Orkney Distillery, Kirkwall

Orkney Distillery, Kirkwall

La Orkney Distillery (conosciuta anche come Kirkwall Distillery) si trova nel cuore di Kirkwall, capoluogo delle isole Orcadi, ed è la casa del celebre Kirkjuvagr Orkney Gin. La distilleria offre un centro visitatori affacciato sul porto, un cocktail bar, un caffè e la possibilità di fare tour guidati con degustazione.

È entrata ufficialmente nel mondo del whisky, avendo avviato la propria produzione nel marzo 2024 sotto la supervisione di Tony Reeman-Clark, importante mastro distillatore e pioniere del moderno movimento di microdistillazione scozzese. Conosciuto nel settore come il “Malt Maverick” (il ribelle del malto), è stato una forza trainante nel modificare la normativa britannica sulla distillazione per consentire la produzione artigianale di distillati su piccola scala.

Lo avevamo conosciuto come fondatore della distilleria Strathearn (2013), è successivamente stato co-fondatore della Scottish Craft Distillers Association (SCDA). In seguito è entrato a far parte della distilleria delle Orcadi come direttore e distillatore. In questo ruolo, ha guidato l’espansione dell’azienda nella produzione di whisky e rum, segnando la nascita della prima nuova distilleria di whisky sulle Orcadi dopo quasi 140 anni. Sotto la sua guida, hanno lanciato i loro primi whisky blended sourced (Hoy e Fara) e istituito la prima scuola di whisky dell’isola.

Lo abbiamo incontrato ieri.

 

 

La battaglia per i 1.800 litri

Tony è famoso per avere sfidato con successo lo storico limite legale minimo di 1.800 litri per gli alambicchi per lo Scotch Whisky, dando così il via al moderno movimento dei microdistillatori in tutta la Scozia.

Storicamente, le norme doganali britanniche imponevano ai distillatori di utilizzare alambicchi di capacità superiore a 1.800 litri. Questa regola risaliva al XIX secolo, quando un funzionario doganale di Edimburgo, proprietario di una distilleria commerciale, decretò che qualsiasi alambicco più piccolo del suo fosse illegale, al fine di prevenire la produzione clandestina di alcolici.

Insieme ad altri pionieri della distillazione artigianale, Reeman-Clark ha contestato questa norma all‘HM Revenue and Customs (HMRC), sostenuto – con successo – che la norma era obsoleta e arbitraria. L’HMRC ha allentato la sua politica (Excise Notice 39: Spirits production in the UK), consentendo a realtà artigianali di dimensioni molto più ridotte di operare legalmente. Questo cambiamento di rotta ha innescato l’esplosione di micro-distillerie di gin artigianale e scotch whisky.

 

 

The Orkney distillery

Siamo arrivati in distilleria pochi giorni dopo l’inaugurazione del nuovo impianto di distillazione per il whisky. I vecchi piccoli alambicchi portoghesi alimentati a fiamma diretta sono stati sostituiti da gemelli di dimensione superiore e con alimentazione a vapore. Un parto abbastanza complicato, sia per la revisione della licenza, che per l’approvvigionamento di tutta l’attrezzatura, una impresa mai semplice per un’isola situata a latitudine 59°N.

 

 

I primi due anni di produzione sono serviti per creare un invidiabile database di aromi e di esperienze. Circa un centinaio di piccole botti da 50 litri di molteplici seasoning sono state riempite con new make di malto d’orzo antico (come il Maris Otter), fermentato con un mix di lieviti distiller e brewer e distillato in modo lento per azzerarne il carattere duro e aggressivo.

Il clima delle Orcadi, unico nel panorama scozzese, e la ridotta dimensione delle botti, hanno dato vita ad una maturazione che anziché seguire una curva in costante crescita, si è sviluppata a cicli. Come abbiamo potuto constatare, la loro warehouse sta sorprendentemente dando vita a whisky per nulla dominati dal legno.

Un’altra peculiarità è la veloce estrazione di tutte le sue qualità: una botticella sostanzialmente cede tutto quello che ha da donare durante i primi 18 mesi, se svuotata e riempita con nuovo new make, non sarà più in grado di conferire colore e aromi.

L’installazione dei nuovi alambicchi porterà ad un rapido incremento della capacità produttiva e al graduale passaggio all’utilizzo di botti da 100 litri. Nei progetti della distilleria c’è anche la realizzazione di un interessante grain whisky ottenuto da un mix di malto d’orzo con la antichissima varietà locale di orzo bere barley non maltato (pertanto un whisky che non potrà vantare la qualifica di malt whisky nonostante l’uso del processo di doppia distillazione in pot still).

Insomma, tanta sperimentazione e il desiderio da parte di Tony di affidare il processo produttivo a due giovani distillatori che sappiano introdurre sempre più estro. Un whisky d’avanguardia a cui è già stata aggiunta la produzione di rum da melassa.

 

 

Il Bar

L’accoglienza della distilleria può beneficiare della location in prossimità del porto e dei tanti crocieristi che prendono d’assalto Kirkwall durante i mesi estivi. L’interesse attuale é principalmente dedicato al gin, proposto in purezza (abbiamo assaggiato il Flight con le loro 4 principali espressioni) e in una decina di cocktail.

 

 

I dati britannici parlano di un consumo di gin in caduta libera e di una costante incremento di interesse verso il whisky Craft. Tra un anno, quando il loro single malt avrà compiuto 3 anni, vedremo probabilmente una successione di rilasci single cask che sapranno intercettare questo trend e che racconteranno in modo molto efficace il loro eccellente lavoro.

Il prossimo necessario passo sarà il dare un nome a questo loro single malt, una missione sulla carta semplice, ma in realtà complicata dalla intricata e per nulla chiara rete di vincoli imposti dalla Scotch Whisky Association.

Ringraziamo Tony per la cortese accoglienza, ci ha tenuti per 2 ore incollati alle sue parole e ci ha fatti innamorare di un progetto innovativo con peculiarità uniche nel panorama dello Scotch Whisky.

 

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment