Weekly Dram 25.02
Anche se ormai il whisky italiano è diventato una solida realtà, con un numero crescente di distillerie che si dedicano all’acquavite di cereali (qui trovate una mappa aggiornata esattamente a un anno fa), quando ne parlo nelle degustazioni c’è sempre stupore da parte di molti nell’apprendere che il whisky si faccia anche da noi.
Il passaggio successivo è un sollevamento di sopracciglia, mettendo in dubbio possa essere “buono” o “valido” come il whisky prodotto in Scozia o in altre nazioni che ne hanno fatto la propria bandiera.
Non parliamo poi di quando cito le produzioni tedesche o francesi!
Smontare certi pregiudizi è compito molto arduo, ma tutto sommato piacevole fintanto che ci si trova con bottiglie che dimostrano le italiche (e storiche) capacità nella distillazione applicate anche alla produzione del whisky.
Come forse saprete, Puni è stata la prima distilleria in Italia dedicata solo e unicamente al whisky, con ormai oltre dieci anni di esperienza nel realizzare l’Italian Malt (come lo descrivono loro stessi) basato su un mash di più cereali. E, ogni tanto, anche se non dichiarato come tale, un single malt.
Proprio sul finire dell’anno scorso è uscito il terzo single malt di Puni, parte della serie Aura che, assieme ad Arte, costituisce le due linee annuali a edizione limitata della distilleria.
Dell’ultima uscita di Arte avevo già avuto modo di parlarvi in questa rubrica, oggi quindi do spazio a quella di Aura, un single malt invecchiato in botti ex vino dell’Alto Adige.
PUNI AURA 04
Italian Malt Whisky
53,5% abv, botti ex pinot grigio
Prezzo intorno ai 150 euro
Naso all’insegna della frutta, tra bianca e tropicale, una macedonia di mele, pere, albicocca essiccata, ananas, lychee, pompelmo e kiwi giallo. A fare da comprimari, miele di eucalipto, marzapane, anice e una vena sulfurea e lievemente metallica. L’aggiunta di acqua porta in primo piano legno e noce moscata, addolcendo gli aromi a scapito della parte solforosa che finisce sullo sfondo. Vinoso con stile.
Malto in primo piano al palato, con una buona texture in bocca e il calore del cereale con frutta cotta (mela, pera, albicocca), agrumi (arancia in scorza e candita), spezie (zenzero, anice, noce moscata), zuppa inglese. Marzapane, una spolverata di cacao, liquirizia dolce e una goccia di moka escono in lunghezza, con i canditi che in sottofondo si uniscono a un’idea di panettone. Una nota vegetale e lievemente (ma proprio un soffio) sulfurea chiude la bevuta.
Finale di media lunghezza e leggermente speziato di malto, frutta candita e cotta, note vegetali, liquirizia.
Un invecchiamento interamente in ex vino che si rivela insolitamente equilibrato ed elegante, con le botti che si integrano alla perfezione con il distillato restituendo una bevuta piacevole e piena, strutturata ed elegante. Forse solo la gradazione non è pienamente centrata, giovando dell’aggiunta di acqua, ma resta uno dei migliori whisky usciti dalla distilleria.
Link a tutti gli articoli su Puni: https://whiskyart.blog/it/category/italian-whisky/puni-distilleria/




