Perché partecipare ad una degustazione di Rum o Cognac?
Un viaggio sensoriale tra storia, tradizione e cultura
Ci siamo mai chiesti cosa ci spinge a partecipare ad una degustazione di Cognac o Rum? Per un appassionato di whisky come me, abituato a confrontarsi solo con questo distillato, la risposta non è immediata. C’è qualcosa di più profondo che ci attrae a questi nuovi mondi ?
Un fine settimana ricco di esperienze
Recentemente ho avuto il privilegio di immergermi in due eventi dedicati al Cognac e al Rum. Nel primo, ho degustato diversi Cognac, culminando con un assaggio di sua maestà, un Cognac di 113 anni. Il secondo mi ha portato in un viaggio immaginifico nel mondo del Rhum agricolo, con le sue diverse espressioni geografiche.
Un week end per me davvero inusuale ed intrigante.
Oltre il distillato: un viaggio nel tempo e nello spazio
L’attrazione per i distillati pregiati è innegabile. Imparare a degustarli e a coglierne le sfumature è una sfida affascinante. Più si assaggia, più cresce il desiderio di conoscerli a fondo, non solo da un punto vista tecnico scientifico, organolettico ma, forse mediati anche dai fumi dell’alcol, di scoprirne romanticamente la storia, la tradizione, le leggende e le peculiarità. Così ti accorgi, forgiato alla scuola del whisky, che degustare un Rum o un Cognac significa immergersi in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio. Ogni sorso racconta storie di uomini, di terre lontane e di culture diverse. Percepisci nel Cognac, la tradizione e la raffinatezza. La storia del Cognac è legata indissolubilmente alla regione francese di Charente, dove il clima e il terreno sono ideali per la coltivazione dell’Ugni Blanc. Un rigido disciplinare regolamenta la produzione sin dal XVII secolo, garantendo uno standard qualitativo elevatissimo. Il Cognac si afferma come simbolo di lusso e raffinatezza, apprezzato da élite in tutto il mondo. E se queste sono le percezioni che il Cognac può evocare, nel Rum intuisci un’anima più calorosa, solare e avventurosa. Un distillato che scalda l’anima come il sole dei Caraibi, ti avvolge con profumi esotici di spezie, di frutta esotica e diventa la bevanda simbolo dei pirati, come il leggendario “sangue di Drake”. Le prime tracce del Rum risalgono all’antichità, in India e Cina. Il suo vero sviluppo avviene però nelle isole caraibiche, legato al colonialismo e alla schiavitù. Nel corso dei secoli, la produzione si diversifica, dando vita a una varietà di stili e denominazioni, dai Rum più leggeri a quelli corposi e invecchiati.
Ed ecco che ad ogni sorso, la magia si compie. Il distillato diventa un ponte tra passato e presente, tra culture diverse. È un’esperienza che arricchisce e che ci apre a nuove prospettive. Non solo, quindi, un semplice drink, ma un vero e proprio rituale. Un momento di relax e di introspezione, dedicato alla scoperta di un mondo del tutto nuovo e affascinante.
La prima degustazione (Cognac)
Arrivati all’osteria Punto e a capo a Cernusco Lombardone veniamo accolti, sotto l’egida del Harp Guinness pub, da un illuminato menu di uno chef non banale, volto ad esaltare il connubio fra vari cibi e Cognac presentati da Valinch & Mallet.

Davide Romano spende sapienti parole per farci conoscere come questo distillato si possa apprezzare da solo o quanto si riveli un ingrediente versatile in cucina nell’esaltare i sapori di diverse pietanze e dolci. Non tediandoci con troppe note tecniche ma regalandoci la base per poter capire cosa stiamo bevendo ci rendiamo conto di quanto sforzo e lavoro sta dietro al nostro distillato, di quanta cura richieda già e solo la coltivazione della vigna, la produzione del vino, e da qui tutti i passagi che portano dalla tradizionale distillazione agli infiniti anni di maturazione. Non a caso nella tradizione una parte specifica del luogo di maturazione si chiama “paradiso”. Nel mondo del Cognac, il termine “paradiso” ha un significato ben preciso e affascinante. Si tratta di una sezione speciale delle cantine, solitamente ubicata in alto e ben protetta, dove vengono conservate le acquaviti più rare, preziose e antiche. Queste acquaviti, spesso risalenti a decenni o addirittura secoli addietro, rappresentano il “non plus ultra” della produzione di Cognac. Si distinguono per la loro complessità aromatica, la loro finezza e la loro eleganza, frutto di un lungo processo di maturazione in botti di rovere accuratamente selezionate. L’accesso al paradiso è solitamente riservato ai maestri distillatori e a pochi intenditori privilegiati.

