Oban, The Whisky Vaults

Oban, The Whisky Vaults

Quest’anno a luglio abbiamo viaggiato alle Ebridi Esterne: Barra, Uist, Benbecula, Harris e Lewis, di cui vi racconterò nei prossimi articoli, appena troverò il tempo di scriverli. Qui volevo spendere due parole per un pub che ho “scoperto” a Oban, dove abbiamo fatto tappa prima di imbarcarci per Barra. Il virgolettato è d’obbligo, sicuramente qualcuno di voi più esperto e navigato del sottoscritto lo conoscerà già, ma ho pensato di scrivere questo post a beneficio di quanti come me passando per la capitale scozzese del seafood desiderano bere un buon dram a un prezzo onesto in un luogo tutto sommato poco turistico.

Il buon Claudione mi aveva già messo sull’avviso: a Oban scordiamoci whisky bar del calibro del Ballygrant Inn, del Bowmore Hotel e degli altri pezzi da novanta di Islay, ma non si sa mai, prova a cercare e facci sapere. E così eccomi qua, in missione per conto di (Clau)Dio (cit.).

The Whisky Vaults si trova al n. 2 di Hill Street, proprio all’inizio del paese, poco sopra la A85 che è l’arteria principale che percorre la cittadina, a due passi dall’omonimo Hotel gestito dagli stessi titolari, John ed Helen. Oltre ai tavoli interni c’è un giardinetto dove nelle belle giornate è possibile sorseggiare qualche birra all’aperto.

 

 

Inoltre il locale organizza periodicamente degustazioni di whisky, come si evince anche da questo pannello contenente una scheda per ogni distilleria su cui sono riportate le note più distintive e caratteristiche del suo distillato. Sicuramente molto didattico!

 

 

Quando entriamo nel locale ci sono solo un paio di avventori che stanno discutendo con John di whisky, di birra e di chissà cos’altro, faccio fatica a capirli, sono appena arrivato in Scozia e devo ancora carburare con la lingua.

Non c’è una whisky list, le bottiglie sono tutte esposte e ben visibili se ci si avvicina al bancone. La scelta non è infinita ma è molto varia e ce n’è veramente per tutti i gusti, con anche una bella serie di IB, con particolare riguardo per The Single Cask.

Siccome i soci di Whisky Club Italia, oltre al palato fino, hanno anche l’occhio di lince e io a questo proposito tengo a precisare che ho le lenti nuove di zecca e sento che potrei vedere un midge a distanza di 10 yards (chissà poi quante sono… diciamo da molto lontano), scorgo su uno scaffale un Benriach 23 y.o. del 1993, distillery exclusive, con affinamento di botti di Madeira. Senza esitazione me lo faccio versare e inizia la festa: un tripudio di frutta secca, caramello salato e alta pasticceria. Dopo aver ampiamente goduto di questo splendido speysider vedo un Ledaig 29 yo, anche questo del 1993, imbottigliato da The Single Cask, e me lo faccio servire: colore giallo paglierino, profumo costiero e medicinale, note di ostriche al limone, liquirizia, salamoia, biscotto allo zenzero. Entrambi sono malti fenomenali, li cerco su Whisky Base e vedo che hanno valutazioni medie comprese tra 89 e 90. Wow!

 

 

Scambio qualche chiacchiera con John, che nel frattempo ha salutato i due avventori ed è venuto a chiedermi cosa ne penso, capisce il mio entusiasmo e mi propone di fermarmi lì a lavorare con lui, così prendo subito possesso del posto di comando.

 

 

Ovviamente scherzo… John si è solo offerto di scattarmi una foto mentre stavo dietro al banco, ci eravate cascati vero?

Ci risentiamo a breve (spero) con il racconto del viaggio alle Na h-Eileanan an Iar.

Slainte mhath!

 

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