Il rilascio dell’Ardbeg Heavy Vapours ha portato all’attenzione di tutti una poco diffusa particolarità del processo di distillazione, la presenza di un dispositivo in grado di catturare i vapori più pesanti, ormai prossimi alla condensazione, e di rimandarli indietro in pentola per una ulteriore pulizia. Solo i vapori più leggeri potranno finire in botte.
Il procedimento è uno tra i tanti utilizzati per incrementare il riflusso dei vapori in uscita dall’alambicco, e si basa su un concetto molto semplice: più i vapori stanno a contatto con il rame, più usciranno puliti dall’alambicco. Se è vero che questo scopo può essere ottenuto regolando direttamente la forma dell’alambicco, con un collo lungo come nel caso di Glenmorangie, con rigonfiamenti posizionati alla sua base (i Boil Balls) o con il raffreddamento della parte alta dell’alambicco (come per Dalmore e Fettercairn), viene naturale cercare una soluzione più pragmatica quando vuoi ingentilire il tuo new make senza dover rifare tutti gli impianti.
In questi casi viene in aiuto il Purifier. Un barilotto posizionato lungo il collo di cigno in cui i vapori, spinti dalla evaporazione nella pentola, si espandono, raffreddandosi. Un piccolo tubicino si occuperà di raccogliere le “cose” poi pesanti che si sono condensate sul fondo, riportandole in pentola.
Ardbeg Heavy Vapours
Un purificatore scomparso. Un dram sperduto. Chi ristabilirà l’equilibrio? Sta succedendo qualcosa di strano in distilleria. Il leggendario depuratore dell’alambicco, responsabile dell’equilibrio di Ardbeg, non si vede più. E questo whisky – Ardbeg Heavy Vapours – ne è la conseguenza. La familiare armonia tra torba e la frutta floreale è stata stravolta. Sono nati aromi scuri e indomabili, che si sono radunati e hanno riempito i sensi. È un dram minaccioso di elevata pungenza aromatica. I vapori pesanti domineranno. Non filtrato al 46%.
Con questa descrizione, il genio malefico del Dr.Bill Lumsden generava nuovi grattacapi tra gli appassionati del malto di Ardbeg. Gli appassionati lo sanno, chi è stato in distilleria lo ha visto. Il whisky più torbato al mondo, è in realtà assopito dalla presenza del purifier che limita la sua cattiveria. Ora, cosa potrebbe accadere al malto di Ardbeg se si disattivasse questo dispositivo, chiudendone il rubinetto? Lumsden è passato dalle parole ai fatti, la torba è una di quelle “cose pesanti” e, in teoria, in grado di essere più brillante senza il purifier.
In merito al risultato organolettico di questa ennesima sperimentazione, lascio la parola a Lamberto su WhiskyArt. Mi limito ad aggiungere che questi continui esperimenti hanno un poco stancato – e che, anche questa volta, il risultato non è che vada con convinzione verso la direzione sbandierata. La torba è la stessa, la bevuta è persino più leggera, il giorno dopo ti alzi senza mal di testa. Ho trovato molto più espressivo il Wee Bestie 5 anni, una bottiglia che – tra l’altro – costa un terzo rispetto al Heavy Vapour.
Non posso non parlare di ppm, l’indicatore del livello di torba, misurato in laboratorio, però sul malto. Normalmente la misurazione del ppm nel new make porta a valori molto più bassi, ridotti della metà o persino ad un terzo.
I 55 ppm che fanno di Ardbeg la distilleria più torbata del pianeta (mi limito alle espressioni nel core range), poco ci dicono quello che accadrà nel new make. Viste le tante variabili, e l’insidia del Purifier, il new make di Ardbeg è lungi dall’essere percepito come il più torbato; un Port Charlotte, che parte da 40 ppm, se la gioca almeno alla pari. I numeri sono sempre una facile forma di marketing, e spesso hanno scarsa corrispondenza con la realtà.
Solo Ardbeg?
La distilleria di Islay non è l’unica ad avere adottato lo stratagemma del Purificatore, tra le attive se ne conta una buona decina. Ora, se è vero che la prima distillazione è quella di stripping, dedicata alla concentrazione dell’alcol, mentre la seconda deve preoccuparsi della pulizia dello spirito, ha probabilmente più senso mettere il purifier sullo Spirit still. Nei fatti non è così, una parte delle distillerie lo ha posizionato sul Wash still, qualcuna sullo Spirit still, ed un paio su entrambi gli alambicchi.
Non solo. Per stimolare il riflusso, alcune distillerie adottano la tecnica di raffreddare il purifier con corrente di acqua fresca, il che porta ad una maggiore condensazione dei vapori più pesanti e ad un più efficace intervento del Purifier. Eccole qui di seguito elencate.
Purifier raffreddato
Edradour* (solo Spirit still)
Glen Grant (Wash e Spirit still)
Glen Spey (solo Spirit still)
Holyrood (solo Spirit still)
Strathmill (solo Spirit still)
Purifier non raffreddato
Ardbeg (solo Spirit still)
Glenlossie (solo Wash still)
Glenmorangie II (solo Spirit still, disattivabile)
Scapa (solo Wash still)
Talisker* (solo Wash still)
Tormore (Wash e Spirit still)
* Edradour e Talisker montano anche il worm-tub, che al contrario rende la distillazione più grassa. Emblematico soprattutto il caso di Talisker che, senza vaso di espansione (solo un piccolo tubicino si occupa della purificazione) e con il worm-tub, sicuramente non rientra nella sezione dei malti leggeri.
Analizzo ogni singolo caso nelle didascalie delle seguenti foto.



















