Tre anni dopo il Segretario di Stato, la distilleria Poli ha rilasciato il suo secondo imbottigliamento di whisky.
Il whisky Conclave
Il Conclave è il luogo dove si riuniscono i cardinali della Chiesa cattolica quando devono eleggere il nuovo Papa, un luogo chiuso a chiave così come sono chiusi dalla Dogana i magazzini per la maturazione del whisky.
È un single malt whisky che utilizza un mix di malto torbato e non torbato, distillati e maturati separatamente. Niente botti ex Amarone: l’affinamento è avvenuto per 5 anni in barrique di quercia bianca di media tostatura, usate e rigenerate.
“Con Segretario di Stato – spiega Jacopo Poli – abbiamo voluto esplorare con umiltà e rispetto un mondo per noi affascinante ma completamente nuovo. I tanti segnali di apprezzamento ricevuti ci hanno spinto a proseguire su questa strada, con accresciuta consapevolezza ed esperienza, dando così vita a Conclave, un whisky dall’identità precisa e definita, capace di raccontare in ogni sorso una storia fatta di malto, botti e santa pazienza”.
L’assaggio
Poli Conclave Whisky, 5 anni, 46%
Puro malto
Un whisky meno legato al territorio, rispetto al Segretario di Stato, con un carattere più internazionale, sia per l’uso della botte che per la nota torbata.
Colpisce al naso l’intensa nota balsamica, un mix di erbe alpine, con il pino mugo e l’eucalipto a tirare le fila. Torba pressoché assenta all’olfatto, che rimane caratterizzato da una ricca componente fruttata, prevalentemente frutta rossa e secca, con un buon carico di spezia (cannella) e di tostature (cacao e caffè). Sullo sfondo, la liquirizia nera accompagna una ricca nota di toffee. Molto vivace, la ricerca di un coinvolgimento maggiore del legno, che invece si era (correttamente) voluto assopire con l’utilizzo delle botti ex Amarone.
Al gusto è piacevolmente secco, speziato e con le note tostate che si fondono magnificamente con quelle di pasticceria per dare vita ad una sensazione di fondo di cappuccino. Nuovamente la liquirizia, che lascia progressivamente il posto al finale lievemente torbato, con le ormai sdoganate note di castagna affumicata.
Una piacevole evoluzione, l’esperienza un poco sfacciata al naso diventa progressivamente più armoniosa.



