelle vesti di Driss) nei ruoli principali.
A fronte di un budget molto modesto, ossia nove milioni di euro, la pellicola ha incassato al botteghino ben trecentosessanta milioni di euro. Essa ha inoltre ottenuto la Nomination Golden Globe 2013 come Miglior Film Straniero, il Premio Cesar come Miglior Attore 2012 ad Omar Sy oltre a varie nomination per lo stesso Concorso, il Premio David di Donatello 2012 come Miglior Film dell’Unione Europea.
A tutto il 2017 erano stati fatti altri tre remake, uno di produzione argentina, uno indiana, uno americana.
Molto interessante anche la colonna sonora, con brani di Ludovico Einaudi, George Benson, Nina Simone ed Earth Wind and Fire.
Mi chiedete con quale cocktail, ovviamente al Calvados, degustare il film?
Beh sappiate che nel 2015 cento bartender si sono sfidati per la 19° edizione del Trofeo internazionale Calvados Nouvelle Vogue e per i cinque film ispirati al mondo del Calvados, tra cui il nostro Les Intouchables. Proprio ispirandosi ad esso, il bartender estone Raimo Huberg ha vinto il secondo premio con il cocktail Golden Umbrella, che stasera realizzerete appositamente in casa vostra per vedere il film.
Golden Umbrella
Armatevi di shaker, ecco gli ingredienti:
2 cl di Calvados
2 cl Succo di Mela
1 cl Gold Strike Bols
1 cl di sciroppo di reine de près
2,5 cl di sciroppo di granatina e fiori di sambuco
Sul Calvados e sulla sua storia antica e straordinaria vi basti pensare che distillatori di mele pare siano annotati già fin dall’epoca di Carlo Magno, VIII° secolo d.C. e la prima distillazione normanna pare risalga al 1554, realizzata dal gentiluomo Gilles de Gouberville.
Insomma una storia importante, nell’unica zona di Francia in cui, almeno finora, per ragioni climatiche di rigidità di clima, non è possibile produrre vino. Ecco che i cugini d’Oltralpe si inventano un distillato particolare a base di sidro di mele, mentre per la sola zona del Domfrontais occorre che il distillato abbia almeno il 30% di fermentato di pera.
Disciplinare molto puntuale che giunge a definire il tipo delle mele utilizzabili, i tipi di distillazione ammissibili e le singole sottozone. Un prodotto antico ma che sempre più conquista i palati dei più esigenti appassionati di distillati di tutto il mondo.
Dunque, stasera guardate il bel “Les Intouchables” con un buon Calvados, assaporandolo ascoltando un altro dialogo del film come questo:
Philippe: “Driss, secondo lei perché la gente si interessa all’arte?”
Driss: “Non lo so, perché è un business”
Philippe: “No, perché è la sola traccia del passaggio dell’Uomo sulla Terra”
Driss: “Ma che stronzata! Per 50 euro vado da Bricofer e gliene faccio venti di tracce del mio passaggio sulla Terra! Ci metto anche del burro in omaggio, se lo vuole!”
Philippe: “Non dica sciocchezze e mi dia un cioccolatino”.



