Port Askaig 100° Proof #WeeklyDram

Port Askaig 100° Proof #WeeklyDram

Weekly Dram 26.30

Quasi tre anni fa, vi ho parlato in questa rubrica di Port Askaig, l’imbottigliamento torbato da distilleria non dichiarata di Elixir Distillers, la creatura dei fratelli Singh di cui Claudio ha incontrato il “braccio armato” Sukhinder nel suo recente tour su Islay per il Fèis Ìle.

 

Il villaggio di Port Askaig

 

Come il nome suggerisce, Port Askaig contiene un single malt prodotto su Islay, e sebbene non sia mai stato dichiarato in via ufficiale, è più o meno dato per assodato che provenga da Caol Ila, anche se il recente cambio di politica di Diageo, il colosso del beverage che la possiede, potrebbe cambiare le carte in tavola.

La multinazionale ha infatti stretto i cordoni della borsa, dando un taglio netto alla cessione di buona parte delle proprie botti, con un controllo più diretto rispetto alle quantità e soprattutto agli acquirenti.

Se questo comporterà un calo drammatico di botti disponibili di Caol Ila, al punto di dover cambiare distilleria di riferimento per Port Askaig (e non solo), è tutto da vedere, ma per il momento quanto presente sul mercato è sicuramente sempre della stessa origine.

Oltre a un cambio radicale della grafica, l’etichetta ha anche visto un ampliamento della propria offerta lo scorso maggio, con l’aggiunta di un nuovo imbottigliamento interamente in botti ex sherry (laconicamente chiamato Sherry Cask) e il ritorno di uno abbandonato tre anni fa, il 100° proof.

Il riferimento per la gradazione non è quello statunitense, che notoriamente è il doppio del classico ABV (per cui 100 proof sarebbero il 50% di abv), bensì quello britannico, superiore di 1,75 volte: per questo motivo, questo Port Askaig presenta una gradazione del 57,1% abv.

Una delle tante offerte torbate “economiche” presenti sul mercato, ma non per questo trascurabile.

 


PORT ASKAIG 100° PROOF
Single Malt Scotch Whisky
57,1% abv, botti ex bourbon di primo riempimento

Prezzo attorno ai 60 euro

Agrumato al naso, ma in una tonalità dolce, tra il candito e la marmellata, così come in generale risulta la paletta aromatica, che va dalla crema inglese alla pasta di zucchero, passando per pan di Spagna, marzapane, pesca matura, barretta Bounty e amoli maturi. A salvare dal diabete arrivano salamoia, un’accesa vena minerale e ovviamente la torba, un fumo costiero (e comunque dolciastro) che si fissa sulle retrovie. Corollario di spezie (noce moscata, cannella) e un sentore di malto, più evidente in lunghezza. Piacione.

 

 

Di buona oleosità al palato, ribadisce la sua natura pasticcera, pur con qualche spinta speziata in più (notevole il pepe nero accompagnato da un accenno di zenzero), sempre con tanti agrumi tra arancia e limone declinati tra canditi, creme aromatizzate e succo. Liquirizia dolce, cioccolato al latte, biscotti al malto, pesca e ananas sciroppati completano il quadro, con il fumo che alza il tiro pur mantenendo un profilo subordinato e ben legato agli afflati marittimi (iodio e frutti di mare). In lunghezza, spunta una lama amaricante e vegetale, tra china e carciofo, che riporta in primo piano la torba.

Finale abbastanza lungo e amarotico, tra radice di liquirizia, carciofo, spezie (noce moscata, pepe nero, un pizzico di zenzero), marmellata di arance amare, cioccolato al latte, vena minerale e salina, carbonella.

Conclusioni: Nato per piacere, e ci riesce bene senza concedere proprio tutto alla gigioneria, grazie a quelle note amaricanti che bilanciano una bevuta altrimenti stucchevole. Gradazione centrata, così come il cartellino del prezzo: una bevuta spensierata ed economica senza essere triviale, che è forse la salvezza del whisky scozzese in questi tempi così difficili.

 

Link a tutti gli assaggi di Port Askaig: https://whiskyart.blog/it/category/imbottigliatori-indipendenti/elixir-distillers/

 

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