Weekly Dram 23.12
In un periodo in cui si sente tanto parlare di underdog, in questa rubrica mi è già capitato di soffermarmi su distillerie che potrebbero rientrare in questa definizione.
D’altronde, con una scelta così variegata e sempre crescente di etichette, versioni speciali e imbottigliamenti indipendenti è praticamente impossibile che tutti i produttori possano conquistare una fetta sufficientemente ampia di attenzione da parte del pubblico e degli appassionati.
Ma c’è chi fa semplicemente il proprio lavoro, con costanza, professionalità e passione, lasciandosi scivolare addosso mode e strategie di marketing, offrendo a chi abbia una sincera voglia di esplorare le sfumature del malto un whisky solido e coerente.
E questa settimana ho scelto un imbottigliamento base che a me per primo ha stupito molto piacevolmente, essendo partito da preconcetti legati alla bassa gradazione, al packaging non esattamente all’avanguardia e a un nome non molto accattivante.
Un whisky costiero così come il borgo da cui prende il nome, a sua volta dedicato a Sir William Pulteney per ricordarne la generosa attività filantropica tenuta per la città di Wick ai primi dell’800, grazie alla propria fiorente attività di tratta degli schiavi: come si dice, pecunia non olet.
Tornando al nostro whisky, versiamolo nel bicchiere, scoprendo quanto sia bello riuscire ancora a sorprendersi anche dopo centinaia di assaggi diversi…
OLD PULTENEY 12 ANNI
40% abv, botti ex bourbon
Prezzo: sotto i 50 euro
Pesche mature e albicocche si fanno strada per prime, marcando l’anima preminentemente fruttata dell’olfatto, seguite da banana matura, miele, vaniglia e un tocco di arancia. Biscotti ai cereali e burro si fondono nelle retrovie, assieme a una piacevole nota cerosa. Leggera sferzata metallica. Dolce ma non stucchevole.
Il calore del malto accarezza il palato, con una punta speziata e peperina insolita per una gradazione così bassa. L’anima costiera si rivela in tutta la sua sapidità, mentre i toni dolci restano piuttosto domi nella forma di biscotti ai cereali con marmellata di arance amare e pesca, caramello (salato) e un leggero sbuffo di fumo. Legno in sottofondo e pizzico di limone. Leggero ma tutt’altro che etereo.
Finale mediamente lungo di sale, arance, spezie, malto, legno.
Il classico whisky base che però offre personalità e spessore, certo non complesso o stratificato ma l’influenza del territorio di distillazione si sente abbastanza da non renderlo trascurabile, regalando anche piccole sorprese.
Link a tutti gli assaggi di Pulteney: https://whiskyart.blog/it/category/scozia/highlands-2/vecchio-pulteney-highlands-scozia-2/
Maggiori informazioni sulla distilleria: https://whiskyclub.it/distilleria/pulteney/