Ebbene, in questa occasione, abbiamo avuto la fortuna di appartenere a questa categoria di eletti. Abbinato a una mousse di cioccolato bianco con zabaione abbiamo avuto l’onore di fare conoscenza di un cognac di 113 anni (Lot19.11). Prima di lui si sono confrontati altri Cognac relativamente più giovani con antipasti (Cognac, 29 anni), con risotti (Cognac, 47 anni), carne rossa (Cognac, 50 anni) e formaggi erborinati (Pineau des Charentes, 25 anni) dove la dolcezza del distillato smorza la piccantezza dei formaggi erborinati stessi.
Il Pineau des Charentes è un mosto liquoroso prodotto nella regione francese delle Charentes. Le uve vengono raccolte a mano e vinificate in bianco, con una fermentazione parziale che viene interrotta dall’aggiunta di acquavite di cognac.
Il Cognac, dunque, non si limita ad essere un semplice distillato da sorseggiare, ma diventa un ingrediente prezioso per arricchire la tavola e regalare esperienze gastronomiche memorabili. Quello che rimane della splendida serata è la ricerca di distillati provenienti da produttori selezionati, o da imbottigliatori indipendenti, che si distinguono dai distillati della grande distribuzione per caratteristiche organolettiche del tutto peculiari inserite in un reale contesto culturale tutto da scoprire.

La seconda degustazione (rhum agricole)
Per chi, come me, si avvicina per la prima volta al mondo del rhum agricole, la partecipazione al Rhum Agricole Day è stata una vera e propria scoperta. Un’occasione unica per immergersi in un universo di sapori e profumi inebrianti, grazie alla perfetta organizzazione del Whisky Club Italia.
Rhum Agricole: un viaggio sensoriale tra profumi e sapori della canna da zucchero
Il Rhum Agricole rappresenta un’esperienza unica nel panorama dei distillati, differenziandosi nettamente dai rum tradizionali prodotti dalla melassa. La sua peculiarità risiede nella materia prima: il succo di canna da zucchero fresco, chiamato “vesou“, ricco di aromi e sapori che si ritrovano poi nel distillato finale. Se tutto questo è davvero innegabile, quale migliore inizio di un sorso di succo di canna da zucchero fresco, proprio come è stato possibile al Rum Agricole Day?
Davanti ai nostri occhi, una canna da zucchero viene tagliata e il suo succo estratto con cura. Un liquido dorato che viene poi versato nel nostro bicchiere, pronto per essere assaporato. Un sorso che racchiude in sé l’essenza di questo giorno speciale, la fortuna di essere qui, circondati da persone appassionate che ci raccontano discretamente il loro sapere. Il succo di canna da zucchero appena estratto è un’esperienza sensoriale che conquista tutti i sensi. Il suo colore dorato ambrato, già di per sé invitante, anticipa un gusto ricco e complesso. Al naso, ho apprezzato un bouquet di note erbacee e floreali che si intrecciano con sentori di limone, lime e mela verde, forse un tocco di vaniglia e spezie completa la fragranza. In bocca, la dolcezza iniziale si accompagna a note fresche e leggermente acidule, che bilanciano perfettamente il sapore.
Un leggero retrogusto erbaceo persiste nel palato, lasciando un ricordo persistente e piacevole. Nel distillato, il succo di canna da zucchero si trasforma in un rhum agricolo, un’acquavite dal carattere deciso e dal gusto complesso. I profumi floreali e speziati del succo fresco si intensificano, arricchendosi di note di legno, cuoio e tabacco. Al palato, il rhum agricolo regala un’esperienza calda e avvolgente, con un gusto secco e persistente. Il nostro percorso inizia tra gli stands colorati e profumati. Davanti a noi, un’infinità di bottiglie ci invita a scoprire i segreti di rum provenienti principalmente dai Caraibi, Brasile, Haiti e anche Italia. Incontriamo esperti appassionati che ci guidano in un tour sensoriale alla scoperta delle diverse espressioni di questa affascinante distillato.
Prima tappa: la Martinica. Qui, veniamo conquistati da un rum dal profilo erbaceo e minerale, arricchito da note di agrumi, pepe e spezie.
