Oban è torbato?

Oban è torbato?

Quando sento parlare degli stili dello Scotch, e Oban viene indicato come esempio di whisky torbato, devo essere sincero, vengo assalito da tantissimi dubbi. E siccome questo mi è capitato non una ma decine di volte, la mia curiosità è continuata a crescere. L’ultimo capitolo di questa saga è stata la visita alla distilleria di Oban che abbiamo fatto il 2 giugno, sulla via di ritorno dal Fèis verso l’aeroporto di Edimburgo. Assaggiato il core range e qualche limited edition, i commenti dei ragazzi sono tutti andati nella stessa direzione: una presenza percepibile di fumo. E se senti ancora torba in un dram dopo 12 giorni di Campbeltown e Islay, una qualche verità dovrà pur esserci.

Possibile che io non riesca a metterla a fuoco?

 

 

Oban nel bicchiere

L’Oban 14, che ha fotografato nella serie dei Classic Malts of Scotland lo stile delle West Highland, è uno dei dram più apprezzati e meglio conosciuti anche qui nel Bel Paese.

Riprendo di seguito le note di degustazione ufficiali, così come presenti nella comunicazione di Diageo. Se nel giovane Little Bay – l’ultimo arrivato nel core range della distilleria – non vi è traccia di fumo, come è possibile che con il crescere dell’età la presenza della torba diventi sempre più evidente? La tendenza dovrebbe andare esattamente nella direzione opposta.

O forse che in passato si usasse malto molto più torbato dell’attuale?

 

Oban 14 anni. Aromi di frutta ricca, secchezza affumicata, spezie mielate e un soffio di sale marino contraddistinguono questo corposo malto delle Highlands.

Oban Little Bay. Audace e complesso. Il nostro whisky vanta note di pudding natalizio, agrumi e spezie, con un finale di cioccolato fondente.

Oban Distillers Edition. Una seconda maturazione in botti di sherry Montilla Fino sviluppa lussuosi aromi di caramello, toffee e burro, con una spina dorsale di sale marino e un finale dolce e affumicato.

Oban 18 anni. Un single malt elegantemente maturato che bilancia opulenti sapori di frutta con un ricco fumo di torba e legno speziato, che culmina in un finale lungo e morbido.

Oban Distillery Esclusive. Un’espressione molto ricca di Oban. Per primi arrivano gli aromi dolci delle botti di Sherry, che non riescono a nascondere il carattere marittimo. Aromi più speziati e dolci di frutta secca e agrumi.

 

 

Oban in rete

Il mio dubbio, che sembra frutto di una annoiata giornata estiva, in realtà ha creato ampie discussioni in tante comunità di appassionati di Single Malt, come quella dei Malt Maniacs.

Il risultato? Dimentichiamo l’Oban del passato, che ha registrato periodi unpeated nel 1800, per poi diventare progressivamente sempre più torbato ad inizio 1900, senza avere mai raggiunto i livelli dei malti delle isole. Dal dopoguerra la torba è andata via via diminuendo, per raggiungere – come dichiarato da Donald Colville quando era Diageo Global Scotch Whisky Ambassador – il livello attuale di 2/3 ppm nel malto (1 nel new make). Sotto i 5 ppm è praticamente impossibile notare una qualsiasi presenza di fumo.

Eppure la nota di fumo la sentono in molti. Può essere la lunga fermentazione o l’utilizzo dei Wormtub?

No. Sempre Donald, rispondendo a richieste rinnovate qualche anno fa (2018), ha dichiarato:

«Alcune persone potrebbero trovare Oban più affumicato di quanto in realtà suggerisca il valore di ppm, semplicemente perché utilizziamo un’alta percentuale di botti di rovere americano rejuvenated e alcuni palati possono occasionalmente percepire le note speziate e legnose di queste botti come “affumicate”»

Il ringiovanimento dei barili non è un’idea nuova: i distillatori hanno ricondizionato i barili per anni. Questo vale per le botti di Bourbon, le Hogshead e persino per alcune botti di Sherry. La pratica del recharring è essenzialmente un’operazione di risparmio che consente di utilizzare ancora una volta il legno esaurito. Le doghe vengono rastremate, viene riportato alla luce il legno in profondità che ha lavorato poco e vengono riattivati gli zuccheri con la carbonizzazione. Abbiamo visto utilizzare un procedimento simile con le botti STR.

Per alcuni nasi la lignina, che si trasforma in guaiacolo quando sottoposta ad un potente rejuvenation, viene interpretata come un potente presenza di affumicato. Tanto potente da essere “confusa” con il fumo della torba.

 

 

Quindi nessun ipotetico utilizzo di botti ex-Islay (di Caol Ila per esempio), un aspetto che avrebbe spiegato il potenziamento della torba con le lunghe maturazioni. Ma un qualcosa di simile, una botte molto carbonizzata che ha modellato a propria immagine il new make della distilleria.

 

Oban in distilleria

Ed ecco che quando l’intervento di Donald sembra aver messo la parola fine alla discussione, un giorno capiti senza averlo programmato nella seafood capital of Scotland.

 

 

E ti trovi a rivedere tutte le tue certezze, per colpa di un pannello interattivo presente nel super accogliente Visitor Centre della distilleria. Un luogo frequentato da decine di migliaia di turisti deve sapere offrire ai visitatori una esperienza coinvolgete, che avvicini ogni consumatore ad un buon dram di scotch whisky. E qui la Diageo riesce sempre ad essere un passo avanti; con dei pannelli touch super semplici e ricchissimi di informazioni e attraverso una dozzina di domande a risposta multipla viene ricostruito il processo produttivo del single malt. Al visitatore il compito di scoprire tutti i segreti di Oban e, sbagliando le risposte, di imparare.

La sezione #1, dedicata al Maltaggio, si conclude con la domanda qui di seguito riportata: «Per asciugare l’orzo nel kiln di Oban, scegli tra questi due aromi: Unpeated o Peated». La risposta giusta è Peated, l’aria torbata è usata per asciugare l’orzo per il whisky di Oban.

Un dibattito senza fine? Possibile che uno dei dram più bevuti possa essere accompagnato da così tanti dubbi? Ma soprattutto, potranno i 27.000 iscritti a Whisky Club Italia dare un loro parere? A noi il verdetto finale!

It’s sondaggio time.

 

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Comments

  1. Caro Claudio, mi sono posto più viste anch’io la stessa domanda. Il mio ricordo lontano di bevute di parecchi anni or sono, era di un Oban 14yo mediamente torbato. Lo scorso dicembre ho preso il toro per le corna e ho approfittato di un’offerta per prendere una delle ultime bottiglie di Oban 14 a 45 euro (ormai anche il caro vecchio Oban è schizzato con i prezzi) e ho iniziato a bermela un po’ alla volta per risolvere l’annoso dubbio.
    Ebbene: zero torba!
    In compenso ho riscoperto un malto bellissimo, che con i suoi semplici 43 gradi alcolici dà ancora tanta soddisfazione. Riporto le mie tasting notes.

    Naso: frutta cotta, prugne, uvetta, un po’ di brodo, salamoia, miele, zucchero di canna sciolto. Dopo un po’ emerge una buona torta di mele calda cosparsa di zucchero a velo e delle frittelle calde con i pinoli.
    Palato: buon corpo, oleoso, robusto, abbastanza dolce ma anche salato, fruttato e minerale, coerente con il naso, frutta cotta, pesche sciroppate, uvetta, miele, torta di mele e frittelle
    Finale: fruttato, uvetta, torta di mele, miele di castagno

    Conclusione: zero torba, ma tanta altra roba buona da gustare.

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