La Scotch Whisky Association e lo sviluppo sostenibile

La Scotch Whisky Association e lo sviluppo sostenibile

Fonte Laphroaig.it


L’accordo del 2008 nasce dal desiderio di accompagnare le distillerie Scozzesi verso standard ambientali ben superiori alle conformità di legge.
Analizziamo i risultati dopo soli 4 anni.


Buona Pasqua a tutti.
Le radici della festività Pasquale rimandano ad antichi culti pagani legati al sopraggiungere della Primavera ed al risveglio della natura.



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Oggi parliamo di ambiente.
La strategia ambientale della Scotch Whisky Association è stata lanciata nel 2009 e pone le basi per lo sviluppo sostenibilità dell’industria dello Scotch Whisky per i prossimi 40 anni.

Analizziamo i dati pubblicati nello Scotch Whisky Industry Environmental Strategy Report 2012, dati che si riferiscono ai consuntivi dell’anno 2010.

  • 101 distillerie di malto e 7 di grano attive
  • 990.000 tonnellate di cereali (orzo maltato e altri cereali come frumento e mais) utilizzate per produrre lo Scotch Whisky.
    Oltre il 93% dell’orzo maltato usato era Scozzese
  • Emissione totale (equivalente) di CO2 per l’energia usata: circa 698.000 tonnellate (in diminuzione del 14% rispetto ai livelli del 2008)
  • Utilizzo di energia primario: 3.367.178.455 kWh equivalente allo 0,13% del consumo totale dell’intero Regno Unito
  • Utilizzo di energia non fossile: 6% (in crescita rispetto al 3% del 2008)
  • Utilizzo totale di acqua: 37.024.340 m3
  • Il 79% dell’acqua utilizzata nelle distillerie di malto è, in media, restituito all’ambiente
  • Peso medio dell’imballaggio: 6.61kg per una cassa da 9 litri (12 bottiglie)
  • Il 32% dell’imballaggio prodotto da materiale riciclato
  • Il 97% dell’imballaggio è riutilizzabile o ricliclabile
  • Solo il 7% degli sfridi sugli imballaggi viene inviato in discarica

La riduzione di emissione di gas serra e l’incremento di energia verde (non derivante da combustibili fossili) sono stati dichiarati come i primi obbiettivi da perseguire.

SCOTCH WHISKY ASSOCIATION

Il nostro impegno
Continueremo a mitigare le emissioni in atmosfera di gas a effetto serra
e ad incrementare l’efficienza energetica del processo produttivo, attraverso l’innovazione
e l’adozione di adeguate tecnologie.

Il nostro impegno
Entro il 2020 faremo in modo che il 20% del fabbisogno energetico primario del settore
sarà derivato da combustibili non fossili, con l’obiettivo di arrivare all’80%
entro il 2050, riducendo in tal modo le emissioni di gas a effetto serra
da combustibili fossili ad un livello minimo.

L’utilizzo di energia rinnovabili si deve spesso fronteggiare con le location remote in cui le distillerie si trovano.
Il gas naturale oggi costituisce il 54% dell’utilizzo di energia.
La gran parte (87%) del consumo di combustibili pesanti avviene presso distillerie di malto dove la rete di gas non arriva ancora.
Dal 2008 cinque grandi siti di produzione (distillerie di grano) hanno investito centinaia di milioni di Sterline per dotarsi di generatori di energia da biomasse o da digestione anaerobica delle trebbie di cereali, residui del processo di produzione.

Altri settori in cui si stanno incassando risultati riguardano l’utilizzo di acqua e l’imballaggio.

L’acqua è un bene prezioso anche nella piovosa Scozia, che sta risentendo come tutto il resto del mondo degli effetti del riscaldamento globale.
E non si può fare whisky senza acqua, tanta acqua, quindi doppio allarme acceso.
Il consumo di acqua nel 2010 è diminuito del 40% rispetto al 2008, grazie soprattutto ad un più oculato utilizzo delle acque di raffreddamento.

Le linee di imballaggio sono sotto accusa per l’eccessivo uso di energia e di materiale di imballaggio.
Ridurre il peso delle bottiglie e dell’imballaggio ha poi un beneficio diretto anche sui costi “ambientali” del trasporto.
L’obbiettivo è – entro il 2020 – quello di utilizzare solo materiali riciclabili e di non generare più rifiuti verso le discariche.

Per le botti nessun problema, normalmente sono già “riciclate” visto che arrivano dall’industria del Bourbon e dello Sherry :).

Manca a mio giudizio un convinto riferimento all’utilizzo di materie prime “verdi”, intendo biologiche (quindi con minor impatto sull’ambiente) o OGM-free.
Ma qui ci si deve scontrare con interessi ancora troppo importanti e – apparentemente – non così sensibili al cambiamento.
Vedremo nei prossimi anni, per il momento dobbiamo accontentarci dei benefici (solo illustrati) del GREEN Grain project.

Per maggiori informazioni (PDF, 3,3Mb): Scotch Whisky Industry Environmental Strategy Report 2012.
I case study allegati a fine rapporto sono molto interessanti.

Interessante l’approfondimento sulla Ardnamurchan Distillery, la distilleria che l’imbottigliatore indipendente Adelphi sta costruendo in Scozia.
Distilleria dal nome difficile da pronunciare, e per cui è praticamente impossibile spiegare dove si trovi…
Ma essendo in costruzione in questi mesi gode della possibilità di essere progettata 100% environmentally-friendly.

Date un occhio anche all’esempio della distilleria Glenlivet, grazie a pochi semplici accorgimenti la nuova still house usa il 20% in meno di energia rispetto alla più vecchia still house

 

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