Proseguiamo il nostro viaggio verso il Brasile, dove ci attende la cachaça, il “rum” prodotto con il succo di diverse varietà di canna da zucchero. Il suo profilo vivace e ricco ci sorprende con note di erba fresca, lime e spezie.
L’ultima tappa ci porta ad Haiti, dove incontriamo il Clairin, urumhum agricolo noto per il suo carattere forte e rustico. Note di terra, olive e pepe nero si intrecciano in un vortice di sapori che rispecchia la storia e la cultura di questa affascinante isola.
E cosi, veleggiando fra un assaggio qui e uno la, fra un rum a bassa gradazione e uno a 75 gradi, con la voglia di continuare a perderci tra i profumi e i sapori di questo mondo di rum…. ci rendiamo progressivamente conto che è sempre importante ricordare che il piacere del bere deve sempre essere accompagnato da un consumo consapevole.
Come in ogni cosa, è fondamentale non eccedere. Il nostro corpo ha infatti una soglia di tolleranza all’alcol che, se superata, può portare a spiacevoli conseguenze. Per questo motivo, dopo l’ultimo assaggio, abbiamo deciso di salutare i rum del mondo agricolo e di congedarci da questo splendido viaggio onde allontanare le inevitabili conseguenze di un eccesso di alcol. Eravamo felici di aver vissuto un’esperienza così ricca e interessante, ma consapevoli che la vera sfida è saper apprezzare il buono senza mai perdere il controllo.
Un’esperienza che arricchisce
Degustare Rum o Cognac significa ampliare i propri orizzonti sensoriali e culturali. È un’esperienza che va oltre il semplice assaggio e che si trasforma in un percorso di conoscenza e di apprezzamento per un patrimonio culturale di inestimabile valore.
Nel mondo dei distillati, rum e Cognac prodotti da piccoli artigiani rappresentano un tesoro prezioso, un universo di sapori autentici e sfumature uniche che si contrappone all’omogeneità dei prodotti della grande distribuzione.
Un mondo di differenze:
- Diversità: Ogni piccolo produttore custodisce segreti e tecniche tramandate di generazione in generazione, dando vita a rum e cognac con caratteristiche uniche e inimitabili. Al contrario, i prodotti industriali tendono all’omogeneità, sacrificando la personalità in favore di una standardizzazione che appiattisce a volte il gusto.
- Qualità superiore: i piccoli produttori selezionano le migliori materie prime e dedicano cura meticolosa ad ogni fase del processo produttivo, dalla distillazione all’invecchiamento. Questo si traduce in distillati di qualità superiore, capaci di emozionare e stupire anche i palati più esigenti.
- Passione e tradizione: dietro ogni bottiglia di rum o Cognac artigianale c’è una storia, una passione tramandata di padre in figlio, un legame profondo con la terra e le sue tradizioni. I grandi produttori, invece, spesso privilegiano l’efficienza e la quantità, a scapito dell’artigianalità e del legame con il territorio.
- Esperienza sensoriale unica: assaggiare un rum o un Cognac artigianale è un’esperienza sensoriale unica, un viaggio alla scoperta di sapori e profumi complessi e inaspettati. Un’esplosione di gusto che ci riporta alle origini di questi distillati, lontani dall’omogeneità standardizzata dei prodotti industriali.
- Un esperienza che non obbligatoriamente sarà ripetibile nel futuro: perché la prossima edizione, per tante ragioni, potrebbe non essere più riproducibile nello stesso modo.
Oltre la curiosità: passione e coinvolgimento
Ma c’è di più. La curiosità di scoprire nuovi sapori e aromi, la meraviglia per la maestria artigianale e l’appagamento di ampliare le proprie conoscenze. Ciò che rende davvero speciale una degustazione è l’atmosfera, sapientemente creata da professionisti illuminati. La loro passione, la loro carica umana, il loro entusiasmo, la loro competenza e capacità di coinvolgere i partecipanti sono ingredienti fondamentali.
Un connubio unico
In questo connubio tra passione e professionalità, tra conoscenza e coinvolgimento umano, risiede il vero valore aggiunto di una degustazione di un distillato (Whisky, Cognac o Rum).
Un’esperienza che non si esaurisce nel sorseggiare uno spirito pregiato, ma che diventa un’immersione in un mondo di emozioni, di cultura e di condivisione. Perché è proprio questo il fascino di questi eventi: la capacità di trasformare un semplice assaggio in un’esperienza unica e indimenticabile.






