No More “I Love You’s”

No More “I Love You’s”

Qualche giorno fa, complice qualche dram liberatorio (mai ammettere “qualche dram di troppo!” quando ti trovi comodamente sdraiato sulla terrazza di casa), mi sono trovato a chiedermi quale cantante femminile scozzese avesse lasciato un segno nella mia memoria. Non ho saputo darmi una risposta immediata, perdonatemi, ed ho dovuto disturbare l’amico Google.

Ok, mi avvicino ai 60, i miei riferimenti musicali possono essere un po’ troppo da boomer. Diciamo (per essere gentili) che sono poco attuali, ma molte cose sono indipendenti da me, e riecheggiano per decenni lungo la Storia.

Alcune cantanti che pensavo fossero semplicemente “britanniche”, in realtà sono “scozzesi”. Senza andare a disturbare la “più recente” Susan Boyle, simbolo della rivincita (il sentimento scozzese più assoluto), ho quel giorno scoperto che Annie Lennox nasceva qualche anno prima di me ad Aberdeen. Non lo sapevo, mea culpa.

Gli altri ricordi, come quell’allora inspiegabile (per me) significato del genitivo sassone, li tengo tutti per me. Ma questo non mi impedisce di augurarvi un buon ponte del 1° maggio!

Un dram va solo ascoltato, senza doverlo necessariamente capire, scomporre, interpretare. Così come la buona musica.

Slàinte e buon ascolto.

 

PS. Aiutatemi ad uscire da questo loop, quale è la cantante scozzese che ha saputo rapire una parte del vostro cuore?

 

 

ALTRI ARTICOLI

Comments

Leave a comment