Peach Street Distillers, Colorado

Peach Street Distillers, Colorado

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Belli tutti ‘sti sassi, ma adesso basta. 🥃🥃🥃

Vai a capire se saranno stati gli occhioni della Lola, ma quell’assaggio di whiskey che mi portò anni fa dall’America è stato determinante per farmi appassionare del craft USA. La distilleria era la Peach Street Distillers, che indovinate un po’ si trova appena entrati in Colorado. Tappa obbligatoria.

È sabato mezzogiorno, la distilleria ha aperto da cinque minuti e in tempo zero si riempie di una ventina di clienti venuti lì per un drink o un veloce pranzo. Fondata nel 2005, la distilleria è molto bella, l’ambiente trasmette davvero 100% craft con la sala alambicchi integrata nella tasting room. Produzione di whiskey, vodka, gin, brandy, grappa, amaro.

Metto il naso sul loro whiskey sampler, l’assaggio dei 5 whiskey che hanno attualmente disponibili. Si parte con un non whiskey, una collaborazione con il birrificio Ska di Durango, la materia prima è la loro Modus Hoperandi IPA, che viene distillata e fatta maturare in barili ex-bourbon per 8 mesi, aromatizzata con ulteriore luppolo. Il risultato è molto piacevole, al naso e all’ingresso in bocca prevale la freschezza del luppolo che si trasforma in nota amara solo sul finale, senza mai eccedere.

Il prodotto di punta è il loro Colorado Straight Bourbon, 92 proof, tutte materie prime dello stato del Colorado (60% mais, 20% segale, 20% malto), fermentazione in tino aperto, unica distillazione di alambicco Carl, pot+colonna, batch di sole tre botti, maturazione da due a cinque anni. Caldo, avvolgente, piacevole, la nota speziata ben contrasta la dolcezza della botte vergine. Maledettamente facile da bere.

Il fratello maggiore è lo Straight Bourbon 5 anni, single barrel, sempre 92 proof. Qui il legno è più invadente, la spezia diventa dura, tannica, e la bevibilità ne soffre.

L’altra magia è il loro American Single Malt whiskey torbato. Orzo del Colorado, spedito in Scozia, lì maltato e torbato (i ppm sono evidenti ma non esagerati, a spanne 20-25), ritorna a casa, viene distillato e (facile) lasciato maturare in botti ex-bourbon. Piacevolmente complesso, anche marino (nocciole salate?), cacao, il fumo resta non ben integrato e relegato solo al finale. 92 proof.

La gioia è il loro Smoked Rye whiskey, 92 proof. Segale affumicata con legno di pesco (il nome della distilleria prende origine dalla produzione locale di pesche, che sembra beneficiare del clima caldo e secco della zona semi-desertica alternato a notti più fresche dovute ai quasi 1500 metri di altitudine). Età non dichiarata, non è straight, il colore è chiaro, ma – niente – è bello pieno, è il mio whiskey.

Etichette molto belle. <3 Whisky Club Italia #wildwestspirit




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