Pisco, il disciplinare

Pisco, il disciplinare

Giulio ci aveva già raccontato le origine del Pisco, il distillato di vino conteso tra Perù e Cile.

Le norme del Pisco (Denominazione di Origine) disciplinano rigorosamente la produzione nei due stati, garantendone qualità e tipicità. Entrambi rivendicano la denominazione, ma le regole di produzione del Perù sono generalmente più restrittive e permettono di ottenere un distillato più puro.

 

 

Principali Regolamenti del Pisco Peruviano (D.O.P.)

Resolución Directoral no 072087-DIPI rilasciata dall’INDECOPI il 12 Dicembre 1990.

Il Pisco peruviano è tutelato da una rigorosa Denominazione di Origine (D.O.) (dal 1991) che ne garantisce la qualità e l’autenticità. Deve essere prodotto in specifiche regioni costiere, utilizzando 8 vitigni autorizzati, fermentato naturalmente, distillato una sola volta senza l’aggiunta di acqua o additivi, e riposare almeno 3 mesi in contenitori inerti.

Il pisco peruviano deve essere distillato da uva fresca in 5 zone costiere, una sola volta, senza aggiunta di acqua o additivi, riposato per 3 mesi e imbottigliato con una gradazione del 38-48% ABV.

Zona di Produzione: Deve provenire da specifiche zone costiere di Lima, Ica, Arequipa, Moquegua e Tacna.

Uve: Prodotto da 8 varietà specifiche (aromatiche e non aromatiche): Quebranta, Negra Criolla, Mollar, Italia, Moscatel, Albilla, Torontel, Uvina.

Distillazione: La distillazione deve essere singola. Il Pisco deve essere imbottigliato al grado di distillazione, il che significa che non può essere diluito con acqua.

Invecchiamento: Vietato l’uso di botti di legno. Deve riposare per un minimo di 3 mesi in recipienti di materiale inerte (vetro, acciaio inossidabile) che non ne alterino l’aroma o il sapore, mantenendo il colore trasparente (non passa in botte).

Additivi: Non è consentito l’utilizzo di alcun additivo: al Pusco distillato non possono essere aggiunti acqua, zucchero o caramello.

Gradazione Alcolica: Il prodotto finale deve avere un contenuto alcolico compreso tra il 38% e il 48% in volume.

Controllo: La produzione è supervisionata dalla Comisión Nacional del Pisco (CONAPISCO) e l’uso della D.O. è autorizzato da INDECOPI.

 

Tipologie di Pisco

  • Puro: Prodotto da una singola varietà di uva (solitamente non aromatica come la Quebranta).
  • Acholado: Un blend ottenuto miscelando diverse varietà di uve o mosti.
  • Mosto Verde: Ottenuto dalla distillazione di mosti fermentati solo parzialmente (interrompendo la fermentazione con zucchero residuo).

 

Consulta il testo completo del riconoscimento europeo della GI (Inglese, PDF)

 

 

Differenze con il Pisco Cileno

Decreto 521 del 30 Dicembre 1999 (pubblicato nel 2000), ultima modifica decreto n. 13 del 22 dicembre 2020. 

Zona di Produzione: Deve essere prodotto esclusivamente nelle regioni III (Atacama) e IV (Coquimbo) del Cile.

Materie Prime: Le uve utilizzate sono principalmente Moscato (Pink, Alexandria), Pedro Jiménez, Moscatel de Asturia e Torontel.

Metodo di Produzione: Il pisco cileno è prodotto tramite distillazione (spesso in colonna) e la legge permette di aggiungere acqua per standardizzare la gradazione alcolica, oltre alla possibilità di invecchiamento in botti di rovere francese/americano o legno nativo raulí.

Classificazione per Gradazione (ALC. Vol.):

  • Pisco Corriente o Tradicional: 30° o più.
  • Especial: 35° o più.
  • Pisco Reserve: 40° o più.
  • Grand Pisco: 43° o più.

Differenze chiave: A differenza del pisco peruviano, che è “puro” (distillato a grado e non invecchiato), il regolamento cileno consente una distillazione multipla, la diluizione e la maturazione in legno.

 

Consulta il testo completo (Spagnolo, PDF)

 

 

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