Pappy Van Winkle, le origini

Pappy Van Winkle, le origini

Un buon bourbon dovrebbe prodursi da solo, con un piccolo aiuto da parte di Madre Natura e Padre Tempo

 

Quando il diciannovenne Julian “Pappy” Van Winkle Sr. iniziò a vendere whiskey con l’aiuto di un cavallo e di una carrozza, non sapeva che stava dando vita a una storia che avrebbe attraversato un secolo e prodotto la serie più desiderata di whiskey americani, con un seguito quasi di culto.

Esploriamo in più approfondimenti i momenti cruciali che hanno reso famosi i whiskey Pappy Van Winkle, oggi distillati e imbottigliati dalla Sazerac Company presso la sua distilleria Buffalo Trace di Frankfort, Kentucky.

Iniziamo riprendendo quella che è la sua storia, come viene raccontata sui canali ufficiali.

 

Il giovane Julian “Pappy” Van Winkle Sr., circa 1893

 


1893 Gli inizi di Pappy

Un giovane Pappy Van Winkle, non ancora una leggenda del bourbon, era un determinato commesso viaggiatore per il grossista di liquori WL Weller & Sons. Vendeva bourbon mentre attraversava il Kentucky a bordo di un calesse. Il suo sogno era anche una promessa di qualità, integrità e di un bourbon che valeva ogni centesimo.

 

1935 Il giorno del Derby

Pappy, dopo aver preso le redini della neonata WL Weller & Sons e della A. Ph. Stitzel Distillery dopo la fine del proibizionismo, aprì la nuova Stitzel Weller Distillery a Shively, Kentucky, il Derby Day del 1935.

Era sul punto di rivoluzionare la storia del bourbon. Armato di una ricetta innovativa che sostituiva la segale con il frumento, si preparava a svelare un bourbon più morbido e rotondo di qualsiasi altro mai conosciuto prima. Era una scommessa, ma Pappy era certo che la qualità avrebbe sempre trionfato. Quando le prime bottiglie iniziarono a uscire dalla linea di imbottigliamento, divenne chiaro che Pappy non stava semplicemente producendo bourbon, stava scrivendo la storia.

 

1955 L’arguzia di Pappy

Pappy era più di un semplice produttore di bourbon. Era un personaggio, un uomo spiritoso. Lo si poteva trovare spesso al Louisville Country Club, con il suo fedele cane Thunder, mentre trasportava le sue mazze da golf, uno spettacolo che avrebbe strappato un sorriso a chiunque. Le sue battute erano dolci come il suo bourbon, la sua risata calda come un sorso del suo whiskey più pregiato.

 

1965 Passaggio di testimone

Con la fine dell’era di Pappy, Julian “Big Van” Van Winkle Jr. si fece avanti. Per Big Van, questa non era solo una questione di affari, ma un’eredità lasciatagli da suo padre. Eroe di guerra, insignito della Silver Star e della Purple Heart, era ora pronto a prendere il posto di Pappy. Con la passione ardente del padre per il bourbon e uno spirito incrollabile come il paesaggio del Kentucky, Big Van era pronto a continuare a portare avanti l’eredità del bourbon Van Winkle.

 

1972 La sfida di Big Van

Big Van aveva già affrontato battaglie in passato, ma nessuna paragonabile alla vendita della distilleria Stitzel-Weller nel 1972. La distilleria, cuore pulsante della tradizione Van Winkle, dovette essere venduta a causa del declino del mercato del bourbon e di difficoltà finanziarie. Questo fu un punto di svolta per la famiglia: un momento di avversità che pose le basi per un nuovo capitolo nella storia dei Van Winkle.

 

1977 L’ascesa di Julian III

Julian Van Winkle III entrò nell’azienda di famiglia, senza lasciarsi scoraggiare dalla crisi del settore. Grazie al suo palato raffinato e alla determinazione di mantenere viva l’eredità di famiglia, acquisì ciò che restava della Old Hoffman Distillery a Lawrenceburg, nel Kentucky, e iniziò a invecchiare, elaborare e imbottigliare il marchio Old Rip Van Winkle. Nonostante le difficoltà finanziarie e il declino del settore, l’impegno di Julian III per la qualità diede impulso al settore. Fu una testimonianza dello spirito Van Winkle: anche nelle avversità, la tradizione prosperò.

Juian P. Van Winkle, III a Lawrenceburg

 

1996 La valutazione più alta

Poi arrivò il momento che cambiò tutto. A metà degli anni ’90, Julian cambiò il nome dei vecchi prodotti Old Rip in Pappy Van Winkle, il marchio che conosciamo oggi.

Il Pappy Van Winkle’s Family Reserve 20 anni è stato il primo whiskey a marchio Pappy. Ha ricevuto il punteggio più alto mai assegnato a un whiskey ai premi del Chicago Beverage Testing Institute del 1996.

La pubblicazione dei risultati sulla rivista Wine Enthusiast segnò una svolta, un’ondata di entusiasmo che spinse il marchio verso nuovi traguardi. Ma non fu solo una vittoria per i Van Winkle, fu una vittoria per gli amanti del bourbon di tutto il mondo.

 

2001 L’ingresso di Preston

Cresciuto con le storie del bourbon, Preston Van Winkle era stato testimone dell’instancabile ricerca della qualità da parte della famiglia. Ispirato dal Kentucky Bourbon Festival del 1999, si unì alla famiglia nel 2001, raddoppiando il team di vendita della distilleria.

Julian, III e J. Preston Van Winkle presso Buffalo Trace nel 2002

 

2002 La partnership con Buffalo Trace

Il 2002 portò con sé una partnership fondamentale con la Buffalo Trace Distillery, che prometteva una fornitura costante di whiskey. Julian III, inizialmente titubante, colse al volo l’opportunità.

Buffalo Trace, dopo aver acquisito l’etichetta WL Weller nel 1999, è passata senza problemi alla produzione di bourbon Van Winkle a partire da maggio 2002, attenendosi alla ricetta del mash bill di Pappy. Questa partnership ha garantito la prosperità della tradizione Van Winkle e ha garantito una quantità superiore di botti per le generazioni future.

 

2003 Il nuovo millennio

Il nuovo millennio ha portato trionfi e difficoltà per i Van Winkle, dal riconoscimento globale alle complessità del mercato nero. Eppure, il loro impegno per un bourbon di qualità non è mai venuto meno.

Oltre al bourbon, si sono battuti per la sostenibilità e hanno guidato una raccolta fondi di grande impatto, riversando la loro passione in cause importanti. Guardando al futuro, portano con sé la saggezza del passato, pronti a valorizzare ulteriormente l’eredità di Van Winkle.

 

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